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di Marco Niccolai*

Leggo ultimamente, sulla stampa locale, articoli con questo incipit: “i renziani contro…”, in particolare riferito alle vicende del Comune di Pistoia.

di Vittorio Lana*

“A leggere le cronache di questi giorni, sembra proprio che non ci si voglia render conto, ai vari livelli istituzionali, che è giunta l’ora di fare chiarezza sullo stato di pericolosità idrica della Piana. Il delicato equilibrio ambientale e di microclima del territorio a valle del Monte Le Coste fu assicurato per circa 2,5 millenni dal Vella, dai suoi tre affluenti collinari e dal reticolo di canalizzazioni di superficie che vi convogliavano acque meteoriche sovrabbondanti, sino alla confluenza nel gemello etrusco Bardena o Iolo.

La scellerata tombazione di quel torrente senza argini, che scorreva a circa 3 metri di profondità con un alveo dai 4 ai 10 metri, ha lasciato il territorio che si estende tra l’argine del Bardena alto 4-5 metri e Chiesanuova e giù sino a Galciana-Iolo, privo di un efficace drenaggio ed in caso di violenti temporali finiscono per allagarsi sottopassi, garage, seminterrati e tutto ciò che si trova sotto il livello del terreno, come molte abitazioni di Narnali.

Il Vella con i suoi affluenti, appartiene al bacino dell’Arno e come tale è inserito nel Pit con una apposita Sezione dedicata al progetto di realizzazione di una cassa d’espansione all’imboccatura di Figline sulla cui efficacia, alla luce degli ultimi eventi, sorge più d’un dubbio.

Se poi il Comune di Prato mise le mani sul demanio fluviale, per definizione inalienabile ed imprescrittibile, trasformandolo in fogna urbana, si assunse responsabilità ancora tutte da decifrare, ivi compresi il mancato trasferimento dell’antico alveo, dal patrimonio indisponibile a quello disponibile oltre la illecita occupazione o accessione immobiliare consentite a centinaia di fortunati confinanti.

Al comune di Prato sono stati chiesti danni per la tragica fine di tre cinesi, perciò la Giunta Cenni non potrà che attivarsi per il recupero dei beni e delle risorse sottratte al patrimonio pubblico ancorché in termini di canoni di occupazioni abusive per edifici, orti e giardini.

L’attuale disputa sulla riapertura del sottopasso di via Ciulli e sulla sicurezza di tutti i sottopassi della Piana risulta perciò priva di senso, giacché è l’effetto e non la causa di problemi che sono, invece, da individuarsi nel mancato deflusso delle acque sovrabbondanti e come molti ritengono, nell’innalzamento della stessa falsa acquifera.

Il silenzio di provincia di Prato, Regione Toscana e Autorità di Bacino dell’Arno, Consorzio Ombrone Pistoiese e Bisenzio, appare emblematico e nel contempo rivelatore di un imbarazzo che di fronte alle vittime, alle mancate vittime ed ai provvedimenti assunti dalla locale autorità giudiziaria dovrebbe indurre le persone responsabili di detti Enti ad assumere, senza ulteriori indugi, i provvedimenti necessari per la salvaguardia dell’incolumità delle persone e dell’ambiente così pesantemente compromesso.

E se non bastasse, si consideri che l’area e le vie d’accesso al NOP, insistono su terreni che, in caso di eccezionali piene, venivano inondati dal Vella ed ora, più che mai, richiedono di essere messi in sicurezza idrica, senza se e senza ma, essendo scaduto il tempo delle gatte morte”.

