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di Michele Galardini

PISTOIA – Sono passati otto giorni da quando, per primi, avevamo evidenziato le anomalie nel progetto vincitore del concorso di idee per la riqualificazione di piazza Spirito Santo.

di Massimo Baldi

Quattro note sull'Italicum.

1) Il più importante pregio di questa legge elettorale - oltre a quello di impedire che si verifichi di nuovo uno stallo come quella del febbraio 2013, quando i risultati elettorali non consegnarono al paese alcun governo - consiste nel fatto che, dopo lo strappo del 2006, viene ripristinata la norma che le regole del gioco non si approvano unilateralmente a colpi di maggioranza, ma si scrivono in accordo con le altre forze politiche. Questo, com'è evidente, comporta alcuni compromessi.

Il parcheggio "Ceppo" a 4 mesi dall'apertura del varco all'interno del vecchio ospedale dalle 8 alle 20 dimostra di non essere ancora entrato nelle abitudini dei Pistoiesi e dei frequentatori della città seppur si trovi a poche centinaia di metri da Piazza Duomo.

Solo nei giorni di mercato e in concomitanza delle aperture domenicali il parcheggio si è animato di più arrivando ad un utilizzo al 50% ma non è sufficiente.

Il dibattito che si è sviluppato sulla stampa e sui social network evidenzia un forte disagio degli utenti (specialmente di sesso femminile) ad attraversare il varco interno che trasmette insicurezza agli utenti seppur presidiato da guardie giurate.

Inoltre viene evidenziato un limite di visibilità per carenza di cartellonistica e indicazioni.

Il ccn vuole invertire questa tendenza e non si arrende ad uno status Quo che rischia di vanificare le opportunità di frequentazione della città grazie a questa importante infrastruttura.

Per il Ccn le cose da fare sono:

- a sostegno della stagione estiva, procedere all'apertura del cancello di accesso al parcheggio da piazza del Carmine in ore notturne per garantire la fruibilità dell’area di sosta da parte degli utenti del centro senza limiti temporali e migliorare illuminazione e vigilanza del relativo percorso;

- creare la segnaletica direzionale dagli accessi della città e la segnaletica informativa dentro il parcheggio;

- aprire il varco di accesso alla città da via delle Pappe (in prossimità della pizzeria Le Chiavi d'oro) realizzando le opere murarie e di risistemazione a verde creando un percorso qualificato alla città;

- realizzare una campagna di promozione tramite le attività commerciali, i bar e i ristoranti che incentivi anche sul piano economico l'utilizzo dell'area di sosta.

Il Ccn non chiede soltanto!

Il consiglio del Ccn riunito lo scorso giovedì ha stabilito sostenere questa iniziativa acquistando 5.000 ore di sosta e creare di conseguenza una azione promozionale che coinvolga gran parte delle imprese del centro.

Questa iniziativa va intrapresa immediatamente. L'arrivo della bella stagione e il conseguente aumento di frequentazione della città anche nelle ore serali merita una risposta qualificata.

Il Ccn è già in contatto con l'Asl che si è resa disponibile a valutare le proposte in un'ottica positiva.

La volontà di tutti è quella di arrivare ad un pieno utilizzo del parcheggio in tempi brevi.  

Centro Commerciale Naturale di Pistoia

Tra le tante iniziative che animeranno la città nel fine settimana della domenica delle Palme, mancherà all'appello quella organizzata già da tempo dal neo comitato “Noi di Porta al Borgo” nato proprio dall'esigenza di rianimare un angolo della città che, seppur importante storicamente, negli ultimi anni è stato trascurato e abbandonato. L'amministrazione Comunale, infatti, con una risposta giunta a soli tre giorni dall'evento, ha bocciato l'iniziativa negando la chiusura al traffico dell'omonima strada, adducendo mancate condizioni di sicurezza della circolazione veicolare e pedonale. Questo è quanto afferma una nota della CNA di Pistoia. Cosa è cambiato rispetto ai percorsi notturni dello scorso anno svoltisi in luglio e ancora rispetto alle domeniche prenatalizie? 

Una decisione non comprensibile, prosegue la nota della CNA, di cui non resta che prendere atto ma che ci obbliga a delle doverose riflessioni. Come si possono autorizzare in altri luoghi della città analoghe iniziative privilegiando strade e luoghi che comunemente soffrono meno rispetto a Porta al Borgo  penalizzando ulteriormente quest'ultima proprio per la disparità di trattamento? Attraverso quali iniziative la nostra amministrazione pensa di guidare un recupero della zona?

