Giovedì, 07 Febbraio 2019 12:36

Associazioni unite per ridurre le aree vocate al vivaismo

Il 15 gennaio 2019 il Consiglio Provinciale di Pistoia ha approvato le controdeduzioni alle osservazioni presentate in ordine alla proposta di Variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Pistoia. Nonostante le numerose osservazioni presentate ai fini di ridimensionare il perimetro delle cosiddette “aree vocate al vivaismo”, e le oltre mille firme allegate alle osservazioni dal Comitato S.Rocco, facente parte di Associazione Alleanza Beni Comuni, e con la partecipazione del WWF Pistoia –Prato, la Provincia ha ritenuto di non prenderle in considerazione ritenendole in larga parte non pertinenti.

Infatti! Le obiezioni delle associazioni e comitati di cittadini rivolte ad una così vasta presenza di attività vivaistica fino in zone pedecollinari, collinari e limitrofe a corsi d’acqua, poggiavano sul contrasto: con la classificazione di queste aree a rischio idrogeologico; con il vincolo paesaggistico e ambientale contenuto nel Regolamento attuativo della LR. 41/2012; con gli atti della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio circa la dichiarazione di forte interesse pubblico di zone di pregio ambientale; con il manifesto impatto che l’uso massivo di fitofarmaci ha sulla salute pubblica. Rischio idraulico, tutela dell’ambiente e del paesaggio, salute dei cittadini, non sono di competenza dell’ente Provincia, e quindi può tranquillamente respingere queste osservazioni!

E’ stata accolta soltanto la richiesta di far partire i 120 giorni di tempo, dati ai Comuni per l’ applicazione del perimetro delle aree vocate e delle Misure di salvaguardia, a partire dall’approvazione della Variante, anziché dalla individuazione delle aree stesse. Quindi il Comune di Pistoia, se lo vuole, ha un tempo congruo per avviare da subito un lavoro di verifica attenta per limitare e ridurre l’impatto dell’attività vivaistica sul territorio.

La Provincia ha adottato, quale unico criterio per l’individuazione delle aree vocate al vivaismo previsto dalla LR. 41/2012, quello dei dieci anni di presenza di attività vivaistica, ed ha stabilito un ulteriore criterio estensivo per connettere aree tra loro separate, senza considerare altri limiti e restrizioni previste dalla legge stessa, nonché da tutti gli strumenti di pianificazione esistenti. Per fare questo, si è avvalsa di una procedura semplificata di pianificazione che ha consentito di non assoggettarsi alla Valutazione Ambientale Strategica.

Riteniamo queste scelte non coerenti con i principi di salvaguardia del territorio, espressi nel Piano d’Indirizzo Territoriale Toscano. Per questo proseguiamo insieme la battaglia.

Ora la Variante sarà al vaglio della Conferenza paesaggistica di Regione Toscana e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, per verificare l’adeguatezza col Piano paesaggistico. Utilizzeremo il tempo ancora a disposizione da qui all’approvazione definitiva per attivare tutti gli strumenti, amministrativi, giuridici e di analisi, utili a contrastare una scelta che riteniamo dannosa per la salute e l’ambiente del nostro territorio.

Acqua Bene Comune, Alleanza Beni Comuni, Associazione Palomar, Comitato Candeglia, Comitato Pontenuovo, Coordinamento in difesa della Costituzione, Coordinamento Valli delle Due Buri, Comitato San Rocco, Medicina Democratica, Officina, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, WWF Pistoia-Prato

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