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Varco di San Vitale, una riapertura ideologica costata 44mila euro

Il semaforo che regola il traffico per il varco di San Vitale Il semaforo che regola il traffico per il varco di San Vitale

di Alessandra Guidi e Fabrizio Geri*

Pistoia - San Vitale: in un paradossale entusiasmo più tipico del tifo da stadio che della dialettica politica, viene salutata e annunciata da più parti la riapertura di questo varco ztl, come se si trattasse di una priorità per l’economia o la cultura della nostra comunità.

Una riapertura che è costata al contribuente 44 mila euro e che da cittadino contesto fortemente in quanto questa cifra poteva essere impiegata per mitigare l’emergenza buche delle strade cittadine. Buche e transenne indegne sul lastricato di piazza del Duomo(disprezzo del bene pubblico?) e buche, pericolosissime per moto e biciclette, disseminate in quasi ogni ramo dell’infrastruttura viaria a carico dell’amministrazione. Buche e transenne a mai finire.

Ritengo che 44 mila euro siano stati sottratti a questa vera e propria emergenza; sono invece serviti (e lo sanno tutti) solo per pagare una marchetta elettorale a quattro bottegai frustrati che non sono riusciti, nei quindici anni precedenti, a salvare il centro storico dallo svuotamento di funzioni.

Mentre fuori dalle mura sorgevano o venivano pianificate cittadelle del commercio (Misericordia alla Vergine, Panorama-Pallavicini, nuova Esselunga), cementificando il verde, mentre ospedale, Agenzia delle Entrate, Prefettura e altre funzioni venivano spostate dal centro, con ripercussioni tragiche sul commercio e sulle attività della città storica, questi cosiddetti commercianti se ne stavano in silenzio e ora battono i piedi, inventando che la causa del minore afflusso in centro sia il varco di San Vitale.

Nei panni del sindaco Tomasi e dell’assessore Capecchi sarei andato da questi presunti rappresentanti di categoria dicendo: «Cari bottegai, ora noi pensiamo a tappare le buche e ai problemi dei pistoiesi che tutti i giorni devono fare zig zag sulle strade. Quando avremo finito potremo darvi il contentino; siete stati complici dello svuotamento del centro, con il vostro silenzio, quindi datevi una svegliata se, come dite a parole, avete a cuore la vita del centro con le sue attività».

Spiace infine prendere atto della diffusa ideologia dell’auto dappertutto, tipica delle realtà provinciali e culturalmente arretrate: senza scomodare Londra o Milano, nei capoluoghi di provincia delle nostre dimensioni si pensa (anche culturalmente) a mandare quanto più possibile in pensione l’automobile, aumentando il trasporto pubblico,i percorsi pedonali, senza frenesie di riapertura varchi o assalti alle aree pedonali.

Si nota che anche tutte le opposizioni (Pd ufficiale e Pd ridens) se ne stanno zitte e mute, evidentemente appiattite su queste istanze antimoderne che parlano alla pancia di sparuti e provincialissimi elettori.

* Verdi Pistoia

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