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Venerdì, 12 Gennaio 2018 16:02

Isole ecologiche interrate, una svolta nella raccolta differenziata

di Alberto Vivarelli

Pistoia – Non sappiamo - non avendo conoscenze tecniche in materia – se la soluzione dei contenitori interrati per la raccolta differenziata, sia la migliore, sicuramente è una delle soluzioni.

E' anche il primo vero progetto del sindaco Alessandro Tomasi, dopo la stagione delle inaugurazioni. Ed è la prima scelta seria fatta nel campo della raccolta dei rifiuti negli ultimi dieci-quindici anni.

Pistoia si allinea così a molte altre città italiane che hanno deciso di fare la raccolta differenziata con il minore impatto ambientale possibile. Funzionerà? Sarà risolutiva per entrare nella classifica delle città virtuose?

Dipenderà dalla gestione di Alia, incaricata anche dell'esecuzione del progetto. Ci sono città dove funziona, altre dove i punti di raccolta sono diventati delle piccole discariche a cielo aperto perché quando i cittadini trovano i contenitori chiusi o non hanno la card, lasciano i rifiuti a terra. Sono anche aree tendenzialmente difficili da tener pulite, per cui occorrerà un bell'impegno di Alia.

Sicuramente sono sistemi che non possono fare a meno della collaborazione e del senso civico delle persone, perché per utilizzare le isole ecologiche occorre spostarsi, conferire i rifiuti ad una certa distanza da casa o dal negozio. A Pistoia le isole riusciranno a risvegliare quei comportamenti virtuosi finora assenti?

Vedremo, vedremo se la mancanza di decoro in centro era colpa dell'isola che non c'era o delle cattive abitudini delle persone.

Le isole ecologiche, è stato annunciato, verranno realizzate in centro e poi in periferia, dove però non saranno sufficienti a stimolare la sensibilità ecologica dei pistoiesi, vista l'impossibilità di crearne una per strada. Si dovrà puntare sul conferimento, un meccanismo che funziona in maniera inversamente proporzionale alla convenienza: più alto sarà lo “sconto” sulla tassa dei rifiuti, più crescerà la sensibilità ambientale. E soprattutto occorre applicare sanzioni severe a chi sgarra.

In altre città che sono, per cultura e tradizione, più ambientaliste della nostra, hanno trovato soluzioni miste: isole ecologiche periferiche alla città e raccolta differenziata per blocchi di condomini.

Bressanone è un esempio di scuola. Qui la raccolta differenziata si fa con contenitori a tessera, a servizio di gruppi di case, si chiamano Bio Underground Presscontainer, sono di tre tipi e ne sono stati installati ben 38, tutti ben mascherati da piccole costruzioni di legno. Fuori dalla città sono stati creati i Biopoints, 6 mini centri di riciclaggio ai quali i cittadini sono obbligati a conferire i rifiuti. Le utenze non domestiche devono sottoscrivere una convenzione con l'azienda. La quota fissa delle tariffe dipende dal numero dei compotenti del nucleo familiare e cresce col crescere dei componenti, ma non supera i 104 euro all'anno.

Un esempio virtuoso che funziona da anni.

Tutto questo per dire che nessuno può illudersi che il problema della raccolta differenziata possa essere risolto con alcuni contenitori a scomparsa, bensì con una serie di interventi integrati. E, soprattutto, è necessario che la differenziazione dei rifiuti prosegua con coerenza durante tutto il percorso, dall'inizio alla fine ma al momento non c'è la garanzia assoluta, come recenti fatti di cronaca ci hanno raccontato: a volte la buona volontà dei cittadini è stata mortificata nella fase finale.

Comunque la scelta del Sindaco è positiva, da sostenere e da incentivare perché rappresenta una svolta nel “sistema” rifiuti della nostra città.