Il comitato “Noi di Porta al Borgo è composto perlopiù da giovani imprenditori, che hanno deciso di investire, impegnandosi personalmente per il recupero della zona e della conseguente vivibilità. Quali alternative ci propone l'amministrazione di fronte a questo diniego che appare insopportabile alla luce dello svilimento dell'impegno del singolo cittadino per il recupero della cosa pubblica laddove, evidentemente, l'amministrazione non interviene direttamente.

In un momento nel quale le attività economiche soffrono, ancor più nelle zone dimenticate dall'amministrazione, è incomprensibile il rifiuto ricevuto, in considerazione, soprattutto, della manifesta fattibilità dell'iniziativa determinata dalle esperienze precedenti.

Un danno ai commercianti di Porta al Borgo, che restano basiti da tale decisione, ma anche ai cittadini stessi che vi risiedono, che perderanno l'occasione di vedere, ancora una volta e solo per una domenica, la propria zona rivitalizzata.

E' necessario globalmente creare un nuovo e maggiore interesse su Pistoia, riattivare i percorsi turistici, valorizzare patrimoni culturali, ma nel fare questo, per equità e giustizia, non dobbiamo dimenticare nessuno. In sintesi, dobbiamo riaccendere le luci su Pistoia, ma su tutta Pistoia, senza differenza alcuna.

 

 

 CNA area territoriale Pistoia e Serravalle Pistoiese 

 

di Roberto Bartoli

Dopo l’iniziativa che si è appena conclusa di Leggere la città, ritengo sia opportuna una riflessione di respiro sul tema delle politiche culturali nel Comune di Pistoia. 

Alla luce di quanto potuto constatare durante l'esposizione delle tavole del concorso per la riqualificazione di piazza Spirito Santo, siamo rammaricati nel comunicarle che il progetto vincitore, insieme ad alcuni dei progetti selezionati, risulta irregolare sotto diversi punti di vista.

Il lavoro della commissione nei controlli sulla regolarità delle tavole e nella scelta dei progetti vincitori è stato quantomeno distratto, come candidamente ammesso durante la conferenza stampa di presentazione della mostra.
Procediamo con ordine.
Entro le 13 dell'11 febbraio 2014 sono pervenute presso gli uffici del comune di Pistoia 98 proposte di progetto.

Pochi giorni dopo è stata annunciata la composizione della commissione giudicatrice (sarebbe interessante sapere quando sono stati contattati i membri della stessa, ma capirà dopo perché ci poniamo questa domanda), il cui membro più autorevole e, con buona pace degli altri, il più influente è senza ombra di dubbio il designer ed architetto Adolfo Natalini.

Già al momento della nomina della commissione sia Arrigoni, vincitore del concorso, che Carli, terzo classificato, per evitare polemiche ed una esclusione a nostro modo di vedere ovvia, avrebbero dovuto, ai sensi dell'articolo 9.1 del bando di concorso, e citiamo "... pena l'esclusione, [...] ricusare il membro o i membri della Commissione mediante comunicazione scritta da inviarsi entro e non oltre dieci giorni dalla data della determinazione dirigenziale di nomina della Commissione che sarà pubblicata sul profilo del committente".
È notoria la collaborazione di Arrigoni e Natalini sia negli ambienti universitari che in concorsi internazionali. Facendo una rapida ricerca web, è possibile imbattersi in almeno 3 casi in cui i due abbiano condiviso un'esperienza lavorativa. Un progetto per l’Aula Mariana del Santuario di Montenero firmato e realizzato da Natalini e Marco Arrigoni tra il 1997 e il 2003. Un secondo progetto del 2009 presentato da Natalini, Marco Arrigoni e il fratello Fabrizio vincitore del concorso per la realizzazione del nuovo istituto agrario di Siena in località Scacciapensieri, nonché - ma questo è solo una curiosità - un precedente concorso vinto dai due Arrigoni nel 2003 con in commissione sempre il Prof. Natalini, che evidentemente apprezza lo stile architettonico del suo ex assistente universitario e collaboratore). Non parliamo del rapporto passato e presente di Natalini con il fratello di Marco, Fabrizio, perché ci dilungheremmo troppo. Fatto sta che i due fratelli hanno fondato uno studio di architettura insieme. Lasciamo a Lei le considerazioni del caso.

Carli e Natalini hanno condiviso un'esperienza universitaria e hanno realizzato almeno un progetto insieme circa 3 anni fa.

