Lunedì, 12 Febbraio 2018 15:23

La dittatura sindacale

di Carlo Dami*

Pistoia - Come Cobas avevamo richiesto la settimana passata due assemblee sindacali territoriali, nei due diversi ambiti in cui sono suddivise le scuole della provincia di Pistoia, per i giorni 16 febbraio 2018 e 20 febbraio 2018.

I dirigenti scolastici interessati avevano dato il loro nulla osta per lo svolgimento di dette assemblee. Dopo alcuni giorni dall’indizione delle stesse abbiamo ricevuto una telefonata da parte della segretaria provinciale della Flc-Cgil che, fortemente risentita, ci intimava di revocare le assemblee facendo riferimento all’antidemocratico Ccnq sulle prerogative sindacali del 7 agosto 1998 - voluto da Cgil-Cisl-Uil al fine di negare il diritto di parola ad altre organizzazioni sindacali e che alla tabella 7 allegata al contratto, prevede i diritti sindacali solo per Cgil-Cisl-Uil-Snals e Gilda. Ovviamente abbiamo risposto che, ritenendo la norma ingiusta e antidemocratica, non avremmo ottemperato al suo diktat.

Nei giorni successivi i dirigenti scolastici che già avevano concesso le aule per lo svolgimento delle assemblee, hanno revocato il loro nulla osta.

Nel rilevare come tutto questo avvenga in totale dispregio dell'art. 39 della Costituzione italiana e della legge n° 300/1970 (Statuto dei lavoratori), riteniamo tale intervento particolarmente odioso perché:

- è rivolto contro organizzazioni sindacali che vorrebbero semplicemente esercitare un normale diritto di parola e svolgere assemblee sindacali con la categoria;

- avviene durante le campagna per trovare candidati per le elezioni rsu del prossimo aprile, che si svolgono scuola per scuola, ma che valgono anche per misurare la rappresentatività nazionale poiché si vota solo per liste di singolo istituto scolastico e, quindi, se non si trova un candidato in una determinata scuola anche chi volesse farlo non avrà la possibilità di dare il voto ai Cobas ai fini della rappresentatività nazionale.

Le elezioni rsu nella scuola saranno quindi per l’ennesima volta truccate perché non vengono garantite le regole elementari del confronto democratico. Infatti, i sindacati “rappresentativi” si sono arrogati (con contratti firmati da loro stessi) il diritto esclusivo di assemblea (anche in periodo elettorale) mentre le organizzazioni, come i Cobas, non hanno alcuna possibilità di confrontarsi con le colleghe ed i colleghi e viene loro negata la minima agibilità sindacale che dovrebbe invece essere garantita a chiunque partecipi ad una competizione elettorale. Forse perché i Cobas sono una forza sindacale non concertativa e senza “governi amici”?

Anche a seguito di questo ennesimo intervento repressivo, i Cobas invitano i lavoratori della scuola: a formare e a votare le liste Cobas per dare voce a chi è discriminato; a partecipare allo sciopero generale della scuola del 23 febbraio anche per fare sentire la voce della Scuola contro il contratto-miseria appena siglato da Cgil-Cisl-Uil.

*Portavoce provinciale Cobas-Comitati di base della scuola

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