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Finalmente i Sindaci aprono gli occhi sul servizio idrico integrato e rimandano l’approvazione del disciplinare tecnico dei gestori, in approvazione all’assemblea dell’Autorità Idrica Toscana (AIT), del 15 maggio scorso.

Domenica, 14 Maggio 2017 21:52

Le bugie della Boschi e quelle degli altri

di Nicola Cariglia*

Se non salta fuori qualcosa di molto più compromettente, la grande polemica per l’interessamento del ministro Boschi alle sorti di Banca Etruria, mi pare proprio un grande cesto di panna montata.

di Giancarlo Niccolai*

Pistoia - Il recupero della memoria di persone, eventi e fasi della storia dell’uomo è un elemento strettamente connesso alla capacità del singolo e dell’insieme sociale di progredire lungo la strada dell’evoluzione umana, storica e sociale.

di Nicola Cariglia*

Era il 27 novembre 1947. La guerra finita da poco, il governo di De Gasperi cercava di venire a capo della confusione che c’era in gran parte della penisola.

di Francesco Lauria

Pistoia - Conosco Marco Damilano da molti anni.

La competenza al servizio di ChiantiBanca, a tutela del risparmio, dei soci e dei posti di lavoro

di Lorenzo Bini Smaghi*

San Casciano - Domenica 14 Maggio si terrà la prossima assemblea di ChiantiBanca. Non sarà un’assemblea come le altre. Per la prima volta da anni, la banca ha registrato un bilancio negativo; una parte degli amministratori e il vertice esecutivo hanno dato le loro dimissioni; al rinnovo delle cariche sociali si presentano due liste alternative.

E’ necessario fare chiarezza. Per il futuro della nostra banca, per tutelare il risparmio dei soci e dei clienti. Per fare chiarezza bisogna innanzitutto spiegare cosa è successo, e poi cosa si intende fare per evitare che si ripeta.

Cominciando dai fatti, nel 2016 ChiantiBanca ha registrato un passivo pesante, circa 90 milioni, che ha eroso poco meno di un terzo del capitale. Questo passivo è stato provocato dalle rettifiche su crediti erogati negli ultimi venti anni. Una larga parte delle rettifiche riguarda addirittura il periodo anteriore al 2010, prima non solo delle recenti incorporazioni delle Bcc di Prato e di Pistoia ma anche della fusione tra la Banca del credito cooperativo del Chianti fiorentino e quella di Monteriggioni.

Le rettifiche riflettono, con anni di ritardo, le politiche di erogazione del credito di quegli anni, non sufficientemente attente alla gestione del rischio. Questo è stato un problema comune a molte banche italiane. Ma mentre altri istituti, come Banca Etruria, il Monte dei Paschi o altre Bcc, non se ne sono accorti per tempo, ChiantiBanca ha agito rapidamente. Non solo ha riconosciuto le perdite, ha arrestato una tendenza pericolosa, che avrebbe comportato il rischio di una crisi profonda.

Registrare una perdita è doloroso. Riduce lo spazio all’attività di cooperazione sul territorio. Ma la colpa non è di chi ha fatto pulizia, bensì di chi ha gestito male la banca negli anni precedenti.

ChiantiBanca è sana e solida. Fatte le rettifiche, ChiantiBanca rimane con una dotazione di capitale superiore ai requisiti, che consente di continuare a svolgere un ruolo fondamentale per l’economia toscana. Deve però cambiare, altrimenti corre il rischio, nel giro di poco tempo, di ricadere negli stessi problemi del passato. Gli effetti ricadrebbero direttamente sul territorio, sui soci, sui clienti.

Cosa deve cambiare? Non certo la vocazione di banca cooperativa, sulla quale ChiantiBanca ha basato il suo sviluppo e il suo legame con il territorio. I principi ispiratori della cooperazione devono rimanere la pietra miliare, sulla quale fondare l’attività di sostegno alle esigenze di sviluppo economico e sociale della comunità, attraverso le rappresentanze locali, le associazioni, i circoli culturali, il volontariato.

