di Carlo Papi*

La banca Unicredit (Ex Credito Italiano), uno dei maggiori istituti bancari italiani, ha annunciato il taglio di ben 8500 posti di lavoro, di cui 5700 in Italia. Gli esuberi saranno spalmati nei prossimi quattro anni, con i soliti ammortizzatori sociali.

di Gianfranco Venturi, Aldo Morelli e Fabrizio Mattei*

L’assessore Luigi Marroni ha risposto in aula in modo reticente e del tutto insoddisfacente alla nostra interrogazione sul riordino delle centrali operative nell’area vasta centrale.

di Fabrizio Geri

Rispondo pubblicamente al signor Ivano Paci, che dalle colonne de Il Tirreno aveva accusato il sottoscritto di nutrire pregiudizi verso la Fondazione Cassa di risparmio. Nei mesi scorsi ebbi a criticare fortemente la spesa di 700mila euro, sostenuta dalla Fondazione, per la presunta riqualificazione del giardino dell’asilo Villa Capecchi in via degli Armeni.

di Aldo Milone*

Ho letto le dichiarazioni del Presidente della Regione Enrico Rossi, sull'economia sommersa cinese che con fare da spavaldo ha detto: "La Toscana civile non può permettersi di avere nel suo cuore questo tumore".

di Alberto Vivarelli

Domani 9 marzo, i cittadini di sei comuni pistoiesi torneranno al voto. Dovranno scegliere i candidati a sindaco per le elezioni amministrative di maggio.

Ritieniamo quanto avvenuto durante la selezione pubblica per il personale di sala del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino , deprecabile ed al limite della legittimità.

La gestione del concorso e le procedure utilizzate per la selezione non corrispondono ai criteri di trasparenza, imparzialità e correttezza che, al fine di sgomberare qualsiasi dubbio sull'esito della prova, un bando ed una selezione pubblica dovrebbero invece garantire.

Quello che abbiamo letto sui giornali e raccolto come testimonianze da parte dei partecipanti non fa certamente onore all’immagine del nostro teatro: giudizi espressi superficialmente nei confronti di tutti i candidati ma soprattutto nei riguardi di coloro che stanno ancora oggi svolgendo il ruolo di personale di sala alle dipendenze della Fondazione. A questi lavoratori, “più fortunati” dei loro colleghi già esclusi a priori, con decisione unilaterale della Fondazione, dalla possibilità di partecipare alla selezione in quanto ricorrenti per la difesa dei propri diritti contrattuali e di legge, è stato di fatto imposto di sostenere questa nuova prova (in aggiunta a quella già effettuata al tempo dell’assunzione) per poter tentare di mantenere il loro rapporto di lavoro, dopodiché, a tutti è stata sbattuta la porta in faccia venendo considerati non idonei alla mansione.

Vi sono stati episodi con risvolti quantomeno incredibili, come quello ad esempio di una attuale maschera la quale si è vista escludere dalla selezione per non aver raggiunto, al colloquio in lingua inglese, il punteggio minimo necessario all'accesso alla prova successiva, nonostante la stessa avesse vissuto per lungo tempo in Inghilterra. Viene il sospetto che, nei confronti del personale già dipendente, la direzione abbia agito con l’intenzione premeditata di estrometterli, tralasciando volutamente le capacità, la competenza e la professionalità acquisite nel tempo anche attraverso corsi di formazione.

Alla fine però, ciò che è avvenuto è la rottamazione di massa dei “vecchi dipendenti” e l’assunzione di nuovi volti. E che dire del bando di selezione non rispettato e delle più elementari regole di correttezza, imparzialità e trasparenza disattese? Le prove previste dal bando erano due: una in lingua inglese ed un colloquio. Orbene, in realtà ci risulterebbe che siano state effettuate tre prove, di cui una a dir poco discutibile con tanto di passerella e numerino in stile casting televisivo.

