Mercoledì, 28 Marzo 2018 19:35

La scelta di don Biancalani rischia di essere dannosa

di Walter Tripi*

Pistoia - A Pistoia abbiamo ottimi esempi di accoglienza dei migranti, e sono esempi trascurati.

Molte delle nostre realtà si impegnano ogni giorno non soltanto perché le persone - perché di persone parliamo- rispettino le regole, ma soprattutto perché riescano ad includersi nella nostra società. 
In queste realtà lavorano e fanno volontariato un sacco di nostri cittadini formati, che si impegnano e che ci credono.

Per rispetto loro, e di tutti i migranti e profughi, occorre responsabilità.
La responsabilità è della politica, tutta, affinché non si disegni strumentalmente una realtà fatta soltanto di errori e reati: intervenire soltanto quando serve per collegare l'immigrazione alla criminalità e all'insicurezza.

La responsabilità è però anche di chi si occupa di accoglienza. C’è chi lo fa impegnandosi con serietà e dedizione al servizio dell’inclusione sociale dei migranti, una partita fatta di progetti, gestione di problemi, gestione di caratteri e sentimenti. Errori, anche, perché no.
Queste realtà sono dei riferimenti: sono laiche e cattoliche, spesso lavorano nel silenzio.
Qui vengono accolte persone che hanno certi requisiti e devono attenersi ad alcuni obiettivi: dal frequentare corsi di lingua italiana fino al rispetto di alcune regole di convivenza, il tutto finalizzato non a un controllo freddo e arcigno, bensì al dare basi per una emancipazione vera e autentica. La cura con cui molte di queste realtà si attengono a questo obiettivo, sono sicuro darà i suoi frutti nella società del domani.

Massimo Biancalani, di cui sinceramente mi sento di riconoscere la genuinità delle intenzioni, ha fatto una scelta diversa e che, alla luce di tutto ciò che sta succedendo, rischia di essere, pur in buona fede, dannosa: l’accoglienza a prescindere. Ha deciso di accogliere anche ragazzi e ragazze che non hanno quei requisiti. Ragazzi esclusi dai CAS per motivi validi, ragazzi che hanno commesso reati e così via. Ho parlato di responsabilità, e credo che la prima responsabilità stia nel rispetto delle regole che tutti ci diamo su un tema molto delicato. Proprio a tutela dei più deboli.

Per questo vorrei vedere maggiormente valorizzate le realtà che ogni giorno si impegnano nei CAS pistoiesi, con fatica e controvento, per un’inclusione autentica e strutturata. Magari, chi fa proposte e uscite sui giornali, potrebbe innanzitutto provare a visitarle e conoscerle. Io ho provato a farlo, dovrò farlo di più.
Altrettanto, credo che Don Massimo debba, ora più di prima dato il risalto che ormai ha la sua figura, a rispettare tutte quelle regole. Penso sia l’unico modo per preservare non se stesso, ma proprio quei ragazzi, il loro futuro, il lavoro di tanti e la bellezza di una straordinaria parola che rischia ogni giorno di essere scambiata per parolaccia: Accoglienza.

* Capogruppo PD Consiglio comunale Pistoia

 

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