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Miccia Gerusalemme, "sarà guerra"

GERUSALEMME (Adnkronos) - Una decisione che "farà divampare il conflitto e porterà ad un'escalation di violenza in tutta la regione".

E' questo l'avvertimento lanciato dal premier del governo dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Rami al-Hamdallah, a proposito dell'annuncio, che sembrerebbe ormai imminente, da parte del presidente Usa Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale d'Israele e trasferire qui l'ambasciata statunitense da Tel Aviv.

In un incontro nel suo ufficio a Ramallah con i diplomatici dei Paesi dell'Ue, Hamdallah ha precisato che "Gerusalemme non riguarda solo i palestinesi, bensì tutti i popoli e i Paesi arabi e islamici, che rifiutano questa decisione". L'eventuale trasferimento dell'ambasciata Usa, ha sottolineato, "porrà fine al processo di pace e alla soluzione dei due Stati". Hamdallah ha poi chiesto ai Paesi dell'Ue di riconoscere lo Stato di Palestina per salvare il processo di pace e la soluzione dei due Stati e di fare pressioni affinché siano applicate le risoluzioni dell'Onu.

Nei giorni scorsi l'ha annunciato, facendo scorrere fiumi di inchiostro e mettendo in allerta la comunità internazionale. E oggi, quasi sicuramente, terrà fede alle sue promesse. Donald Trump è pronto a riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Una decisione radicale, che si prepara a spostare gli equilibri già precari tra Israele e Palestina. Il presidente statunitense farà la sua dichiarazione nel corso di un discorso previsto alla National Defense University, durante il quale si pronuncerà anche sul trasferimento dell'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme. Iter che, tuttavia, non avverrà nell'immediato. Secondo quanto affermano alcuni funzionari dell'amministrazione statunitense, per ragioni logistiche, l'apertura della sede diplomatica slitterà a data da definirsi.

 

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