La commissione di esame che, per ovvi motivi di equità, legittimità e correttezza, dovrebbe per sua natura essere unica, si è scissa miracolosamente in quattro, non garantendo pertanto a tutti i candidati le stesse condizioni e le stesse modalità di valutazione.

E, dulcis in fundo, le graduatorie e le votazioni rimaste “segrete”. In ogni concorso pubblico ciascun candidato, anche quello ritenuto non idoneo, ha il diritto di conoscere la valutazione attribuitagli dalla commissione. Venendo meno a prassi consolidate, per adesso, di tutto ciò non vi è traccia in teatro: solitamente, e fino a poche settimane fa, sulle bacheche della Fondazione vi sono sempre stati pubblicati i risultati di ogni fase di una selezione, nel momento stesso in cui venivano resi noti, con i nominativi ed i relativi punteggi sottoscritti dalla Commissione esaminatrice. Tutto ciò in perfetta linea con la richiesta al candidato di apporre la propria firma sul foglio nel quale sarebbe stato registrato il giudizio ancor prima che questo venisse espresso.

Riteniamo che la gestione della selezione sia stata in ogni suo aspetto quanto meno “confusa” e atta a dare adito a probabili strascichi legali. E’ vero che i partecipanti sono stati moltissimi e questo può aver creato problemi nell’organizzazione, ma, proprio a fronte di una tale richiesta di lavoro e di tante speranze riposte, si sarebbe dovuto procedere nella maniera più limpida, imparziale e corretta possibile, rispettosa delle regole in modo tale da non ingenerare sospetto alcuno.

Infine, ci preme esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà al personale di sala attualmente in forza presso il teatro che si è visto, in un modo così violento e sbrigativo, tacciare falsamente di poca competenza e professionalità come potrebbero lasciare intendere alcune incaute dichiarazioni di dirigenti di primo piano della Fondazione apparse sulla stampa.

Rsa Lc Cgil Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

 

 

di Vittorio Lana*

Sugli sviluppi aeroportuali di Peretola, persino il Fatto Quotidiano e Dagospia si interrogano sui motivi del passaggio di mano della partecipazione in AdF, tra il fondo F2i di Vito Gamberale e Cedicor di Ernesto Eurnekian (entrambi non certo immuni da indagini giudiziarie).

Ciò che sorprende è la connection alla luce del sole tra Rossi & Renzi, che se ne compiacciono pubblicamente, con gli investitori privati, con Marco Carrai presidente AdF e Jacopo Mazzei azionista della società e sostenitore renziano, nonché ex presidente di Carifirenze. Insomma, almeno all'apparenza, una specie di società de noantri, ma quando si tratta poi dei prevedibili futuri sviluppi degli scali di Firenze e Pisa, il presidente Rossi afferma che deciderà tutto Eurnekian già azionista privato in SAT del Galilei.

Ma come, fino a ieri, il liberismo era il nemico numero uno ed ora, su un'opera pubblica di questa portata, il governatore della Toscana fa il Ponzio Pilato? Nossignore, i cittadini della Piana sanno benissimo qual e, nel bene e nel male, la testa del serpente.

Non ci provi nemmeno a defilarsi dalle sue responsabilità o se vogliamo dai suoi meriti, per l'appunto.

Si ha ben diritto di conoscere se questa nuova pista di 2,4 chilometri anda e rianda su Prato, si fermerà lì o se esiste l'opzione di un suo futuro allungamento, visto che si devieranno un corso d'acqua ed un cavalcavia, oltre i quali si aprono ampi spazi liberi da ostacoli. Senza trascurare, sul punto, l'oscena colata di cemento di Castello (ex Ligresti) sorta a bordo pista, che ne ha determinato la proiezione in direzione di Prato di altri 500 metri, per evidenti motivi di sicurezza verso la periferia fiorentina.