 

*consigliere Pdl del Comune di Prato

Lunedì, 25 Novembre 2013 12:40

La Sala, salotto di giorno, inferno di notte

E' da poco passata la mezzanotte, in piazzetta Romana c'è il solito caos, giovani e ragazzi che bevono birra e urlano. Un uomo, esasperato, si affaccia alla finestra e li invita ad andarsene. Si scatena l'inferno. Il gruppetto inizia a lanciare bottiglie di birra contro le finestre; si apre un'altra persiana e anche da lì qualcuno protesta. Qualche giovane svuota le bottiglie di vetro e le riempie di urina per poi scagliarle contro persiane e muro, ma finiscono sotto il piccolo loggiato che si affaccia sulla piazza. E minacciano pure. Uno dei due residenti chiama i Vigili urbani, Questura e Carabinieri. La prima pattuglia arriva dopo oltre un'ora, è quella dei Carabinieri. Sul posto non c'è più nessuno.

E' successo il sabato sera di dieci giorni fa, ma il sabato precedente era accaduto qualcosa di simile. Quando i ristoranti chiudono, la festa continua, e a volte non si aspetta nemmeno la chiusura dei locali; e i residenti che protestano vengono fatti bersaglio della reazione di gente perlopiù ubriaca che spacca le bottiglie di birra e cosparge di vetri il selciato. La telecamera installata per la sorveglianza della zona e la sicurezza dei cittadini, pare essere solo un ornamento (stamani pareva disattivata).

Sulla Sala si permette ogni tipo di trasgressione: in estate si aumentano i tavoli all'esterno in barba alla normativa comunale, tanto nessuno controlla e quindi non vengono presi provvedimenti. Di recente, Reportpistoia ha fatto una piccola inchiesta contando, ristorante per ristorante, i tavoli sistemati fuori dai locali, in molti casi erano esattamente il doppio di quelli consentiti: attendiamo ancora la risposta del Comune. Anzi, dopo una serie di rimpalli di competenze(assessore Nuti? Assessore Tuci?), siamo ancora in attesa di avere la data dell'incontro con qualche assessore. La questione è delicata, ci è stato detto riservatamente, quasi un sussurro; l'assessore Tuci in questi giorni ha degli incontri, poi ci dirà. Dirà cosa? Non deve dire, deve solo provvedere a far rispettare i regolamenti. E' questa la domanda a cui Tuci, o chi per lui, deve rispondere: perché sulla Sala le regole vengono ignorate e nessuno interviene, mentre in altre zone della città i controlli sono severissimi? Forti con i deboli, deboli con i forti?

Sulla Sala ci si può permettere anche di forare la pietra serena per sistemare i cartelli senza che nessuno abbia qualcosa da ridire: i buchi sono ancora lì, pronti per l'anno prossimo.

Ma è il caos che rende impossibile la residenza nel comparto, ormai dopo mezzanotte è un Festival del blues dilatato nel tempo che acuisce la tensione tra residenti e commercianti.

Eppure basterebbero piccoli provvedimenti, intanto per limitare i danni. Perché, ad esempio, nei locali si serve la birra in bottiglia a coloro che non si fermano a mangiare? A chi vuole bere, non si potrebbe applicare la regola del blues, cioè obbligare a servire le bevande solo in bicchieri di plastica? E non potrebbero essere gli stessi ristoratori a farsi promotori di questa iniziativa?

Forse non si eliminerebbero gli schiamazzi, ma la sicurezza aumenterebbe sicuramente.

La questione centrale è se il riposo notturno è considerato un diritto minore. La domanda non è retorica perché ormai le notti di chi abita sulla Sala o nelle strade adiacenti sono diventate un inferno.

Quanti controlli fanno i vigili urbani, la Polizia, i Carabinieri? Non è possibile organizzare interventi sistematici di controllo dei documenti di chi si trova sulla Sala dopo mezzanotte? Si potrebbe per un po' sospendere l'assistenza dei vigili urbani allo spazzamento stradale e piazzare le pattuglie sulla Sala? All'inizio può essere faticoso ma è l'unico modo per far desistere dalla permanenza notturna chi ha voglia solo di far casino.

Il Comitato “No parcheggio sotterraneo” di San Bartolomeo non può che rallegrarsi nella lettura del dispositivo di sentenza emesso da Tar della Toscana il 20 novembre 2013 che: a) respinge il ricorso contro il silenzio proposto con l’atto introduttivo del giudizio; b) dichiara inammissibile l’azione impugnatoria proposta con i motivi aggiunti.