Se i due avessero chiarito la situazione, Natalini sarebbe stato allontanato dalla commissione e sostituito da un membro compatibile e magari Arrigoni avrebbe vinto il concorso ugualmente.

Se non fosse che le sue tavole non erano e non sono tuttora valide. All'articolo 7.1 dello stesso Bando viene specificato che, "...a pena di esclusione" (evidenziato in grassetto) le"...Tavole grafiche in formato Uni A1, montate su supporto piano, rigido, leggero resistente e non più spesso di 3 mm, [devono essere] presentate con il lato lungo in verticale e numerate in alto a destra del pannello. In alto a sinistra di ciascun pannello sarà riportato il codice identificativo di cui al comma 1.

Ecco, le tavole del progetto primo classificato non sono numerate in alto a destra, bensì in alto a sinistra prima del codice alfanumerico, il quale non è, come richiesto al comma 1 (nel Bando evidenziato anch'esso in grassetto "Tutta la documentazione amministrativa deve essere contrassegnata con il codice identificativo dell’idea di 8 (otto) caratteri alfanumerici (lettere e numeri), a scelta del concorrente, in carattere Times New Roman 12.") in Times New Roman 12, bensì in un font che sembra essere l'Euphemia, sovradimensionato rispetto a quanto espressamente richiesto. Questo è un chiaro segno di riconoscimento delle tavole e pertanto il progetto, come altri nella shortlist presentata in questi giorni in via del Duca 17 (pensiamo ad esempio sempre ai progetti del Carli, terzo classificato, e di Elena Montani, selezionata, che riportano la dicitura non regolare"tavola 1, tavola 2 ecc"; quello di Grifoni- Gamurrini e quello di Donda-D'Arco-Costumato dove il font del codice alfanumerico non è il Times New Roman 12pt; quello dello studio Franchi, Tesi e Barneschi, che non presenta un codice alfanumerico in alto a sinistra sulle tavole) doveva essere subito escluso dalla competizione.

Altro fatto singolare, nelle tavole di Arrigoni, è la presenza di un quadro di Roberto Barni, noto pittore pistoiese, utilizzato come" studio per mosaici artistici per le sedute delle panche in lastre di cotto smaltato e invetriato" del progetto. Al di là dei possibili problemi di diritto d'autore dell'opera, il fatto singolare è che nel settembre 1981 Barni e Natalini hanno realizzato una mostra insieme, denominata “Duetto”. Quello che ci chiediamo è quindi quando è stato realmente contattato Natalini? Prima o dopo l'11 febbraio?

Sindaco, siamo consapevoli che l'Amministrazione è estranea a tutto questo, chiediamo solo onestà, chiarezza, trasparenza.

Quello che contestiamo è la gestione successiva al 5 marzo, ovvero una asettica dichiarazione dove si annunciava che l'amministrazione avrebbe svolto controlli accurati fino alla presentazione dei progetti vincitori, in cui, in sostanza, è stata confermata tacitamente la graduatoria del 5 marzo.

La conferenza stampa nei locali di via del Duca è stata poi l'aspetto ancor più sconcertante: la commissione in quella sede ha ammesso di non aver letto sostanzialmente tutti i documenti che i partecipanti hanno redatto (investendo soldi e sopratutto molto tempo) e di aver giudicato arbitrariamente senza tener conto dei requisiti richiesti dal Bando. Citiamo dalle dichiarazioni del designer Natalini: "...abbiamo subito eliminato quelli che prevedevano degli interventi infattibili, tra cui la realizzazione di un parcheggio interrato o di un porticato davanti alla chiesa, quest’ultimo peraltro inviato da un noto architetto europeo” (fonte: www.reportpistoia.com).

Tutti gli ammessi al concorso sono professionisti, architetti come il suddetto Natalini, che hanno stilato un computo e una relazione con spiegati per filo e per segno i costi di ogni progetto. Possiamo immaginare anche noi che un parcheggio possa costare più di 600.000 euro, ma dubitiamo fortemente che l'80% dei partecipanti abbia volutamente barato sulle cifre e sui costi del loro progetto. I nostri gruppi, nello specifico, sono stati più che scrupolosi in questo senso, eppure molti di questi sono finiti nel novero dei progetti ritenuti insufficienti e sopratutto infattibili. I calcoli dei costi erano dettagliati e veritieri, molti di noi hanno impiegato molto tempo andando ad informarsi da fornitori e ditte specifiche, facendosi stimare i costi dei materiali scelti e della manodopera. Probabilmente Natalini e i membri della commissione conoscono fornitori più cari dei nostri. Se anche fosse, perché scartare più di ottanta progetti senza leggere (è palese dalle dichiarazioni del Natalini) il computo redatto dagli architetti progettisti con tanta cura, come peraltro richiesto dal Bando? Oltre ad essere una negligenza della commissione è anche una mancanza di rispetto per il lavoro dei propri colleghi.

