Martedì, 06 Febbraio 2018 08:08

Area del vecchio Ceppo: nulla di nuovo sotto il cielo

di Tina Nuti *

Dalla stampa abbiamo appreso che sono iniziate le attività preliminari al concorso che condurrà all’affidamento dell’incarico per la progettazione definitiva ed esecutiva di tutta l’area del Ceppo, ossia circa 21 mila metri quadrati del centro città.

Leggendo l’atto che definisce come avverrà questo concorso si comprende che gli uffici molto hanno già fatto, predisponendo i documenti necessari alla redazione del progetto di rigenerazione rimanendo alle indicazioni approvate dal Consiglio comunale precedente. Si apprende anche che la Piattaforma “Concorrimi” dell’Ordine degli architetti di Milano gestirà tutto lo svolgimento del concorso e che l’assistenza tecnica, attraverso un altro soggetto, avrà il costo complessivo di 3121 euro.

Per quanto riguarda il Ceppo si procede con quanto definito già nel 2015, quando il Consiglio comunale aveva approvato l’Accordo di Programma fra Comune, Regione Toscana e Azienda USL di Pistoia e con voto contrario dell’allora consiglieri Tomasi, Semplici e Capecchi. Grazie a quell’accordo i cittadini di Pistoia sono divenuti proprietari a titolo gratuito dell’Edificio storico che avrà ed ha la funzione museale e il Padiglione della Cassa di Risparmio che accoglierà funzioni pubbliche.

Voto contrario del sindaco Tomasi e dei due assessori Semplici e Capecchi anche a gennaio e a maggio 2017, quando è stata adottata e poi approvata la variante e il Piano Particolareggiato a cui ha lavorato con grande professionalità l’attuale Dirigente al Servizio Urbanistica.

Molte le criticità che gli stessi attribuivano al Piano sia per alcune funzioni, sia per la mancanza di parcheggi, sia perché un appalto complessivo dei lavori può determinare le difficoltà del Piano ex. Breda, sia per l’incertezza degli impegni finanziari. Infatti lo stesso sindaco Tomasi diceva “qui si scrive un programma elettorale, un programma di bilancio, un programma di investimenti che occuperà il Consiglio Comunale per i prossimi cinque anni….. una presa d’atto di come saranno i nostri bilanci nei prossimi cinque anni, sottraendo le risorse ad altre cose e concentrandole lì”.

Con questi convincimenti, perché l’amministrazione Tomasi ha fatto proprio un Piano considerato totalmente negativo, mai accolto neppure con un voto di astensione?

Ci saremmo aspettati di tutto: dalla scelta totale e coerente di venir meno ad un Accordo di programma mai condiviso, ad una revisione parziale del Piano di recupero oppure, almeno, un atto di realtà riconoscendone il valore. Comunque avremmo apprezzato una comunicazione aperta, magari nell’ambito della Seconda Commissione che da molto non si riunisce. Era questa, a nostro avviso, l’occasione giusta per coinvolgere i consiglieri circa le idee della amministrazione su questa area, tanto importante per il futuro della città.

* Consigliere comunale di “Pistoia Spirito Libero”

 

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