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Senza l'accordo con la Regione, fine certa per il mercato dei fiori

di Sandro Orlandini*

Pescia. Senza addentrarmi nelle questioni politiche-amministrative del Comune di Pescia attinenti alla proprietà dell’immobile da un lato e ai costi di gestione dell’azienda speciale “Mercato dei fiori della Toscana – Città di Pescia” (Mefit) dall’altra, mi limito a rispondere ad alcune delle affermazioni lette a proposito del protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi per rilanciare il mercato dei fiori e la floricoltura del distretto floricolo di Lucca e Pistoia.

1) Per molti floricoltori e commercianti di piante e fiori iscritti al Mefit, il vero salto nel buio sarebbe stato la chiusura all’improvviso per motivi di sicurezza del mercato di via Salvo d’Acquisto, circostanza divenuta sempre più probabile e vicina in assenza dei lavori di adeguamento strutturale e che li avrebbe lasciati senza una sede adeguata a svolgere la loro attività economica dall’oggi al domani.

2) Gli 8 milioni da parte della Regione Toscana, in mancanza di un progetto multifunzionale credibile con forti investimenti privati, non erano all’ordine del giorno (se mai lo sono stati davvero) già dalla precedente legislatura regionale. Da un lato un progetto multifunzionale di sviluppo del mercato da parte del Comune di Pescia che fosse credibile e concreto, con livelli di investimento adeguati alle condizioni dell’economia, non è mai arrivato in tutti questi anni di attesa, e cioè da ben prima dell’insediamento dell’attuale Giunta comunale. Dall’altro, già in un incontro tenutosi al Mefit nel dicembre del 2014 con il precedente assessore all’agricoltura Gianni Salvadori, l’oggetto del contendere era 1 milione e 500 mila euro in tre anni da parte della Regione Toscana al Comune di Pescia per l’adeguamento strutturale, ma solo se entro metà del 2015 fosse arrivato il progetto multifunzionale su cui poi imperniare il successivo trasferimento. Salvadori disse chiaramente che la Regione non era intenzionata a dare fondi a caso, senza garanzie precise del loro impiego in un vero business plan. Adesso, con il trasferimento dell’immobile, arriveranno 3 milioni in tre anni, che con i 500 mila del Comune consentiranno davvero la completa messa in sicurezza dell’immobile necessaria per scongiurare l’imminente chiusura.

3) E soprattutto, con il protocollo d’intesa recentemente firmato, la Regione Toscana si è impegnata a far parte della cabina di regia che dovrà elaborare entro 8 mesi il piano di sviluppo o progetto multifunzionale del mercato. Adesso la responsabilità del piano di sviluppo, che prevede il sostegno alla filiera floricola, all’efficientamento energetico della struttura e alla ricerca di attività complementari extra-florovivaistiche, è condivisa con la Regione Toscana che ci ha messo la faccia, insieme alle associazioni di categoria, sia agricole che commerciali. E’ quindi molto più probabile che ci si riesca davvero ad elaborarlo.

In conclusione, rimandando per un’elencazione dei vantaggi dell’accordo dal punto di vista dei floricoltori al nostro comunicato dei giorni scorsi, pubblicato anche su Reportpistoia, si può affermare che aspettando ancora un progetto multifunzione credibile del Comune atteso invano da tantissimi anni, avremmo solo assistito alla chiusura definitiva del mercato dei fiori, lasciando a piedi i floricoltori. Mentre adesso, con questa intesa e il supporto della Regione, si è aperta un’opportunità concreta, per quanto ovviamente non esente da rischi come qualsiasi attività imprenditoriale, di rilanciare il mercato di fiori di Pescia e tutta la filiera floricola toscana, che ha il suo cuore nevralgico nel distretto floricolo Lucca Pistoia. Senza dimenticare le possibili sinergie con alcuni comparti del vivaismo, a cominciare dall’olivicoltura pesciatina, ma non solo, in una prospettiva florovivaistica a 360 gradi.

*Presidente Confederazione italiana agricoltori

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