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Il disperato appello degli orfani di Aleppo: “Fateci uscire da qui”

Aleppo - Con indosso un cappello di lana rossa, la piccola Yasmeen Qanouz, una bambina siriana di 10 anni ha lanciato un disperato appello al mondo intero.

E’ rimasta intrappolata nell'inferno di Aleppo assieme ad altri 47 bambini nell'orfanotrofio Moumayazoun nella parte orientale della città.

Il video di un minuto è stato rilasciato dalla Syrian American Medical Society, un'organizzazione no profit negli Stati Uniti formata da centinaio di medici siriani e americani.
Nel filmato Yasmeen è circondata dagli altri bambini dell’orfanotrofio, alcuni poco più che neonati. Nel suo straziante grido d’aiuto rivolto “a tutte le persone che hanno a cuore i diritti dei bambini”, la piccola afferma di vivere nella struttura da due anni, da quando ha perso i genitori. Nonostante la sua giovane età, Yasmeen è cosciente del pericolo che sta vivendo e dice: “Questo potrebbe essere l'ultima volta che mi vedete o sentite la mia voce".
Nella stanza poco illuminata, gli altri bambini rimangono silenziosi e pallidi in volto ad ascoltare le parole della loro compagna. Sperano di riuscire ad abbandonare Aleppo e di poter alimentarsi ma hanno paura dei raid aerei e per questo non osano lasciare l’orfanotrofio. "Mi appello alle organizzazioni per i diritti umani e le organizzazioni per i diritti dei bambini in tutto il mondo: aiutateci ad uscire da Aleppo”. Il loro desiderio più grande è quello di vivere in pace “come qualsiasi altro bambino del mondo”.
In questo orfanotrofio sono rimasti solo dieci adulti ad occuparsi dei piccoli. Gli altri, secondo quanto ha affermato al Daily Mail, Muhammad Azraq, il direttore del centro, hanno deciso di abbandonare la struttura dopo l’intensificarsi dei bombardamenti. “I bambini mi hanno chiesto di fare il video e di inviare le loro parole per mostrare al mondo ciò che sta accadendo ad Aleppo”, ha dichiarato Azraq. La situazione dei piccoli è disperata. “Molti di loro soffrono malnutrizione – ha aggiunto il direttore – e alcuni stanno letteralmente morendo di fame”. Il bambino più piccolo ha solo 10 mesi ed è stato estratto dalle macerie solo il mese scorso. Lui ce l’ha fatta ma tutta la sua famiglia è rimasta uccisa da un bombardamento. “Resterò a proteggere i bambini. Sono come i miei fratelli, i miei figli”, ha concluso Azraq.
Per questi bambini, come per gli altri civili dei quartieri appena riconquistati dall'esercito regolare siriano, l’evacuazione non sarà semplice. Questa mattina un convoglio è stato attaccato da una milizia sciita filo-Assad e il bilancio è di quattro persone uccise e altre quattro ferite. Gli autobus e le ambulanze dovranno portare, lungo un corridoio lungo 21 chilometri, 5.000 miliziani con i membri delle loro famiglie e tutti i civili che intendo abbandonare la città.
Da quando è iniziato la guerra civile in Siria, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono sono morti quasi 16.000 bambini.

(Testimonianza raccolta il 15 dicembre 2016)

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