Venerdì, 11 Maggio 2018 09:27

Pennabilli batte Pistoia 2-0

Pennabilli, in provincia di Rimini Pennabilli, in provincia di Rimini

di Remo Fattorini

Pistoia - Pennabilli batte Pistoia due a zero.

La formazione del Pennabilli, composta dal padre Cappuccino Orazio Olivieri e dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, surclassa nettamente quella pistoiese pur composta da due veri “fuoriclasse” come il padre gesuita Ippolito Desideri e il famoso Campionato della Bugia che da oltre mezzo secolo si svolge a Le Piastre, frazione della montagna pistoiese.

Si tratta di una partita emblematica. A dimostrazione di come sia possibile rivitalizzare realtà svantaggiate partendo proprio dalle risorse del territorio. Pennabilli è una di queste. All’anagrafe risultano poco più di 2.800 abitanti, nascosti tra le montagne dell’Appennino romagnolo. Lì c’è una comunità vitale con attività produttive, negozi, trattorie, alberghi, B&B, musei, percorsi culturali e ambientali molto frequentati. Non troverete il “divertimentificio” romagnolo. Quelli di Pennabilli hanno saputo trasformare i loro beni in occasioni di sviluppo, che ogni anno richiamano più di 50mila visitatori. Il segreto del successo sta tutto nell’aver valorizzato le loro radici, quelle del passato e del presente.

Di fra Oliviero hanno mantenuto attiva la memoria, rinverdito legami e realizzato istallazioni a testimonianza del suo lavoro di missionario in Tibet. Mentre grazie all’ingegnosa creatività di Tonino il borgo ha trasformato piazze e viuzze in un luogo dell’anima con opere permanenti di grande fascino, fra cui l’Orto dei frutti dimenticati, il rifugio delle madonne abbandonate, la strada delle meridiane, il santuario dei pensieri, l’angelo con i baffi e il giardino pietrificato. Insomma un’offerta che rende attraente quella comunità. Tanto che lo stesso Dalai Lama vi si è recato in visita per ben due volte. Un esempio di lungimiranza che è mancato a Pistoia, che in fatto di risorse non è da meno. Due soli esempi. Su Ippolito Desideri basta dire che è stato il primo europeo ad arrivare in Tibet. Lì riuscì a farsi apprezzare tanto che a Lhasa gli fu concessa una casa, la libertà di professare la sua religione e di studiare tibetano e buddismo. Nei 5 anni di soggiorno scrisse 5 libri per presentare ai tibetani il Cristianesimo. Fu proprio Ippolito ad ospitare nella sua casa fra Orazio, arrivato in Tibet qualche anno dopo di lui. È dunque grazie a Desideri che l’Europa scopre il Tibet, la sua lingua e la sua religione. Ma Pistoia lo ha dimenticato, o peggio non ci ha mai creduto. Ad eccezione di una recente mostra temporanea frutto della perseveranza di Enzo Bargiacchi, un pistoiese tenace e più che appassionato. Stesso discorso per Campionato e Museo della Bugia: una cosa unica al mondo. Nasce nel 1966 da un’idea di Giancarlo Corsini, l’idraulico del paese. L’evento cresce con gli anni, conquista gli onori della cronaca internazionale, richiama “bugiardi” dai 5 continenti, ma non suscita l’interesse di Pistoia che lo vive in maniera distratta, quasi fastidiosa. Il museo apre le porte con soli 30mila euro fra restauro e allestimento: un miracolo riuscito grazie ad un comodato gratuito, oltre che da piccoli contributi e dal lavoro volontario di alcuni eroi. Alle Piastre un tempo c’erano 600 residenti e 11 alberghi, oggi è un paese abbandonato con solo 84 anime. Ciò che è mancato a Pistoia non sono i “fuoriclasse” ma la passione e la convinzione.

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