Mercoledì, 10 Gennaio 2018 07:25

La sanità pistoiese va avanti per la buona volontà dei singoli

di Carla Breschi*

Pistoia - Non voglio perdere l’occasione di ringraziare i validi colleghi ospedalieri, medici, infermieri,operatori socio-sanitari che mi hanno seguito in un recente ricovero presso l’Ospedale san Jacopo, iniziando dal personale del Pronto soccorso, dell’Osservazione Breve (OBI),della Radiologia, alle Malattie Infettive ed all’Urologia.

Molto gentili,competenti e disponibili non solo con me, collega, ma in genere con tutti gli utenti, sia ricoverati che ambulatoriali.

Ed in quella mia nuova condizione di portatrice di pigiama (ricordo “Camici e pigiami” interessante libro di Cornaglia –Ferraris) ho avuto ancora la conferma che la sanità (almeno pistoiese) va avanti per la buona volontà dei singoli.

Ed ancor più ho notato che tutti si impegnano ed affaticano per cercare di agire secondo scienza e coscienza (come sempre dovrebbe essere) nonostante le comunicazioni di tipo “penitenziario” che giungono ai medici dai Direttori di Dipartimento, comunicazioni che impongono una gestione puntuale delle dimissioni giornaliere in modo da avere sempre posti letto liberi, altrimenti … non si sa cosa possa accadere loro!

Come se il paziente fosse un pacco postale programmato!

Ebbene sì, c’è chi cura i numeri, e certo appaiono più bravi ed efficienti, e c’è chi cura le persone.

E mi soffermo solo a ricordare che tutto ciò è frutto di scelte sbagliate a monte, come il modello della cosiddetta intensità di cure!

Qui a Pistoia poi, tutto ancora più difficile perché fuori dall’Ospedale ancora il nulla, come sanno bene i medici di medicina generale.

Ma non solo: vorrei ricordare che rispetto alla vicina Firenze siamo sempre in netto deficit di organici medici ed infermieristici (vedi liste di attesa mastodontiche) ed operatori centralinisti;

- che restiamo il personale sanitario più malpagato dell’Area Toscana Centro, perché livellati al minimo;

- che il Servizio di Anatomia patologica, (pur lievemente migliorato) non fornisce ancora risposte compatibili con interventi chirurgici e/o trattamenti oncologici in tempi adeguati.

E tutto ciò nonostante promesse elettorali da parte dei politici di turno avvicendatisi nel tempo, indipendentemente dall’appartenenza.

E forse il sindaco Tomasi non sa che esiste una discussione aperta sulla opportunità di togliere la guardia ortopedica notturna al San Jacopo mettendola in reperibilità in un bacino di utenza così grande, mentre sembra che a Prato la mantengano? Forse non lo sanno neanche i nostri consiglieri regionali e/o i parlamentari?

Eppure questo provvedimento sarebbe molto grave perché metterebbe a rischio la tempestività degli interventi ed in futuro l’esistenza stessa dell’ortopedia.

E poi perché a Prato si dovrebbe mantenere e non a Pistoia? C’è una logica?

Certo avremmo voluto un maggior interessamento anche da parte della attuale maggioranza comunale, ma si sa, dopo le elezioni in ospedale non ci torna più nessuno!

A proposito un altro suggerimento: sembra che i posti del Villone riservati alle dimissioni ospedaliere precoci non siano quasi mai disponibili.

A ciò tengo particolarmente dato che mi impegnai personalmente proprio per “decongestionare” il San Jacopo.

Inviterei quindi il Sindaco, il dott. Mannelli e l’ assessore dottoressa Celesti, rispettivamente Direttore e Presidente della Società della Salute, a verificare la corretta gestione dei posti letto indicati

*consigliere comunale PD

Direttore U.O.S. Oncoematologia Pistoia -Pescia

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.