Venerdì, 02 Marzo 2018 11:40

Cgil, lettera aperta ai politici sui diplomati magistrali

Alla vigilia del voto, vorrei ricordare ai politici il problema che ha suscitato l’esito dell’adunanza plenaria del 20 dicembre scorso.

Il fatto è che con questa sentenza, nelle scuole della provincia di Pistoia, circa 400 docenti fra scuola dell’infanzia e primaria, hanno visto venir meno il diritto a ricoprire il proprio posto nella graduatoria in cui erano inserite (Graduatoria a Esaurimento) e per questo perderanno il proprio contratto di lavoro, in moltissimi casi a tempo indeterminato, per il quale avevano già sostenuto o stanno sostenendo il periodo di prova. Sottolineiamo con forza che 400 persone che perderanno il posto di lavoro in una provincia come Pistoia, dove la crisi del lavoro continua imperterrita, sono veramente tante.

Questa sentenza è arrivata dopo diversi anni dall’avvio dei ricorsi dei docenti ed è un esito, oltre che inatteso, sicuramente in contrasto con le precedenti pronunce del Consiglio di Stato; ben 7 sentenze passate in giudicato hanno stabilito l’esatto contrario, per cui si troveranno a lavorare “fianco a fianco”, docenti che hanno lo stesso titolo abilitante ma che hanno avuto il riconoscimento del diritto al contratto a tempo indeterminato e altre che non lo hanno avuto, creando una disparità evidente.

Come FLC CGIL fin dal 2014, anno in cui sono partiti i primi ricorsi, abbiamo chiesto un intervento legislativo volto a stabilizzare i tanti precari abilitati e spesso con 36 mesi di servizio, tuttavia il MIUR con la Legge 107 del 2015, in particolare a causa del comma 131 che non permette la stipula di contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi di supplenza, non ha risolto il problema ed ha di conseguenza costretto al percorso vertenziale i tanti esclusi dal piano straordinario di stabilizzazioni. Subito dopo la decisione dell’adunanza plenaria, il 20 dicembre scorso, abbiamo chiesto e ottenuto un incontro urgente al MIUR dove siamo stati ricevuti immediatamente ed abbiamo richiesto l’apertura di un tavolo delle trattative, finalizzato ad ottenere una soluzione politica indirizzata sia a mantenere inalterato l’anno scolastico in corso, in modo da salvaguardare i posti di lavoro e contemporaneamente garantire la continuità dell’insegnamento agli alunni, sia a perseguire la stabilizzazione dei lavoratori coinvolti (diplomati magistrali e laureati in scienze della formazione primaria). Questa forma di stabilizzazione deve tener conto necessariamente dei docenti che hanno superato l’anno di prova, in quanto con questo superamento essi hanno ottenuto il riconoscimento del ruolo giuridico di “docente” a tutti gli effetti, ma anche di coloro che per moltissimi anni hanno operato nelle scuole in qualità di docenti precari; sarebbe assurdo gettare alle ortiche il bagaglio di preziosa esperienza che questi lavoratori hanno costruito in tutti quegli anni. Ci preme quindi sottolineare come l’alto numero delle persone coinvolte (a livello nazionale si contano circa 6000 docenti a tempo indeterminato su oltre 43.000 ricorsi complessivi) ponga con forza l’esigenza di individuare una soluzione in tempi brevi e di questo non può che farsene carico la politica, di concerto con i Sindacati, anche al fine di tutelare gli interessati da chi tenta di perseguire vie giudiziarie lunghe ed improbabili.

Lucia Bagnoli,

Segreteria Provinciale FLC CGIL di Pistoia

 

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