Mercoledì, 24 Ottobre 2018 12:01

Capraia, un luogo magico dove il tempo si è fermato

di Remo Fattorini

CAPRAIA - Ancora in cammino. Nell’isola più selvaggia e meno abitata del nostro Arcipelago: la Capraia, dove – non a caso - un tempo le capre vivevano in grandi quantità.

Un’isola deserta, con poche case, tutte concentrate sul porto e su, al Castello. Per il resto è solo natura selvaggia, una verde macchia mediterranea, un territorio montano con valli, gole e vette ricoperte di boschi e rocce, attraversato da una bellissima e antica mulattiera romana, tortuosi e scoscesi sentieri e la vecchia strada panoramica del carcere. Sì, perché Capraia dal 1873 al 1986 è stata una colonia penale agricola.

Oggi è una piccola isola con grandi tracciati di trekking. Poco tempo fa ho avuto la fortuna, insieme a due amici, di sperimentare il percorso che agli occhi di tutti è quello più emozionante: l’anello che partendo dal Castello, proprio a fianco della chiesa di S. Nicola, porta allo Stagnone, poi su fino al monte Penna per ridiscendere alla Colonia Penale e finire al porto. Circa 15 di chilometri da perdere il fiato. Una bella passeggiata di sei ore sempre in mezzo alla macchia e nel silenzio, respirando intensi profumi di mirto e rosmarino.

Il primo incontro si fa con i resti di un antico insediamento romano, un’ampia conca oggi coltivata a vigneto da una delle poche aziende agricole ancora attive. Poi una meravigliosa mulattiera romana, un terrapieno tutto in pietra ancora in ottima salute, che attraverso un tunnel di erica e corbezzolo porta dritto fin sul crinale. Lì si svolta e dopo poco si giunge in un anfiteatro naturale con perfetti cerchi magici disegnati con le pietre: è la Sella dell’Acciatore, proprio a picco sul mare con la Corsica a due passi.

Si prosegue su un sentiero pressoché pianeggiante fino al laghetto dello Stagnone, l’unico invaso dell’isola, habitat naturale per gli uccelli migratori in partenza o di ritorno dall’Africa, che ad ogni primavera si ricopre di fiori bianchi di ranuncolo acquatico. Si continua fino a raggiungere la punta rocciosa del Monte Penna da dove si può ammirare l’intera costa occidentale dell’isola. Poi in discesa lungo uno stretto sentiero nascosto tra la macchia si arriva in una zona di terrazzamenti coltivati ad ortaggi e vigne, si attraversano gli edifici dell’ex Colonia Penale e lungo una serie di tornati si giunge fino al porto.

Alla Capraia non ci vuole fretta. È un luogo magico dove il tempo si è fermato. Per chi fosse interessato consiglio di contattare Marida Bessi, dell’Agenzia Viaggi del Parco, l’anima più autentica e passionale di questa piccola isola di 412 abitanti.



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