Se i principi sono condivisi, sono importanti anche i mezzi e gli strumenti per realizzarli. Anche su questo bisogna fare chiarezza.

Bisogna evitare le facili illusioni. La prima illusione è che sia possibile tornare al passato, riprendere i comportamenti di prima, cambiando tutto per non cambiare nulla, o addirittura ignorando ciò che è successo. Una gestione bancaria imprudente, come quella degli anni passati, può nel giro di poco tempo produrre nuove perdite, compromettendo il futuro della Banca. A soffrirne sarebbero proprio quelle associazioni, quei circoli, quelle rappresentanze che contano sul suo sostegno.

Un’altra illusione è che il mondo cooperativo sia statico. E’ invece profondamente cambiato, negli altri paesi europei e recentemente anche in Italia, con una riforma profonda. Non ci sono più 360 banche cooperative, ma poco più di 300 che, ci piaccia o meno, si sono organizzate in due grandi gruppi. Nell’assemblea straordinaria del dicembre 2016 i soci – quasi all’unanimità – hanno deciso di aderire al gruppo costituito da Cassa Centrale Banca, con il quale ChiantiBanca coopera da anni, in particolare sul sistema informativo. Il Consiglio ha di recente dato seguito a quella decisione. Una decisione presa soprattutto con l’ottica di salvaguardare i numerosi posti di lavoro di ChiantiBanca, che verrebbero messi a rischio per effetto delle sovrapposizioni con altre Bcc della Toscana. Chi lo nega non ha a cuore il destino dei dipendenti, che sono l’ossatura, e il futuro della banca, crea confusione e fa gli interessi di altri.

La terza illusione è che basti un po' di trasparenza in più per risolvere il problema di rendiconto delle banche. E’ il frutto dell’ingenuità, di una insufficiente conoscenza dei sistemi bancari. Non serve pubblicare il bilancio più spesso, come fanno le grandi banche, se poi quel bilancio è “poco chiaro”. Serve semmai rendere pubblici i rapporti dei controlli interni, o dell’audit indipendente, dai quali si possono evincere gli sprechi, gli abusi, la mancanza di procedure di spesa, come è emerso anche dalla recente ispezione della Banca d’Italia. Solo per fare un esempio, se si fosse evitato di aprire la filiale a Fiesole, nel 2014, per poi richiuderla un anno dopo, si sarebbe risparmiato circa 400 mila euro, e ancora di più per la filiale di Firenze Duomo. Quante associazioni, circoli, amministrazioni si sarebbero potuti aiutare con quei fondi? Quanti computer si sarebbero potuti fornire alle scuole? Quante borse di studio si sarebbero potute dare? Quante ambulanze si sarebbero potute comprare?

Quarta illusione, “piccolo è bello” anche nel mondo bancario. Chi vuole tornare alla “banchina” di un tempo non ha che da guardarsi intorno per vedere che fine hanno fatto quelli che – anche in buona fede - volevano rimanere piccoli: sono stati incorporati da altri. Questa visione declinista è frutto di un approccio superficiale. Oppure pilotato da interessi altrui, mirati a riportare ChiantiBanca in un ovile, per meglio controllarla. Per essere padroni del proprio destino, nel mondo bancario bisogna avere una dimensione minima. ChiantiBanca l’ha raggiunta. Può svolgere un ruolo di rilievo a sostegno dell’economia dei nostri territori.

Il ruolo di ChiantiBanca è quello di colmare il vuoto lasciato in Toscana dai grandi istituti di credito, interessati principalmente ai volumi e alle dimensioni, e dagli istituti più piccoli, la cui dimensione non consente di sviluppare prodotti e servizi in grado di fare veramente la differenza, per le famiglie, per le piccole e medie imprese, per gli artigiani, per le amministrazioni locali. Per svolgere questo ruolo è necessario collaborare con i consorzi, le associazioni di produttori, di artigiani, commercianti, agricoltori, in modo da tarare al meglio le soluzioni alle esigenze specifiche dei vari settori e territori.

