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Cure intermedie, la soluzione di Gavinana non è la migliore

Il Centro Turati a Gavinana Il Centro Turati a Gavinana

di Andrea Brachi*

Pistoia - Da lunedì 4 dicembre saranno attivi 20 posti di letti di cure intermedie presso la Fondazione Turati a Gavinana.

Non possiamo che rimarcare la nostra contrarietà a questa soluzione che, senza nulla togliere alla qualità del servizio reso dalla Fondazione Turati, non risolve in maniera opportuna i problemi di coloro che avranno bisogno di questo tipo di assistenza.

Da tempo chiediamo e sollecitiamo risposte concrete sul piano dell’organizzazione che aumentino la quantità e qualità dei servizi e, in questa ottica, tutto ciò che "in più" viene realizzato per dare maggiori servizi ai bisogni sociosanitari dei cittadini è "cosa buona e giusta".

La Cgil, lo SPI e la Fp di Pistoia chiedono insistentemente, dal lontano gennaio 2015 (quasi 3 anni fa), la predisposizione nella zona di Pistoia di almeno 40 letti di cure intermedie per dare risposte sia ai pazienti dimessi dall'ospedale San Jacopo, sia per coloro che con questo servizio non sarebbero costretti a ricoverarsi nelle strutture ospedaliere. Questo permetterebbe al paziente, ai familiari ed ai medici di famiglia di avere un sostegno non indifferente ed una tranquillità maggiore per tutto il tempo necessario fino alla completa guarigione.

Ma crediamo che averli individuati a Gavinana non sia stata la soluzione logistica migliore (vista la distanza di circa 30 km da Pistoia), soprattutto per garantire una continuità assistenziale da parte del medico di famiglia ed una accessibilità familiare degna di questo nome.

Non si poteva pensare di realizzarli, per esempio, al Villone Puccini che dista 2 km dal centro della città? O nelle strutture ancora esistenti e facilmente attrezzabili del "vecchio" ospedale del Ceppo?

Siamo consapevoli che qualunque opportunità occupazionale anche nel settore socio sanitario del territorio della montagna pistoiese particolarmente fragile sia da considerarsi una priorità, così come altrettanto prioritario è il diritto dei cittadini ad avere risposte sanitarie valide e fruibili e pertanto invitiamo i Sindaci, la Società della salute ad una riflessione attenta per trovare risposte organizzative rispettose di queste due inderogabili esigenze. 

*Cgil Pistoia

 

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