Mercoledì, 31 Gennaio 2018 09:17

Verso la mancanza di rispetto per la vita umana non ci può essere indifferenza

di Marina Zampolini Agnoli*

Oggi tutti i media parlano, con sconcerto, della notizia emersa circa gli esperimenti condotti nel 2015 in Germania, su commissione delle maggiori case automobilistiche tedesche , in collaborazione con l’ Università di Aquisgrana, per testare gli effetti sugli essere umani dell’esposizione ai gas di scarico delle auto, in particolare all’ossido di azoto.

In precedenza esperimenti similari erano stati condotti su primati, ma quando si è trattato di passare alla sperimentazione sull’uomo evidentemente nessuno ha avvertito la necessità di non procedere oltre: così 25 persone, uomini e donne, sono stati esposti al gas, comunemente ritenuto tossico, 3 ore ogni giorno per la durata di 4 settimane.

Si trattava di 25 “volontari” ( a rimborso spese), utilizzati come vere e proprie cavie umane. A ridosso delle celebrazioni per la giornata della memoria, questa notizia ha fatto correre brividi per la schiena a tutti coloro che ricordano o comunque hanno appreso dalla storia del ‘900 che le grandi tragedie umanitarie, fino al genocidio, si sono sviluppate inizialmente in sordina e in maniera circoscritta, nell’indifferenza pressoché generale dell’opinione pubblica, che non riusciva a cogliere il potenziale di pericolosità insito in eventi apparentemente “non rilevanti” dal punto di vista delle violazioni dei diritti umani. Nella stessa logica si muovono le pseudo- giustificazioni e rassicurazioni oggi offerte dagli organizzatori e committenti della sperimentazione, che si presentano addirittura come paladini della salute degli operai nelle fabbriche di auto!

Viceversa la stampa sottolinea come questo tipo di attacco all’integrità della persona umana sia nel mondo piuttosto diffuso: persone in stato di bisogno economico e marginalità socio-culturale accettano di mettere a repentaglio la propria salute in cambio di compensi in denaro variamente camuffati. Il mancato rispetto della vita umana si collega anche quindi alle ingiustizie sociali e alla mercificazione della persona in un mondo caratterizzato da spaventose disuguaglianze in termini di distribuzione delle risorse.

Bisogna quindi essere molto vigili rispetto ad eventi di questo tipo, dall’apparenza di asettici esperimenti condotti addirittura in contesti universitari, ma pericolosissimi per il significato che veicolano. Il Centro studi “ G. Donati”, che difende il principio del rispetto della vita e della persona umana in diversi contesti, improntati al sostegno alla pace e alla solidarietà anche attraverso lo stimolo culturale, intende affermare la propria preoccupata attenzione per i fenomeni in questione, e invita tutti gli uomini di buona volontà a non abbassare mai la guardia quando sono in gioco i valori fondanti della nostra civiltà.

*Centro studi “G. Donati” di Pistoia

 

Voglia di Vivere 06 PISTOIA