Questo ruolo richiede una elevata professionalità, qualità e rapidità di servizio, comprensione e gestione del rischio. La Banca non deve mai dimenticarsi che i fondi vengono erogati a fronte dei risparmi che i clienti le hanno affidato. Un credito fatto male penalizza innanzitutto i soci, i clienti, e anche gli altri potenziali beneficiari. I nostri territori chiedono a ChiantiBanca di dare buon credito.

Una squadra. Per svolgere questo ruolo c’è bisogno, alla guida della Banca, di una squadra composta di persone serie, qualificate, con profondo senso etico e del rispetto delle regole, legate – anzi, innamorate – del loro territorio, al servizio del quale vogliono con rispetto ed umiltà dedicare le loro professionalità. Una squadra composta da economisti, esperti di gestione bancaria, di mercati finanziari, avvocati, commercialisti, ingegneri, agronomi, commercianti, che lavorano insieme per il bene della banca. Una squadra che vuole continuare il processo di rinnovamento avviato in quest’ultimo anno. Un rinnovamento che non si è limitato alla ripulitura del bilancio ma che ha avviato il cambiamento delle procedure di erogazione del credito, il rafforzamento dei controlli interni, lo sviluppo dei nuovi prodotti. Una squadra che vuole anche mettersi all’ascolto dei soci, dei clienti, periodicamente, nelle varie sedi della banca, attraverso incontri mirati che consentano di veicolare le preoccupazioni, i suggerimenti, che talvolta faticano ad essere veicolati, ma che spesso possono evitare di commettere errori. Questo è un impegno che insieme prendiamo, nei confronti di tutti i soci.

Per concludere, un breve ritorno ai fatti, menzionati all’inizio. A marzo di quest’anno si sono dimessi alcuni membri del Consiglio che erano in carica nel 2015, e il direttore. Abbiamo deciso di non commentare quei fatti, lasciando all’Autorità di vigilanza il compito di chiarirne le motivazioni e le possibili implicazioni penali. Vogliamo solo precisare che quei fatti sono attinenti agli anni precedenti al 2016. Non ci riguardano.

Non possiamo tuttavia non rammaricarci per quanto è avvenuto successivamente. In una fase così complessa per la vita della Banca, alimentare la contrapposizione fra i soci, per spirito di rivalsa o con il miraggio di un impossibile ritorno al passato, non è quello che serve per superare questo momento non facile. Nessuno degli esponenti della nostra lista ha interessi personali da difendere, direttive a cui adeguarsi o scheletri nell’armadio da nascondere. Condividiamo un progetto sano e riteniamo di avere le competenze, la volontà e la dedizione per portarlo avanti, senza arroganza, ma con determinazione.

*Presidente ChiantiBanca

di Massimiliano Filippelli

Oggi si è celebrato il ricordo della liberazione dalla dittatura nazifascista, il 25 aprile come data simbolo importante per la storia del nostro paese.

di Marco Traversari

Al fine di darvi la possibilità di riflettere correttamente sull’accoglienza dei cittadini extracomunitari sul territorio di Marliana ed esprimere una valutazione coerente con la realtà dei fatti è necessario che vi riepiloghi quanto è successo in questi anni.

Venerdì, 14 Aprile 2017 11:24

Gli auguri del Vescovo ai pistoiesi

di Mons. Fausto Tardelli*

PISTOIA – Non posso non fare gli auguri di Pasqua alla città e a tutti i suoi abitanti. Ho bisogno di farli. Ho necessità di farli; i più sinceri e i più sentiti. Io credo nella risurrezione di Cristo da morte.

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