Domenica, 21 Gennaio 2018 17:23

Giovanni Burchietti un esempio per noi giovani di allora

di Riccardo Fagioli

Pistoia - Ho avuto modo di conoscere e frequentare Giovanni Burchietti per oltre un decennio.

Ci conoscemmo alla fine degli anni '80 e ci siamo frequentati piuttosto assiduamente fino alla metà del decennio successivo. In questo millennio ci siamo visti molto meno, ma le sue parole e soprattutto il suo ricordo diretto ed indiretto mi accompagnavano in molte tappe della mia vita anche lavorativa. Avendo avuto, infatti, la ventura di insegnare in molte e diverse scuole della nostra bella provincia in tante trovavo amici, conoscenti ed ex alunni o colleghi di Giovanni.

Una cosa particolare che ho riscontrato in questa esperienza è stato che tutti parlassero del prof. Burchietti con stima, affetto, calore e che tutti indistintamente ne dessero memoria personale ed assolutamente individuale.

Il Giovanni che emergeva da questi ricordi era sempre lo stesso, ma appariva come una persona sempre diversa in grado di affascinare e rimanere impressa in ciascuno per un aspetto nuovo ed originale. Io ebbi la fortuna di incontrarlo in quel periodo in cui dividevo il mio impegno tra volontariato e desiderio di entrare fisicamente nell'agone politico.

Il saggio docente del Bottegone, l'uomo che aveva contribuito a fondare la Democrazia Cristiana e la Cisl di Pistoia, fu tra quelli che più influenzò la mia scelta di accettare la candidatura a delegato provinciale dei giovani DC. La cosa veramente inusuale del rapporto che avevamo noi giovani DC con Giovanni ed altri "vecchi" del partito era che nasceva immediata una forte sintonia tra le nostre visioni e speranze.

I "ragazzi" della mia generazione hanno avuto una grande fortuna. Noi abbiamo conosciuto e ci siamo confrontati a viso aperto e senza freni inibitori con uomini della levatura di Fabio Stignani, Vittorio Amadori, Giovancarlo Iozzelli, Massimo Braccesi, Vittorio Magni, Florio Colomeciuc, Vinicio Nesti, Angiolo Bianchi, Giorgio Rosi conoscendo la loro tensione morale e civile e formandoci in questo solco.

Giovanni Burchietti in particolare non abbandonò mai il "suo" Bottegone e lì ci chiamò come giovani impegnati in politica e nel sociale negli anni '90 ponendoci a disposizione la "sua" Capannina per organizzare manifestazioni per i nostri coetanei.

"Al Bottegone abbiamo una situazione difficile, tanti ragazzi che si perdono, che vengono qui al circolo e li vedo spenti, arrabbiati, senza futuro, in preda a tante dipendenze, dobbiamo fare qualcosa, noi mettiamo lo spazio e tre soldi, voi le idee ed energie".

Così presero vita le manifestazioni musicali, i music contest di quegli anni in cui oltre alla musica erano presenti le Associazioni di volontariato a presentarsi ed interloquire con i ragazzi presenti. Nacque il cineforum con proiezione di pellicole scelte per il proprio impatto nei confronti dei ragazzi. Si susseguirono gli incontri, le cene con confronto di idee a seguire, le riunioni nella sede della DC ospitata dalla Capannina, tante manifestazioni rivolte soprattutto ai ragazzi della zona. Fu un quindicennio davvero intenso e proficuo e sempre mi rimarrà nel cuore la frase con cui mi liquidò quando mi lamentai con lui, nel pieno ciclone di tangentopoli, del fatto che chi si impegnava in quel momento in politica nella DC era visto come complice di un sistema corrotto.

"Caro Fagioli, ricordati che i complici di questo sistema di corruzione non sono quelli che come noi ora sono nell'agone a combattere per la dignità del presente e la difesa della gloria del passato democratico, ma tutti quelli che ora se ne stanno nascosti nelle proprie case e quando tutto sarà finito andranno a posizionarsi in quella parte politica che più garantirà il loro personale successo, vendendo i propri ideali politici per un piatto di lenticchie rifatte".

Voglia di Vivere 06 PISTOIA