Venerdì, 30 Marzo 2018 10:26

Varco di San Vitale, una riapertura ideologica costata 44mila euro

di Alessandra Guidi e Fabrizio Geri*

Pistoia - San Vitale: in un paradossale entusiasmo più tipico del tifo da stadio che della dialettica politica, viene salutata e annunciata da più parti la riapertura di questo varco ztl, come se si trattasse di una priorità per l’economia o la cultura della nostra comunità.

Una riapertura che è costata al contribuente 44 mila euro e che da cittadino contesto fortemente in quanto questa cifra poteva essere impiegata per mitigare l’emergenza buche delle strade cittadine. Buche e transenne indegne sul lastricato di piazza del Duomo(disprezzo del bene pubblico?) e buche, pericolosissime per moto e biciclette, disseminate in quasi ogni ramo dell’infrastruttura viaria a carico dell’amministrazione. Buche e transenne a mai finire.

Ritengo che 44 mila euro siano stati sottratti a questa vera e propria emergenza; sono invece serviti (e lo sanno tutti) solo per pagare una marchetta elettorale a quattro bottegai frustrati che non sono riusciti, nei quindici anni precedenti, a salvare il centro storico dallo svuotamento di funzioni.

Mentre fuori dalle mura sorgevano o venivano pianificate cittadelle del commercio (Misericordia alla Vergine, Panorama-Pallavicini, nuova Esselunga), cementificando il verde, mentre ospedale, Agenzia delle Entrate, Prefettura e altre funzioni venivano spostate dal centro, con ripercussioni tragiche sul commercio e sulle attività della città storica, questi cosiddetti commercianti se ne stavano in silenzio e ora battono i piedi, inventando che la causa del minore afflusso in centro sia il varco di San Vitale.

Nei panni del sindaco Tomasi e dell’assessore Capecchi sarei andato da questi presunti rappresentanti di categoria dicendo: «Cari bottegai, ora noi pensiamo a tappare le buche e ai problemi dei pistoiesi che tutti i giorni devono fare zig zag sulle strade. Quando avremo finito potremo darvi il contentino; siete stati complici dello svuotamento del centro, con il vostro silenzio, quindi datevi una svegliata se, come dite a parole, avete a cuore la vita del centro con le sue attività».

Spiace infine prendere atto della diffusa ideologia dell’auto dappertutto, tipica delle realtà provinciali e culturalmente arretrate: senza scomodare Londra o Milano, nei capoluoghi di provincia delle nostre dimensioni si pensa (anche culturalmente) a mandare quanto più possibile in pensione l’automobile, aumentando il trasporto pubblico,i percorsi pedonali, senza frenesie di riapertura varchi o assalti alle aree pedonali.

Si nota che anche tutte le opposizioni (Pd ufficiale e Pd ridens) se ne stanno zitte e mute, evidentemente appiattite su queste istanze antimoderne che parlano alla pancia di sparuti e provincialissimi elettori.

* Verdi Pistoia

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