MONTAGNA

Martedì, 04 Settembre 2018 11:44

Preti di tre secoli fa, il "quasi santo" e "lo sboccato"

Incontro con Maria Valbonesi

SAN MARCELLO – Si chiamava Jacopo Lori, fu pievano di San Marcello per 24 anni, dal 1752. Quando ci arrivò, di anni ne aveva 30. E adesso a lui, nel Poggiolo, è intitolata la piccola piazza dove questo giovedì 6 settembre (ore 17) verrà presentato un libro che racconta anche di lui: della sua permanenza in una San Marcello, e più in generale in una montagna pistoiese, che stava aspettando i risultati positivi di una strada – la strada del Granduca - “che avrebbe portato il mondo il Montagna e la Montagna nel mondo” per usare le parole dell’autrice di questo volume (“Preti di montagna”, Sarnus 2018), Maria Valbonesi, già insegnante di Italiano e Storia. 

Da tempo Valbonesi collabora con libri e riviste: pubblica, in genere, ricerche storiche restituendo attualità a personaggi e vicende pistoiesi. Con questo suo ultimo libro, presentato dal vescovo Fausto Tardelli (“Un nuovo passo per dimostrare il ruolo fondamentale avuto da tanti sacerdoti per le comunità della Montagna pistoiese”), l’autrice si sofferma in modo particolare su tre pievani vissuti fra il Cinquecento e il Settecento: Girolamo Magni a Popiglio, Andrea Busoni a Cutigliano, Jacopo Lori a San Marcello.

Non mancano sorprese e curiosità. E giovedì 6 settembre, su iniziativa del parroco attuale, don Cipriano Farcas, ci sarà modo di conoscere soprattutto le curiosità legate a questo suo predecessore di tre secoli fa. Come quando Jacopo partì per un lungo viaggio in Sicilia scrivendo parole assai poco benevole nei confronti di quelle popolazioni o come quando dette vita, nella canonica di San Marcello, a una particolarissima “accademia rustica” dove parroci e chierici si riunivano non solo per “questioni filologiche o di storia, di scienza e di filosofia” ma anche per “occuparsi degli interessi e dei problemi del paese ben oltre l’aspetto religioso”. E certo ci sarà modo di soffermarsi su un particolare aspetto in alcuni scritti del Lori: un linguaggio talora sboccato, il racconto fra il galante e l’esplicito di usi e costumi locali.

Accompagnerà Maria Valbonesi, con introduzione di Mauro Banchini, il preside Paolo Baldassarri: sanmarcellino, già preside storico del “Pacini” di Pistoia, scuola dove insegnò anche Maria Valbonesi.

E certo sarà l’occasione anche per ascoltare la storia di un altro prete, stavolta originario di San Marcello, che fu a un passo per essere proclamato santo insieme a “colleghi” del calibro di Carlo Borromeo, Filippo Neri e Ignazio da Loyola: era nato a San Marcello attorno al 1530, fu uno dei predicatori più famosi del suo tempo, intellettuale e consigliere di papa Gregorio XIII.

Oggi dimenticato, fra' Evangelista Gerbi, un francescano che in omaggio al suo paese si faceva chiamare anche “Marcellino”, dall’anno della sua morte (1593) riposa nella basilica dell’Araceli in Roma. A giudizio di Maria Valbonesi, che ha scritto più volte su di lui, è addirittura l’autore del primo romanzo italiano in età moderna (“Della metamorfosi”). Un testo ambientato proprio sulle montagne di Pistoia.

 

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.