Il Comune non risulta in nessun modo vincolato a dar seguito al progetto preliminare di realizzazione del parcheggio interrato: deve solamente trasformare la propria decisione al riguardo in atto deliberatorio. E siamo sicuri che il Sindaco Bertinelli, così come la quasi totalità dei consiglieri comunali, intenderà responsabilmente porre il termine “fine” a tutta la diatriba, impendendo l’insensata cementificazione di un prezioso spazio verde del centro storico.

Anche perché il Genio civile ha prescritto, con le normative aggiornate lo scorso aprile, il divieto di costruire locali interrati nell’area in questione, chiudendo di fatto e definitivamente la questione.

Ribadiamo: il Comune non è assolutamente obbligato, come invece vorrebbero sibillinamente far credere i progettisti, all’adozione, in vista di una successiva approvazione, del “Piano di recupero” che a suo tempo aveva avuto la fattibilità.

Ci sembra poi assai curioso che gli architetti Suppressa e Matteini facciano una campagna pubblicitaria sulla stampa a sostegno del loro progetto preliminare (cioè di se stessi), evidentemente nella speranza di intercettare qualche consigliere comunale poco informato e in cerca di visibilità, pronto magari a strumentalizzare la vicenda per beghe di partito o solo per andare sui giornali.

Sempre ai tecnici facciamo ulteriormente notare che il Comune non è chiamato a dare attuazione alla fattibilità concessa al progetto di “Piano di recupero”.

Infatti il recupero del comparto di San Bartolomeo è già partito ed attuato con successo; vediamo oggi (noi cittadini, non certo i signori della Quick Parking/Napoletana Spa) la piazza liberata dalle auto e riportata a luogo di incontro per residenti e non solo, dove i bambini possono finalmente giocare e i turisti rilassarsi sulla panchina ammirando una delle più signorili immagini toscane.

Cosa intendono dunque recuperare ? E’ evidente che a questo punto mirano solo all’edificazione speculativa del parcheggio. Ma allora non dovrebbero ripresentare la richiesta di fattibilità agli uffici competenti, in quanto non si tratta più di “Piano di recupero”, ma solo di nuova edificazione, cioè del solo parcheggio interrato?

Comitato” No parcheggio sotterraneo” San Bartolomeo in Pantano

 

 

 

In merito al dibattito concernente il Centro di raccolta di Publiambiente che, negli ultimi giorni, è approdato sui mezzi di informazione per la presa di posizione di alcuni Consiglieri comunali, la Segreteria comunale del PD di Pistoia ritiene fondamentale sottolineare alcuni aspetti metodologici riguardanti il percorso volto all'individuazione del sito idoneo ad ospitare l'impianto.

di Riccardo Fagioli*

Il Melodramma, come tutti dovrebbero sapere, è una pura ed autentica invenzione dell’italico genio. Nella nostra bella Pistoia ci sono alcune realtà che si impegnano da anni per la valorizzazione ed il mantenimento della tradizione lirica nella nostra comunità.

di Nicola Romagnani*

Lo diciamo subito: per noi si deve impedire che i parcheggi del centro della città e di Collodi siano dati in concessione a un privato per cinque anni.

di Giovanni Sarteschi*

Leggo che quattro consiglieri comunali del Pd – Braccesi, Breschi, Ciriello e Del Maestro, quest'ultimo da poco entrato nel gruppo dei democratici ma eletto in altra lista – hanno scritto una nota alla stampa in cui si dissocerebbero dalla proposta della giunta comunale di ubicare nell'area ex Pallavicini il centro di raccolta e indicherebbero le "loro" linee guida per un'altra localizzazione dell'impianto stesso.

di Andrea Cavicchi*

Sento il bisogno di fare delle considerazioni su un tema, quello dell’immagine del nostro distretto, che è di stretta attualità dopo la recente trasmissione "Piazza Pulita".

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