Contenuto Principale

Pistoia blues, il gran pasticcio del bando

di Alessandro Giovannelli

Pistoia - Con la pubblicazione delle domande frequenti (http://www.comune.pistoia.it/bandi_gara/…/allegato002016.pdf ), qualche dubbio sulla questione del contributo inizia a sciogliersi.

Altri si fanno più fitti. Riassumiamo un po' quanto emerso.

Quant’è il contributo
Se si tratta di un corrispettivo saranno qualcosa meno di 82 mila euro (più iva) e quasi 164 mila euro (sempe più iva) nel caso l'aggiudicatario dovesse accollarsi gli oneri aggiuntivi previsti dal bando. Giova essere precisi, visto che si parla di decine di migliaia di euro, e non di noccioline.

Contributo o corrispettivo?
Il dirigente si pone la domanda ma non dà la risposta. Non è affatto irrilevante, viste le differenze sul piano fiscale.

I servizi accessori
Che, poi, per l'aggiudicatario sono oneri aggiuntivi (tribune, servizi del 118, Vigili del fuoco, pubbliche assistenze, bagni chimici e quant’altro). Sono quelli che danno accesso agli ulteriori possibili 82 mila euro (più iva; l'importo è tale se si tratta di corrispettivo: stessa cosa anche in tutti gli altri casi, più avanti, nei quali si dice "più iva"), e dovranno essere garantiti per tutte le manifestazioni che si terranno in piazza del Duomo nel corso del mese di luglio. Insomma, il futuro organizzatore del "fin qui denominato Pistoia Blues" (vedere più avanti per la questione nome/proprietà della manifestazione) farebbe allestire le tribune e tutto quanto necessario, pagando anche, per fare l'esempio più significativo, per la Giostra dell'Orso. Poi, dopo, il contributo (forse) arriverà.

Il contributo (o quel che sarà, quando verrà spiegato)
Ora sappiamo con certezza che sarà di 82 mila euro più iva per le prestazioni elencate nell'art. 5 del bando alle lettere dalla a alla m, o di 164 mila euro, sempre più iva, se l'organizzatore si accollerà anche i servizi accessori di cui sopra (elencati più o meno nel dettaglio nei punti dalla n alla q); vale la pena, però, di ripercorrere quanto già evidenziato nell'articolo di Reportpistoia (http://www.reportpistoia.com/pistoia/item/54265-pistoia-blues-varato-il-secondo-bando-tra-ambiguita-e-contraddizioni.html), partendo da alcuni assunti e prefigurando possibili futuri scenari:
a. sappiamo che il contributo non potrà superare l'importo del negativo di bilancio. In pratica, se per organizzare il festival il sig. X spende 1 milione di euro, magari accollandosi anche i costi aggiuntivi per allestimenti di cui fruirà anche la Giostra dell'Orso, ed è così bravo da generare 980 mila euro di entrate al netto di tutti i contributi pubblici, il Comune erogherà sì il contributo a favore dell'organizzatore, ma solo per 20 mila euro. Che potenzialmente potrebbero anche essere inferiori alle spese sostenute per gli oneri accessori che fin qui erano a carico del Comune;
b. se l'organizzatore riesce anche ad aggiudicarsi un contributo dalla Regione (che, come qualcuno deve aver fatto notare al Comune, di solito li destina in via esclusiva ai soggetti che organizzano i festival, e non agli Enti Locali), l'importo di quel contributo sarà sottratto dal contributo del Comune. Tornando all'esempio di prima: il sig. X organizza il festival spendendo 1 milione di euro (sempre accollandosi anche i costi aggiuntivi per gli allestimenti, magari sperando così di accedere al contributo complessivo di 164 mila euro più iva), genera entrate per 980 mila euro al netto dei contributi pubblici, ed ottiene anche 20 mila euro dalla Regione. Quanto erogherà il Comune in questo scenario? Zero euro.
Da profano, concludo che così l'organizzatore non sarà particolarmente incentivato a cercare altri contributi pubblici. Inoltre gli si impone, sostanzialmente, di non generare un attivo di bilancio (essendo improbabile, come ci ricorda anche l'articolo di Reportpistoia, che si possa andare in attivo senza l'apporto del contributo). Infine, in questo modo, si inserisce un elemento di variabilità che certamente non favorisce la progettualità a medio-lungo termine, né una buona tenuta dei conti;

Il nome e la titolarità. Pistoia Blues o altro?
A occhio direi di altro. Dopo due bandi che affermano che il Comune è stato, fin qui, coproduttore di Pistoia Blues, mi pare complicato affermare il contrario. Si consideri, per capire meglio il concetto, che nel cinema, ad esempio, dove il meccanismo della coproduzione è particolarmente diffuso, il produttore associato mi risulta diventi proprietario della pellicola al 50%. Mi pare sensato supporre che, al di là delle percentuali, per un festival non funzioni in modo molto differente. E dai bandi, come sottolinea giustamente Reportpistoia, emergono delle ambiguità di fondo: come se il Comune stesso non volesse troppo sbilanciarsi rispetto al tema della titolarità del festival.

Insomma, visto che con questi bandi sembra – di certo involontariamente - si voglia fare di tutto per scoraggiare gli eventuali partecipanti, sommergendoli di incertezze e con un difetto di chiarezza che non aiuta affatto la buona riuscita di questo tipo di procedure, non resta che continuare a sperare che qualcuno, purché con la giusta e necessaria esperienza (nell'organizzazione di questo tipo di festival, e non di tutt'altro, eh...), voglia imbarcarsi in questa avventura. Consapevoli – tutti, a partire dall'Amministrazione che ci ha portati a Natale - che il pasticcio, almeno in parte, è fatto, e indietro non si può tornare, e che, di conseguenza, si parte con un ritardo ormai incolmabile rispetto a manifestazioni analoghe.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Ricerca / Colonna destra

Cerca nel sito

Reportpistoia su Facebook