di Nicola Maglione*

In data 8/11/2017 il M5S di Pistoia ha presentato una mozione per il riconoscimento dei parcheggi gratuiti presso l’Ospedale S.Jacopo.

Esiste infatti – nella convenzione del 2005 - la previsione di 150 posti, ovvero il 15% dei parcheggi realizzati dal gestore privato, da riservare a parcheggio pubblico. Della clamorosa tardiva scoperta di tale clausola, dette notizia l’ex vice sindaco Belliti durante il Consiglio Comunale del 27 marzo 2017.

Fino ad oggi niente è stato fatto nonostante se ne parli da tempo ed è inaccettabile che le persone che si recano presso la struttura ospedaliera della città, non abbiano alternative al parcheggio privato a pagamento.

I parcheggi dei centri commerciali e degli stadi sono gratis mentre a Pistoia si paga ancora per l’ospedale!

Questo non ci sembra né morale, né normale, né costituzionale, né da Paese civile. 

Oltre ad una evidente violazione di un sacrosanto diritto calpestato sull’altare del profitto “a tutti i costi ed in ogni settore” (anche su quello della salute!), si tratta di applicare semplicemente quanto concordato contrattualmente tra Comune, Usl e società privata che gestisce anche questo servizio.

Nella seduta di ieri, da più parti è stato espresso apprezzamento per la mozione che ha riproposto un tema importante e stimolato la nuova Giunta a trovare quella volontà politica (di questo si tratta, come sempre) per ottenere quanto spetta al Comune e quindi ai cittadini, senza se e senza ma, ovvero i 150 posti. Se così sarà siamo soddisfatti perché  riteniamo che l’opposizione debba essere prima di tutto propositiva e costruttiva ma, proprio per questo, chiediamo anche trasparenza sui tempi: devono essere chiari, più rapidi possibile e coerenti con la reale percezione di questa priorità finora disattesa.

La mozione, discussa ieri in seduta congiunta della II e III Commissione, ribadisce un’ulteriore richiesta, già contenuta in una precedente mozione  del M5S e non approvata dal Consiglio richiamato del marco 2017: rendere fruibili per il parcheggio, gli spazi nella parte sterrata adiacente l’ospedale – come è stato possibile per un periodo di tempo –  chiaramente in modo che questo non costituisca ostacolo per il passaggio delle ambulanze.

Ricordiamo che diversi consiglieri, allora di opposizione,  si espressero a favore di questa mozione. Uno di questi, Bartolomei, è ora l’attuale assessore ai lavori pubblici e manifesta un cambiamento radicale di posizione.  

 

 * Movimento 5 Stelle,

Consiglio comunale, Pistoia

di Nicola Cariglia*

A suo modo è da brivido: alle prossime elezioni, dopo molti anni, ci andremo senza la sindrome del “voto utile”.

di Alessandro Tomasi*

Poco dopo la mia elezione a sindaco, abbiamo deciso di invitare il Presidente della repubblica per la conclusione dell’anno di Pistoia Capitale italiana della cultura.

di Andrea Brachi*

Pistoia - Da lunedì 4 dicembre saranno attivi 20 posti di letti di cure intermedie presso la Fondazione Turati a Gavinana.

di Daniela Fedi*

Pistoia - Sempre più lontana dalle posizioni centrali (da quelle apicali la distanza è abissale) Pistoia perde ulteriori 15 posizioni rispetto al 2016 nella classifica sulla Qualità della vita pubblicata dal Sole 24 Ore, posizionandosi al 76° posto.

di Nicola Maglione*

Pistoia - In riferimento alle gravi problematiche legate a Publiacqua, azienda partecipata del Comune, chiarisco la posizione del M5S locale, partendo dalla cronaca dei fatti.

di Alberto Vivarelli

Pistoia - “Pronto!”.

“Buonasera assessore Sabella, sono Alberto Vivarelli, direttore di Reportpistoia”

di Alessandro Giovannelli

Pistoia - Il film, di genere fantastico, si intitola “I concerti pistoiesi che avrei voluto vedere ma che, per ovvie ragioni, non ho potuto vedere”.

di Stefano Boni*

Partiamo da giugno 2016. RFI insieme alla Regione Toscana lancia un piano di ammodernamento delle stazioni toscane, circa 25, per un investimento di circa 50 milioni di euro, partendo dall’abbattimento delle barriere architettoniche, ammodernamento e messa a norma dei marciapiedi e altri investimenti, consentendo di rendere sempre più agibili e confortevoli le stazioni. Uno dei principali investimenti consiste nell’innalzamento dei marciapiedi (da 25 a 55 cm, standard europeo) per facilitare l'accesso ai treni; inoltre è prevista l'installazione degli ascensori, la ristrutturazione dei sottopassaggi e delle pensiline che contribuiscono a innalzare il livello di sicurezza e comfort in generale. Insomma un piano importante che comprende anche la stazione di Pistoia con il prolungamento del sottopasso e rialzo banchine 1° e 2° marciapiede. I lavori sono proseguiti fino a primavera del 2017 con il rifacimento anche degli scalini e del sottopasso ormai completamente usurati. Il nuovo materiale usato è simile a travertino di colore chiaro, con righe anti scivolo e accorgimenti tattili per i non vedenti. Inoltre sono stati riutilizzate anche le vecchie ringhiere e i corrimani in ottone originali della stazione. In questi lavori è stata anche recuperata l’intelaiatura della vecchia sala d’aspetto situata originariamente fra il 2° e 3° binario e oggi ricollocata invece fra i binari 4° e 5°, ma comunque nel rispetto dell’impianto ottocentesco, delle caratteristiche architettoniche ed estetiche dell’edificio e dei particolari coerenti alla natura stessa della stazione.

A settembre del 2017 in concomitanza dell’apertura delle scuole, con i lavori ultimati, ripartono i cantieri per il rifacimento delle scale e del sottopasso con nuovo materiale questa volta di colore scuro e sempre con gli accorgimenti per i non vedenti. Insomma in poco più di un anno gli scalini e il sottopasso sono stati completamente rifatti due volte con notevole disagio per i viaggiatori. La cosa che vogliamo denunciare è che questa volta, a differenza della precedente, sul primo binario hanno lasciato le ringhiere originali di ferro battuto con appoggio in legno e corrimano di ottone almeno per il momento, mentre sul 2° e 3° binario anche questi interessati dai lavori di rifacimento delle scale hanno tolto le ringhiere originali dei primi del ‘900 per sostituirle con dei tubi di acciaio che, secondo il nostro punto di vista, cozzano con lo stile architettonico della stazione. Insomma da una parte si lascia le ringhiere originali e dall’altra si mettono quelle nuove in acciaio.

Come sindacato crediamo che sulla stazione di Pistoia debba essere posta attenzione da parte degli enti preposti, anche per capire che cosa è successo rispetto al rifacimento delle scale e del sottopasso, che in così poco tempo sono stati ristrutturati due volte. E’ indispensabile sapere che fine hanno fatto le ringhiere in ferro battuto caratteristiche della stazione pistoiese, che devono essere riposizionate per lasciare intatte le caratteristiche di una stazione nata a metà dell’800. Intervenire, verificare i costi e soprattutto rimettere le ringhiere al proprio posto. 

* Segretario generale Fit-Cisl Toscana