MONTAGNA

Lunedì, 19 Febbraio 2018 16:54

Corbezzi, l'ultimo avamposto commerciale della Porrettana

di Stefano Di Cecio

CORBEZZI - L’unica stazione ferroviaria al mondo in cui, su un unico binario, si affacciano sei gallerie ce l’abbiamo a Pistoia ed è Corbezzi.

La costruzione, 14 anni dopo l’inaugurazione della “Porrettana” si era resa necessaria per consentire lo scambio dei treni da Pistoia verso Bologna e viceversa.

La piccola frazione si era trovata così ad essere uno snodo importante per i viaggiatori da e per Bologna ed é forse anche questo uno dei motivi che spinse la famiglia Ciuti nel 1895 ad aprire un negozio proprio lì, dove, dopo tre generazioni, esiste ancora.

Ormai il bar/alimentari/edicola/vendita generi vari è rimasto l’unica attività commerciale ancora attiva sull’intera tratta Pistoia-Porretta Terme. Anche le stazioni ferroviarie sono prive di personale, tutto oramai è automatizzato ma il signor Luciano Romano Ciuti invece, con i suoi 90 anni è ancora lì, insieme a sua moglie Lucia Pieraccini  con cui condivide i 65 anni di matrimonio e la gestione dello storico negozio.

I ricordi sono molti e abbracciano un lungo periodo di tempo, compreso il periodo della seconda guerra mondiale. In quegli anni Corbezzi era presidiata dalle truppe tedesche, come tutta la Porrettana del resto. Salivano a piedi dalla villa Philipson dove si trovava il comando. Un giorno in paese fu rinvenuta una pistola a tamburo, il comandante tedesco “Sigfrido” rastrellò i pochi uomini rimasti in paese con l’intenzione di procedere alla loro fucilazione. Ma, su pressante richiesta delle donne, li risparmiò e fra questi c’era anche il Ciuti. Sigrifido era figlio di un generale della Whermacht.

Ciuti lo ricorda bene, un bell’uomo a cui piacevano molto le donne. Tornò in paese anni dopo, a rivedere i luoghi e le persone incontrati durante la guerra. La madre del Ciuti, insegnante elementare, poiché per lavorare si era dovuta iscrivere al partito nazionale fascista, finita la guerra fu processata e si difese dicendo che lei non aveva fatto niente se non insegnare ai ragazzi della prima, seconda e terza elementare di Uzzo (la quarta è la quinta la facevano a Valdibrana) e fu rilasciata. In quegli anni i lavori di manutenzione alla ferrovia venivano svolti da una trentina di operai costantemente presenti, la popolazione era di numero superiore ed anche i viaggiatori: c’era insomma un buon giro d’affari che ha consentito ai Ciuti di tirar su la propria famiglia. Ricorda ancora il Sindaco Gentile, che si interessava alla zona e alle attività montane. Come ricorda nel 1967 il grave incidente dentro la stazione, quando cinque operai persero la vita. Ciuti conserva ancora la copia del giornale che racconta il grave episodio.

Passano gli anni, oggi non c’è più nessuno. E da Corbezzi si punta il dito sugli amministratori che si sono dimenticati della montagna e dei suoi problemi. Ciuti per i suoi spostamenti in città usa il treno, di gran lunga più economico e comodo del possedere ed usare una automobile. Non sa ancora quanto potrà tenere aperto il suo esercizio commerciale. Ancora per poco - dice.

Certo quando succederà sparirà un pezzo di storia, un altro tassello di un'epoca, di una montagna “viva” che non esiste più se non in nostalgiche cartoline. Come quella di Corbezzi.

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