Certo, Firenze intasca decine di milioni di oneri di urbanizzazione alla faccia di Prato, la quale riceve, in contropartita, la permanenza del campo nomadi sull'area di proprietà della Regione a Prato Est sull'A/11. Nel contempo i comuni allineati, in vista degli incrementi di flussi turistici e d'imposta di soggiorno, si sono meritati i poli ricettivo-alberghieri di Calenzano/ Sesto Fiorentino, Firenze nord ed Osmannoro.

Grazie Rossi, grazie Renzi. E Biffoni che fa, che fa? Non c’è chi non veda gli aspetti positivi di un moderno scalo aeroportuale per una città come Firenze caput mundi del turismo culturale, già strangolata da politiche del territorio da terzo mondo, nonché per l’intera Toscana perla del Mediterraneo. Ma qui, su Peretola, si sta giocando la carta della disperazione a tempo scaduto, infilando nell’Area metropolitana un aeroporto per velivoli medio – lungo raggio di dimensioni doppie rispetto a quelli che vi atterrano attualmente.

Sarà una specie di Berlino-Tempelhof, che i berlinesi han finalmente chiuso, chissà perché. Vogliamo parlarne o no? O con un governatore che parla come se fosse uscito fuor di senno, deciderà tutto il magnate argentino Eurnekian. A volte il troppo stroppia presidente Rossi, creda.

*consigliere comunale Pdl-Forza Italia Prato

 

di Andrea Rovito*

Come soluzione all’allarme lanciato pochi mesi orsono dal Capo della Polizia, Prefetto Pansa, sulla carenza di organico dei poliziotti, passati da 110 mila a 94 mila, il Governo risponde con il taglio lineare dei Commissariati e di altre sedi di Polizia.

I tagli selvaggi di uffici di Polizia avviati dal Governo a livello nazionale, incideranno pesantemente sulla sicurezza della Provincia di Pistoia. Non possiamo fare a meno del posto di Polizia Ferroviaria di Pistoia, capace di vigilare su un’area molto vasta, competente nientemeno dal comune di Montale sino a Pescia, circa 43km di territorio da sorvegliare, compito sempre svolto con sapienza e giustezza dagli uomini in forza a quell’ufficio.

Come non possiamo disfarci dall’oggi al domani della Polizia Postale, capace negli anni di entrare nelle scuole della Provincia di Pistoia per far conoscere agli alunni e agli insegnanti ciò che di pericoloso avviene utilizzando impropriamente internet. Tali professionalità che si sono evidenziate anche nella specifica attività d’indagine non possono essere annullate solo a causa di indiscriminati tagli lineari. Oltretutto bisogna ricordare ai nostri governanti che i suddetti presidi di Polizia non incidono sui costi del Ministero degli Interni, in quanto sia la struttura (affitto, luce, gas ecc.) che i mezzi sono a carico dei rispettivi enti prevalentemente a partecipazione privata (Ferrovie e Poste).

Per quanto riguarda il Commissariato di P.S. ogni discorso è alquanto inutile, visto i numerosi cittadini che vi si rivolgono per le pratiche burocratiche (passaporti, porto d’armi, denunce ecc.) oppure soltanto per un consiglio. Senza dimenticare il controllo del territorio al quale sono demandati gli operatori in servizio al Commissariato su un’area complessa e molto estesa, spesso oggetto di reati predatori nonostante il proficuo e costante impegno dei poliziotti. Probabilmente tutto ciò a Roma non interessa, visto le migliaia di agenti che vi prestano servizio, ma il resto dell’Italia ha bisogno della stessa considerazione. Non si possono sopprimere con uno schiocco delle dita tre Uffici di Polizia nella stessa Provincia, è intollerabile oltre che imprudente.

Il Coisp si augura che i signor Prefetto e Questore nella relazione o parere che dovranno redigere a tal riguardo per il Dipartimento, sia motivata e dettagliata, con l’unico fine di salvaguardare la sicurezza del cittadino pistoiese e del suo territorio.

 

* Segretario generale provinciale Coisp

di Fabio Capponi*

Il vivaismo pistoiese sta attraversando una fase storica molto importante.