Martedì, 12 Giugno 2018 00:07

Area Pallavicini, passaggi oscuri e conflitti d'interesse

di Daniela Belliti

Pistoia - Il Consiglio comunale ha discusso la Variante dell’Area Pallavicini, in fortissimo ritardo rispetto al lavoro compiuto nel precedente mandato. Perché? Ricostruiamo la storia.

L’Area Pallavicini è una delle questioni urbanistiche più complesse (agli inizi degli anni Novanta il giudice amministrativo dà ragione ad un ricorso di privati, e stabilisce l’integrale edificabilità dell’area, dando avvio alla serie più numerosa di contenziosi su area comunale). Il Sindaco Bertinelli, anche assessore al Governo del territorio, affronta e sblocca la situazione, nel suo modo, con forte impronta ambientalista e difesa dell’interesse pubblico: prima azzerando la situazione debitoria dei privati, chiamati a saldare tutto al Comune (oneri di urbanizzazione ecc.) come pre-condizione per la riapertura di un confronto; poi dimezzando gli indici edificatori, imponendo la realizzazione di una vasta area a verde e la costruzione di una pista ciclabile che colleghi l’area con le Fornaci; inserisce anche la previsione dell’area per spettacoli viaggianti, da realizzarsi da parte dei privati. Le imprese lottizzanti, che avevano iniziato ad aver problemi finanziari (una storia comune, purtroppo, ad altre lottizzazioni pistoiesi …) nicchiano per un po’, poi si decidono ad accettare grazie alla previsione di una piccola area commerciale, non alimentare – ben residuale, anch’essa, rispetto a quanto previsto nel primo piano. Il sindaco Bertinelli chiede anche l’espressione favorevole della commissione competente, prima di formalizzare la nuova proposta di pianificazione, e chiudere un accordo, messo per scritto, con una corrispondenza ufficiale, agli atti del protocollo del Comune.

Il 17 febbraio 2017 viene adottata la variante, ed entro i trenta giorni vengono presentate dieci osservazioni. Nel frattempo l’amministrazione cambia colore. A ottobre la commissione consiliare competente si riunisce per esaminare le controdeduzioni tecniche e le conseguenti, piccole modifiche alla variante, e licenzia la pratica per il Consiglio Comunale.

Ma magicamente lì si ferma. Cambia la dirigente del servizio, e prende l’incarico la funzionaria da (venti? trenta?) anni nel Comune di Pistoia, che dopo aver esaminato la pratica scrive al Sindaco e al Segretario generale (immancabile) per dire che ritiene insufficiente l’istruttoria della sua predecessora. Il Sindaco le risponde scrivendole di riesaminare le osservazioni, invitandola a essere più benevola con i cittadini che le hanno fatte, e le dà altri indirizzi: si cancella l’area per gli spettacoli viaggianti, si prevede un impianto sportivo (si dice, destinato al rugby), si toglie il commerciale (che era il punto dell’accordo con i privati per la sostenibilità del piano ed evitare il contenzioso).

La nuova dirigente del servizio predispone, quindi, una variante che è radicalmente modificata, e che risponde a tutti i desiderata del Sindaco, forzando oltremisura le osservazioni dei cittadini, e togliendo anche la previsione dei dieci alloggi Erp.

Allora, alcune domande sono d’obbligo.

Perché si è aspettato così tanto con questa variante, che era pronta a ottobre? Si è voluto aspettare l’arrivo della nuova dirigente, con il bando di selezione chiuso a novembre?

E’ legittimo che il Sindaco, nella lettera di risposta alla dirigente, le chieda di essere più accondiscendente nelle risposte alle osservazioni?

Non si è interpretato in maniera eccessiva quell’osservazione innocente di una cittadina, che chiedeva un’area per correre, fare sport libero, trasformandola nella previsione di un vero e proprio impianto sportivo?

Dove va, allora, l’area per gli spettacoli viaggianti? Resta a Sant’Agostino per sempre?

Perché si rinuncia a dieci alloggi Erp? Avete detto: dieci in più o in meno, che cambia rispetto all’emergenza alloggi??? – vi chiediamo almeno un po’ di decenza. E ancora: insistendo questi su area comunale, il Comune li sostituisce con altro? O non si produce piuttosto un danno erariale?

Veniamo ad altre questioni dirimenti.

Modifiche così sostanziali alla variante, che di fatto la snaturano, avrebbero necessitato di riaprire tutta la procedura: pubblicazione, adozione e approvazione. Perché si dà il caso che i cittadini hanno fatto osservazioni su una previsione completamente diversa da questa che il Consiglio dovrebbe approvare. Il garante della comunicazione non ha niente da dire? E il responsabile della trasparenza?

La precedente variante, comunicata, adottata, pubblicata, con tutti i crismi formali e sostanziali, era oggetto di un accordo tra Comune e privati, tale da chiudere ogni possibile contenzioso. C’è un nuovo accordo con quegli stessi privati? Dove sono gli atti? Perché il Sindaco e la dirigente non li vogliono rappresentare, pur dichiarandosi convinti che non ci saranno ricorsi? Su cosa fonda questa loro convinzione?

C’è infine un ultimo tema, che merita essere trattato a parte.

L’assessore all’urbanistica, Capecchi, non ha presentato la delibera, sostituito dal Sindaco, perché in conflitto d’interessi. E’ noto che Capecchi è il legale di uno dei proprietari dei terreni dell’area, e di alcuni dei lottizzanti. Domanda: Capecchi ha formalizzato con una lettera, una dichiarazione, un atto di qualsiasi tipo, il suo conflitto d’interessi, esplicitando come lo avrebbe risolto? Chiedo al responsabile dell’anticorruzione: è sufficiente non apporre firme e non partecipare alle sedute pubbliche relative alla variante? Chiedo all’assessore Capecchi: quei suoi clienti, lo sono ancora? Se si è astenuto in qualità di assessore a seguire le procedure di variante, può dimostrare di essersene astenuto anche in qualità di avvocato di parte? I suoi assistiti hanno ricevuto qualche vantaggio in più in quest’ultima proposta di variante?

Sindaco Tomasi, ci risulta che abbia imposto l’iscrizione della pratica all’ordine del giorno del consiglio comunale, nonostante il parere contrario delle minoranze, per motivi d’urgenza, perché il 13 giugno scadono i tempi per approvare le varianti. Ma l’interesse pubblico non sta nel mero rispetto delle date, bensì nel rispetto formale e sostanziale delle procedure, nella piena trasparenza dei passaggi formali e informali che istruiscono gli atti, nella imparzialità delle scelte. Se non chiarisce nessuno di questi punti, gli interrogativi formulati continueranno a pesare come macigni sull’amministrazione.

Sappia, Sindaco Tomasi, che se non darà queste risposte, continueremo a porre le domande fino a che, in qualche forma e da qualcuno, non siano completamente soddisfatte. Soprattutto perché discutiamo di un settore, quello dell’urbanistica, che vede – tra l’altro – ora la dirigente ora l’assessore doversi astenere su molti degli atti presentati.

Chi governa l’urbanistica a Pistoia?

 

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1 commento

  • Link al commento Marco Landucci Venerdì, 15 Giugno 2018 18:40 inviato da Marco Landucci

    La concretezza dei concreti amministratori, improntati ddlla vittoriosa cultura destrorsa.

    Rapporto

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