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Il dopo Renzi e il dopo di Renzi

di Nicola Cariglia*

Temo che Matteo Renzi sia intenzionato a bere fino in fondo, e nel peggiore dei modi, l’amaro calice della sconfitta.

Il risentimento nei confronti della minoranza e persino il preannuncio di una dura resa dei conti, rinviata e ineludibile, sono state a mio avviso le cose più evidenti emerse dall’intervento tenuto alla Direzione PD. Per il resto ha prospettato due ipotesi che sembrano piuttosto colpi di assaggio, in attesa di individuare (o scoprire) la vera linea. La prima è il governo sostenuto da tutti i partiti (o quasi); oppure elezioni immediate: proposte legittime ma impossibili.

Probabilmente Renzi non succederà a se stesso. Cioè non accetterà un reincarico. Ma non potrà sottrarsi alla responsabilità di sostenere un governo di più o meno lunga durata: pochi mesi per mettere a punto il sistema elettorale per entrambi i rami del Parlamento dopo la sentenza della Corte costituzionale prevista a gennaio; o, addirittura, fino al termine della legislatura.

Ma se non resterà in campo come presidente del consiglio, Renzi, a quanto si è capito, non pensa minimamente a lasciare la segreteria del PD. E proprio questo potrebbe, alla lunga, trasformare l’esito del referendum da sconfitta a catastrofe. Perché il PD difficilmente troverebbe la via della riconciliazione interna. Lo ha già detto lui stesso con quell’accenno fatto in direzione alla necessità di un chiarimento che, si è capito, non sarebbe fatto per unire.

Renzi ha talento ed è giovane. Si farà ancora più male se si ostinasse a cercare una immediata rivincita, interpretando gli umori della sua cerchia più stretta. Molti renziani hanno bisogno di lui per sopravvivere politicamente. Io mi auguro, invece, che Renzi tenga fede a ciò che ha sempre promesso che avrebbe fatto in caso di sconfitta. Caro Matteo: molla tutto e tutti. Non hai bisogno di controllare qualche spicchio di rappresentanza politica che si ridurrebbe sempre di più logorandoti in pari misura. Molla, e sarai sempre sullo sfondo come una risorsa possibile. Sarai richiamato alla prima situazione senza sbocco.

Lo farai ancora giovane e senza che la tua spavalderia, il tuo coraggio ed il tuo smisurato ego varchino il confine dell’arroganza.

*direttore www.pensalibero.it

 

Commenti   

#1 Fiorenzo Giovannelli 2016-12-08 10:25
Non sempre talento e gioventù sono sinonimi di intelligenza, in teoria dovrebbero darle una mano, ....ma solo in teoria...
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