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Via Salvo D’Acquisto, quando Bartolomei votò a favore della variante adesso cancellata da Tomasi

Alessandro Giovannelli Alessandro Giovannelli

di Alessandro Giovannelli*

Pistoia - «La politica forte fa le strade dritte» è una frase più volte utilizzata dall'allora consigliere comunale, oggi assessore ai Lavori pubblici, viabilità e infrastrutture, Alessio Bartolomei.

E più volte questa frase l'ha utilizzata proprio in riferimento ad un'opera pubblica, il prolungamento di Via Salvo D'Acquisto, considerata strategica dalle Amministrazioni di centrosinistra che hanno governato la città fino a qualche mese fa, e riposta in un cassetto dall'Amministrazione Tomasi. Tale opera è, infatti, tra quelle cancellate dal Piano triennale degli Investimenti 2017/2019 con la variazione di bilancio approvata in questi giorni dal Consiglio comunale.

Una vicenda almeno ventennale quella del prolungamento di via Salvo D'Acquisto. Qui basti ricordare che la previsione era presente nel Regolamento urbanistico vigente fin dalla sua adozione nel 2010, confermata al momento dell'approvazione nel 2013 e definitivamente avviata alla sua fase esecutiva con la variante urbanistica numero 7 al suddetto Regolamento.

Fin dalla discussione in sede di approvazione del Regolamento urbanistico, fu ravvisata, come recita la delibera di adozione della variante, «l’opportunità di rimandare ad un successivo approfondimento l’ipotesi di modifica del tracciato del prolungamento di via Salvo D’Acquisto per meglio valutare fattibilità ed efficacia del tracciato adottato».

Per farla breve, negli anni intercorsi tra l'approvazione del Regolamento (2013) e l'avvio dell'iter della variante n.7 relativa a via Salvo D'Acquisto nella commissione consiliare competente (dicembre 2015), è stato realizzato lo studio di fattibilità (approvato dalla Giunta nel marzo 2014), che ha di fatto aperto la fase di progettazione dell'opera, modificando in maniera sostanziale le previsioni del Regolamento urbanistico relative al tracciato dell'opera. Si è passati dal tracciato tortuoso a quello ben più lineare.

Insomma, le strade dritte di Bartolomei. Il quale, infatti, voterà a favore della variante sia in fase di adozione (marzo 2016) che in sede di definitiva approvazione (luglio 2016).

Un progetto virtuoso, che disegna un tracciato dislocato in larga misura su terreni di proprietà comunale, lungo la viabilità esistente, ristrutturandola, e che, sulla base delle indicazioni degli strutturisti e degli esperti di mobilità che hanno lavorato allo studio di fattibilità, consentirebbe un cospicuo risparmio di suolo, oltretutto non impattando sulle attività produttive esistenti. Variata anche la previsione di innesto al ponte di Viale Europa: la strada andrebbe ad inserirsi sotto il ponte, determinando una diversa configurazione della rotonda preesistente lungo il tracciato di viale Adua, che diventerebbe così una sorta di “arachide”, simile a quella della Vergine.

Il progetto, sottoposto al vaglio dei soggetti privati, istituzionali e d'impresa interessati in oltre trenta incontri – si vedano, a tal proposito, gli allegati alla delibera di adozione, compresi i verbali –, supera anche le osservazioni critiche e i potenziali contenziosi mossi avverso le previsioni del Regolamento urbanistico. Fatto, quest'ultimo, riconosciuto anche da Tomasi, allora consigliere comunale, il quale, a verbale di Consiglio comunale, ebbe a dire: «[...] ho avuto più sollecitazioni da chi sta sul viale Adua, rispetto alla variante di via Salvo D’Acquisto, che da quelli della parte di Via Salvo D’Acquisto, un po’ forse anche per la bravura, la capacità, cambiando tracciato, di eliminare certi problemi [...]» (seduta di Consiglio comunale del 22 febbraio 2016).

Benefici sulla mopbilità

Il progetto avrebbe consentito di contribuire alla risoluzione del problema, ormai insostenibile, dei carichi di traffico su viale Adua. Al momento dell'approvazione della variante ancora non erano disponibili dati al riguardo, ma oggi, dopo l'adozione nell'anno in corso del Piano urbano della mobilità sostenibile, possiamo facilmente consultare le cifre, i prospetti e i confronti dei flussi di traffico tra lo stato attuale e quello che verrebbe a verificarsi con la realizzazione del prolungamento di via Salvo D'Acquisto e con la messa in atto di alcuni accorgimenti lungo l'asta di viale Adua.

Infine, rispetto a certe polemiche che stanno circolando su Facebook circa il fatto che l'opera sarebbe stata già rinviata dalla precedente Amministrazione oltre il tempo di validità del Piano triennale del quale stiamo parlando, ricordo che ciò non corrisponde al vero. Infatti, solo un milione e 730 mila euro su un totale di 4 milioni e 380 mila previsti per la realizzazione dell'opera verrebbero imputati al 2020. L'attuale piano prevede 250 mila euro sul 2018 e 2 milioni e 400 mila euro sul 2019. Come evidenziato nelle note al piano, «nel 2017 si procede con la progettazione fino all'esecutiva. Perciò i primi pagamenti degli espropri non potranno che avvenire nel 2018. Il 2018 sarà dedicato alla gara e perciò i pagamenti all'impresa per i lavori ci saranno nel 2019 e nel 2020. Pertanto l'importo di un milione e 730 mila euro è da imputare al 2020, da finanziare con risorse straordinarie».

Le fonti di finanziamento

Come ricordato nel progetto di governo col quale il centrosinistra si è presentato alle elezioni dello scorso giugno, «già a questo livello di risanamento possiamo decidere di contrarre pochi nuovi mutui per il finanziamento solo e soltanto delle opere infrastrutturali principali legate alla viabilità. Il piano degli investimenti potrà nutrirsi degli oneri di urbanizzazione, delle alienazioni di patrimonio immobiliare non più strumentale (attraverso anche uno strumento più snello e trasparente del regolamento per la gestione del patrimonio), e sempre più di finanziamenti esterni acquisiti tramite bandi regionali, nazionali ed europei».

In poche parole, il massiccio abbattimento del debito pregresso – nel 2017 risulta ridotto di circa un terzo rispetto al 2012 – oggi consentirebbe, con un po' di coraggio, ma sostanzialmente senza invertire la rotta virtuosa di progressivo abbattimento dello stock di debito, di reperire con la leva dei mutui le risorse necessarie alla realizzazione delle opere strategiche.

Insomma, una politica forte, quella che deve fare le strade dritte, andrebbe avanti senza esitazioni per dare corpo e sostanza ad un disegno di città. Che, purtroppo, questa Amministrazione pare non avere.

* ex consigliere comunale Pd

 

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