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Il mondo è di tutti. Liberi tutti! Una bella festa al parco di Monteoliveto

di Francesca Matteoni

PISTOIA - “Il mondo che vi pare di catene/tutto è tessuto d’armonie profonde”, dice così un memorabile distico di Sandro Penna, uno dei poeti maggiori del nostro secondo Novecento.

Mi è sempre piaciuto pensare che quelle armonie profonde siano la parte imprendibile del nostro essere vivi, quella non organizzata e spontanea, che va verso l’altro come si va verso la luce di una bella giornata.

Questa poesia è uno dei testi scelti per dei volantini atipici, che riportano i volti e le frasi di artisti, musicisti, scrittrici, personaggi dell’immaginario, da Kurt Cobain ad Albus Silente passando per Virginia Woolf e Frida Kahlo, con i quali un collettivo eterogeneo di cui faccio parte e che si è voluto chiamare “47”, come i 47 Ronin di una vicenda storica giapponese, ha voluto promuovere un appuntamento di festa, domenica 22 ottobre, nei giardini di Monteoliveto.

“Ma cosa fate?” Ha chiesto qualcuno.

“Ci incontriamo, portiamo del cibo e da bere, qualche strumento musicale, dei libri, vari noi stessi di tutte le età. Insomma: andiamo al parco”.

Troppo spesso ci muoviamo solo in funzione di eventi codificati come se temessimo il vuoto del non aver nulla da fare, dello starsene fuori, in giro. E invece è quando non si ha da far nulla e ci riprendiamo il tempo che avvengono le cose migliori, che nascono le idee. Allora domenica un gruppo nutrito di persone - bambini, adolescenti, adulti - ha risposto all’appello dei maestri silenziosi sui volantini e alla voglia di tornare ad abitare lo spazio pubblico.

Le previsioni davano pioggia, ma il cielo ha deciso di aprirsi proprio per le 14, l’orario di inizio.

Fino al tramonto un via vai di amici, conoscenti e semplici curiosi ha popolato il centro dei giardini che qualcuno ricorderà essere stati nel passato il luogo della Festa di socializzazione degli Elfi, che si teneva alla fine dell’estate come momento di conoscenza e scambio con la comunità che vive sulle nostre montagne.

Mettendo a discutere, giocare, suonare insieme varie generazioni non c’è pericolo di annoiarsi: ci sono i racconti di cosa è stato, dei personaggi formidabili che abbiamo conosciuto, ci sono i sogni di chi è ora ventenne e si anima di quell’inquietudine che tutti abbiamo attraversato e sta ancora nascosta dentro di noi. Emerge soprattutto il desiderio di viverlo questo pezzetto di globo sul quale stiamo, senza tabù e senza sentirsi osservati, appesantiti, ingrigiti da richiami costanti alla sicurezza, manco ci trovassimo sotto bombardamento, moniti contro il degrado urbano, un continuo procedere per sottrazione, evidenziando tutto quello che non è bene fare o essere: non si parla di politica, non si sporca, non si gira di notte o da soli, perché chissà chi ci potrebbe aggredire. E noi invece questi no vogliamo cambiarli in sì: si parla di politica, perché politica è partecipare della città e del mondo, decidersi a favore dell’accoglienza di tutti perché è il nostro cuore differente a rischiare l’esclusione. Si sporca, nel senso che ci si sporca, si ha voglia di lasciarsi ispirare, ci si siede sull’erba e si tirano fuori le nostre cose e poi viene naturale lasciare il prato pulito, perché quel prato è tornato nostro. Si gira da soli, come il poeta solitario che è in ognuno di noi, si va verso quello strano capannello di gente che se la ride e non ha paura. Ci ricordiamo che uno spazio pubblico è uno spazio libero, che diventa gioioso o ostile a seconda di come lo interpretiamo. Noi di sicuro preferiamo la gioia, e la nostra sicurezza non è altro che la nostra immaginazione in dialogo con questi luoghi, capace su tutte le cose di condividerne la bellezza, la gratuità, la sorpresa.

Il link alla pagina facebook: https://www.facebook.com/47RoninPistoia/

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