In conclusione, da giovani professionisti e da cittadini, chiediamo chiarezza e risposte. Sulle irregolarità (da esclusione) rispetto alle prescrizioni del bando ufficiale, sulle incompatibilità relazionali tra gli interessati, sul lavoro a nostro avviso 'frettoloso' della commissione giudicatrice.

Emilio Baria, designer

Nicola Cantini, architetto

Riccardo Cosco, designer

Fabio Forlizzi, architetto

Giovanni Mucci, architetto

Ilaria Rauty, architetto

Nicola Velluzzi, architetto

Diletta Vignali, architetto

 

Di Andrea Sabatini*

PISTOIA - Fin dai primi mesi di insediamento della nuova giunta comunale guidata da Samuele Bertinelli, i residenti del centro storico di Pistoia hanno esposto ufficialmente al Sindaco e agli uffici competenti i pesanti disagi a cui sono costrette le famiglie che vivono nell’area centrale della città (settembre 2012). Oltre alle condizioni igieniche e di degrado ambientale dovute alla notevole quantità di deiezioni corporali di ogni tipo rilasciate dalle centinaia di frequentatori notturni per la numerosa presenza di locali in zona, e oltre alla tollerata pessima usanza di abbandonare rifiuti ovunque ( grande quantità di bicchieri di plastica e vetro con cannuccia, bottiglie di vetro intere e fracassate, fiaschi, cicche di sigaretta etcc..) il disagio insopportabile per la vita delle famiglie -in particolare quelle in cui sono presenti bambini e persone anziane – e marcatamente dannoso per la salute psicofisica delle persone residenti è quello dovuto all’ inquinamento acustico presente in modo elevatissimo specialmente nelle notti di venerdì e sabato e dopo la mezzanotte. L’inquinamento acustico notturno è stato recentemente monitorato, misurato, e certificato a livelli esagerati e pericolosi per la salute, dal Dipartimento della Prevenzione - U.F. Igiene e Sanità Pubblica dell’USL 3 di Pistoia che ha inviato documentazione e valutazioni al Sindaco in data 12 settembre 2013 prot.comune n° 60772 . I livelli notturni di rumore nelle abitazioni sono risultati fino a 75db(A) e anche oltre. (Tenere presente che la scala decibel non è lineare ma logaritmica e ogni 3db l’intensità sonora raddoppia !).

In questo allarmante documento si consiglia il sindaco a prendere con urgenza provvedimenti atti a far cessare, da parte dei locali, ogni emissione sonora di tipo musicale dopo le ore 24 e a studiare e mettere in atto un piano strategico di risanamento acustico della zona della Sala e vie limitrofe, al fine di ristabilire il necessario clima acustico notturno rispettoso dei limiti imposti dalla vigente normativa statale, regionale e comunale. Conferma della gravità sanitaria della situazione acustica notturna si è avuta anche da due lavori per tesi di laurea in Tecniche della Prevenzione presso la Facoltà di medicina dell’Università di Firenze che hanno avuto come oggetto la valutazione dei disturbi psicofisici correlati con il rumore inquinante proprio sui residenti nella zona della “movida pistoiese”. Come noto, la normativa nazionale che ha sancito la liberalizzazione del commercio ha anche liberalizzato, in modo superficiale, gli orari di esercizio togliendo alle regioni e ai sindaci oltre al potere di programmazione e contingentamento degli insediamenti commerciali nelle città anche la possibilità di regolare gli orari secondo le esigenze e le richieste reali dei territori e per tutelare la quiete e il riposo degli abitanti, cioè della loro salute, nelle ore notturne. Le ordinanze contingentabili e urgenti sono comunque dispositivi d’emergenza e con una durata limitata nel tempo e non possono essere considerati strumenti idonei a risolvere una situazione che in parte è provocata dall’ esagerata concentrazione di locali di somministrazione alimenti e bevande che ormai si sono insediati nella zona della Sala stravolgendone l’uso pubblico: la zona diventa di fatto, nelle ore notturne, un unico grande locale discoteca nel quale appunto si deve poter sentire musica elettronica fino alle due del mattino e oltre, ignorando e violentando la vita familiare dei residenti, impedendone il riposo e provocando dannosi risvegli improvvisi prodotti dai “picchi” di intensità sonora ben documentati e visibili in tutti i grafici allegati alla relazione USL.

