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AnsaldoBreda: tutto tace

Sono passati alcuni mesi dalla vendita al gruppo Hitachi di Ansaldo Breda da parte di Finmeccanica e Moretti, manager costoso a prescindere dai risultati, passato dalle ferrovie a Finmeccanica si fa vanto di un prodotto, il nuovo treno ad alta velocità uscito dai cancelli di via Ciliegiole,

omettendo di dire al Presidente della Repubblica che la fabbrica italiana dove è stato realizzato è stata venduta, insieme con i suoi dipendenti, alla multinazionale Hitachi per 33/35 milioni di euro, a porte chiuse. 

Questa vicenda permetterà forse di superare una situazione di incertezza endemica sulle prospettive dell’azienda accumulate nel corso della gestione  di Finmeccanica, che ha marginalizzato il comparto ferroviario concentrandosi su altri settori tecnologici con risultati peraltro rivelatisi più ragguardevoli sul piano penale che su quello economico.

Con queste premesse appare necessario continuare a chiedersi che fine farà la storica Breda di Pistoia con i suoi operai e impiegati, insieme con tutte le ditte di appalto, e a quelle dell’indotto. Che fine faranno le centinaia di lavoratori che lavorano dentro al fianco dei dipendenti diretti di Ansaldo Breda?

Oggi sembra calato il silenzio, ed anche il Consiglio Comunale ne parlerà a giugno, forse. Nel frattempo l'azienda sta licenziando ricorrendo  incentivi all'uscita; di oggi la notizia di un ampio ridimensionamento dell'occupazione e trasferimenti nelle sedi di Reggio Calabria. In questo senso la strategia di Finmeccanica è una strategia tradizionale: si offre ad una parte dei lavoratori lo scivolo (sarebbe necessario sapere a quali costi per lo Stato) e, ad un’altra, indirettamente, una sorta di garanzia di mantenimento del posto in una fase in cui la preoccupazione di perderlo, data la grave crisi economica e sociale che stiamo vivendo, è grande. 

E se la tendenza sarà quella di liberarsi di quei lavoratori, magari i più giovani, destinati alla progettazione e alla ricerca, si capisce bene che a rischio è il futuro della stessa azienda, insieme alla sua capacità di competere ed innovarsi. Occorre interrogare, su questa incertezza di prospettive, la cittadinanza, il sindacato e la politica, che ci sembra guardare con preoccupante distacco un’azienda e quegli stessi lavoratori che hanno prodotto parte importante della ricchezza di un’intera città.

Tanto più che nessuno conosce il piano industriale di Hitachi; Finmeccanica, insieme al suo azionista - il governo - ha venduto senza farsi consegnare una proposta o una idea di futuro per la fabbrica, per Pistoia e per l'industria nazionale del trasporto su rotaia. Ad oggi nessuno è a conoscenza di cosa sarà fatto di questa azienda: continuerà a produrre? Sarà chiusa? Diventerà una fabbrica di biciclette? Questo silenzio che perdura alimenta incertezza e preoccupazione. Non ci sembra eccessivo né “impertinente” chiedere la fine di questo silenzio assordante. Se la democrazia languisce nelle chiacchiere inconcludenti, e ne abbiamo sin troppe dimostrazioni nel quotidiano, nel silenzio essa muore.

Esprimiamo la nostra preoccupazione per la ricaduta di decisioni imprenditoriali e di scelte che ad oggi non è dato vagliare attraverso il fisiologico dibattito tra le parti sociali, né nel dibattito pubblico, entrambi beni comuni cui sempre più spesso si rinuncia, con la rassegnazione di molti e il calcolato cinismo di pochi.  

Ci preoccupa lo scarso interesse del Governo e il silenzio del Presidente Rossi, il quale aveva promesso di opporsi a qualsiasi progetto di ridimensionamento con qualsiasi mezzo e che solo oggi, in piena campagna elettorale, chiede ad Hitachi di presentare un piano industriale. Proprio alla vigilia delle elezioni regionali ci piacerebbe conoscere, al netto di promesse di soluzioni individuali e soluzioni ad hoc, che cosa pensino e propongano i candidati, soprattutto quelli che fanno riferimento al tradizionale blocco di governo del nostro territorio, che oggi coincide col governo nazionale.

 

Nicola Ruganti - Consigliere comunale Insieme per Pistoia

Rosalia Billero - Consigliere comunale Federazione della Sinistra

 

 

 

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