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Larciano, la Casa della salute è una necessità, non una follia degli amministratori

Lisa Amidei Lisa Amidei

di Lisa Amidei*

Larciano - Fa parte del mio carattere, quello di credere e spesso illudermi sulla collaborazione della gente.

Fa parte invece della politica, quello di puntare il dito contro chi amministra, vantandosi di misere chiacchiere.

Ho letto ancora sulla Casa della salute, non lo nego, con molto rammarico, i tendenziosi dubbi mascherati da buon governo di chi siede in alcuni dei posti dell’opposizione del Consiglio comunale di Larciano.

Ormai da circa sei mesi sono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo edificio. Tanti secondo me sono i benefici di questo intervento. Ne voglio per l’ennesima volta elencare almeno due: riqualificazione di un’area degradata, ormai semi abbandonata dove, nelle vecchie ex scuole elementari, trovavano alloggio alcune associazioni (che reputo abbiano fatto un piccolo salto di qualità trasferendosi nelle loro attuali sedi); accentramento in un unico luogo, più moderno e funzionale di tutti i servi socio-sanitari del nostro Comune e non.

Perché la Casa della salute già presente a Lamporecchio non può, a parere dell’amministrazione di Larciano, bastare per entrambi i Comuni? Ormai da diversi anni stiamo assistendo alla tendenza dell’Azienda sanitaria di ridurre i numeri dei posti letto negli ospedali, così come inferiori sono il numero dei giorni di ricovero. La salute non è un bisogno accessorio da cercare solo di quando in quando; la salute è un diritto a cui tutti dobbiamo avere accesso; non è un servizio per il quale può bastare una struttura in qua e là. Ben venga il cittadino che gode ottima salute e che quindi non ha bisogno di andare dal medico o di farsi analisi molto spesso. Purtroppo però la cittadinanza di un Comune è fatta anche di anziani, di disabili, di bambini, di malati cronici e non.

Per anni a Larciano, ci siamo avvalsi della generosità della Società soccorso pubblico che ha ospitato nei propri locali (già risicati) gli ambulatori del Distretto (Cup, vaccinazioni, prelievi, assistenza infermieristica, ginecologo, assistente sociale) e dell’associazione Medici larcianesi, sapendo che quella doveva essere una situazione provvisoria, e molto arrangiata, in attesa della Casa della salute. Cosa vorrebbe invece la parte politica che si dichiara collaborativa e propositiva? Smantellare quello che è stato creato e che sanitariamente e socialmente aiuta migliaia di persone ogni anno. Per cosa? Per andare a destabilizzare un equilibrio che funziona, ormai già sperimentato a Lamporecchio e che quindi dovrebbe essere rimesso in discussione e potenziato per supplire alle esigenze di altre 6500 persone circa.

Come già avviene a Lamporecchio, anche a Larciano i cittadini troveranno invece in un un unico luogo i medici di famiglia, gli infermieri, il centro analisi, gli specialisti, la diagnostica, l’Avis e l’Ambulanza oltre alle Cappelle del commiato per piangere i propri defunti.

Ma poi, come più volte ribadito, la realizzazione della Casa della salute di Larciano è possibile grazie al contributo della Regione Toscana, finalizzato all’utilità sociale nel nostro Comune e destinato dall’amministrazione per quell’opera e non per altro; quindi non volendola realizzare, non avremmo avuto il contributo poiché vincolato al progetto, ma in compenso avremmo mantenuto un bellissimo quanto utilissimo immobile fatiscente e in rovina nel pieno centro di un Paese, chissà ancora per quanti anni.

Saranno pazzi questi amministratori locali?

* Sindaco di Larciano

 

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