Mercoledì, 16 Maggio 2018 09:18

Camminare ripulisce dalle scorie della vita

L'Ostello Sigerico L'Ostello Sigerico

di Remo Fattorini

Camminare. Camminare aiuta a stare bene, a ritrovare un equilibrio mentale, a fare pulizia delle tante scorie che la vita ci appiccica addosso.

Camminare aiuta a vivere meglio con meno, a riconoscere le vere priorità, a prendere le distanze dall’effimero, a ricostruire il fisico e la mente. Camminare è faticoso ma divertente, è un esercizio spirituale che uccide i pensieri neri, è uno sforzo quotidiano che ti riconcilia con la vita. Camminare è un’attività che si fa fin dai tempi dei tempi, tant’è che il nostro corpo è fatto apposta per questo.

Non lo dico solo perché a me piace. Lo dico per averlo, nel mio piccolo, sperimentato, per averne parlato con persone che del cammino hanno fatto una scelta di vita e per aver letto i loro racconti. Tutti, ma proprio tutti, ti dicono così: camminare fa bene.

Una decina di giorni fa ho ripercorso il breve tratto tra San Miniato e San Gimignano. Nell’occasione ho pernottato all’Ostello Sigerico proprio accanto all’incantevole pieve di Santa Maria a Chianni, alle porte di Gambassi. Lo gestisce un’associazione di giovani entusiasti che, già da alcuni anni, accolgono pellegrini, viandanti, camminatori per caso. Una presenza - mi dicono - in costante crescita: nel 2017 vi hanno pernottato in più 5mila, ma potevano essere di più se solo avessero avuto spazio. Stesso discorso vale per la comunità Il Pellegrino di Settignano, dove l’interesse per i vari cammini risulta in costante crescita. Tutto bene allora? Direi che potremmo fare anche di più. Mi spiego.

Per tanti giovani che hanno commesso reati camminare potrebbe essere una valida alternativa alla galera. Accade già - per quello che so - in Belgio e in Francia, dove il cammino si è rivelato essere una risposta rieducativa più efficace del carcere. L’associazione francese Seuil in 15 anni ha accompagnato in cammino per l’Europa oltre 230 giovani, a cui il giudice aveva proposto l’alternativa tra il carcere e un percorso a piedi di 1800 km, accompagnato da un adulto, da compiersi in un paese straniero, in cento giorni, senza musica e senza cellulare.

Risultato. L’80% dei giovani ha completato il viaggio, è tornano trasformato, orgoglioso dell’impresa compiuta, pronto a cambiare vita. Camminare è una pena più economica e, soprattutto, molto più efficace del carcere. Basti pensare che fra coloro che scelgono il cammino la recidiva scende sotto il 20%, mentre per coloro che escono dalla prigione sale ad oltre il 70. Ragioni antiche trasformano le prigioni in scuole di criminalità, mentre il cammino ti riporta sui sentieri, certo tortuosi e faticosi, della retta via. Da noi sono 500 i giovani rinchiusi negli istituti di pena minorile. Se c’è qualche giudice illuminato batta un colpo.

 

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