Abbiamo calcolato che nell’area urbana di cui si parla ci sono già ben 35 locali di somministrazione cibo e bevande – e altri 5 o 6 di prossima apertura - e questo alto numero è correlato alle esagerate presenze notturne di giovani schiamazzanti, in genere semi ubriachi, maleducati, incapaci di autocontrollo, vaganti in gruppetti lungo tutte le strade che dal centro portano ai parcheggi , fino alle quattro del mattino in una città completamente abbandonata a se stessa, senza presenza fissa di forze dell’ordine, nell’angoscia notturna di quei residenti che non vogliono, a ragione, per dormire, assumere psicofarmaci. E poi ci sono i frequentissimi danneggiamenti alle cose , come in questi giorni in via de’Fabbri e quello gravissimo sul Battistero. Questa è la lettura della città di Pistoia, com’è la notte ! Per poter ottenere la soluzione a questa situazione i residenti in questi ultimi mesi hanno avuto scambi di idee con il Sindaco, cercando di capire quale strategia di intervento sarebbe stata possibile e praticabile da parte dell’Amministrazione e sollecitandolo a prendere decisioni e a presentarle ai gestori. Durante tutto il mese di novembre e parte di Dicembre, insieme all’assessore Tuci hanno incontrato, di volta in volta, quasi tutti i gestori della zona della Sala e i rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio con i quali si sono confrontati cercando di vedere se potevano scaturire da parte loro iniziative a favore del risanamento del clima acustico almeno dopo le 24. Ma in sostanza non si è trovato nessun possibile impegno valido in quanto secondo i gestori sull’inquinamento loro possono fare ben poco, cioè solo provvedere ad abbassare il livello della musica nei loro locali. Ritengono infatti che il rumore sia principalmente prodotto dalle persone che si ammassano nelle piazzette e nelle stradine del centro e dai ragazzi , in gran parte minorenni, che vengono in città per lo sballo e che non sono loro clienti, portandosi addirittura le bevande alcoliche da casa o acquistandole in locali periferici.

Su una cosa importante però ci siamo trovati d’accordo con i gestori: la necessità di intervento del Signor Prefetto che dovrebbe in qualche modo far “presidiare” e tenere nella zona almeno nelle notti di venerdì e sabato, un po’ di forza dell’ordine, come del resto fanno i prefetti delle altre città, per esempio nella vicina Firenze. Il sindaco ha riferito questa richiesta e così recentemente abbiamo avuto, insieme ai gestori, un incontro ufficiale con rappresentanti di tutte le forze di polizia. Ci è stato detto che si trovano in ristrettezze di personale e che sarebbe stato molto difficile avere quello che giustamente chiedevamo. Il Sindaco dovrebbe avere finalmente individuato una o più possibili strategie da percorrere, e nell’ ultimo incontro che abbiamo avuto con lui, sabato 8 marzo, ha promesso che a breve sottoporrà ai gestori un documento ufficiale, che gli uffici competenti stanno preparando, con il quale verranno chiesti ai gestori operanti nelle ore della movida notturna impegni e comportamenti ben precisi sulla via di un risanamento non solo acustico ma anche igienico-ambientale. I residenti vogliono essere fiduciosi che sia da parte del sindaco che dei gestori si abbia la consapevolezza che la questione dell’inquinamento acustico notturno, grave e certificato come dannoso alla salute pubblica, vada decisamente affrontata e risolta definitivamente, insieme a quella igienico-ambientale, con strumenti normativi regolamentari appositamente studiati, monitorati e verificati nella loro efficacia. Infatti ritengono che si sia giunti ad un livello di intollerabilità e negligenza, anche documentato dai tecnici dell’ USL e dalle due tesi di laurea, che non si possa pensare ad una rinuncia a reclamare il diritto alla tutela della salute e al rispetto della quiete e del riposo notturno delle famiglie, in tutte le forme possibili.

*Presidente dell’Associazione Residenti del Centro Storico Pistoia

Sabato, 05 Aprile 2014 18:30

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di Marzio Dolfi

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Dopo i processi di esternalizzazione compiuti l’estate scorsa, i servizi all’infanzia subiscono l’ennesimo colpo da parte dell’amministrazione comunale che evidentemente non li considera più da tempo una priorità.