NEWS

Mercoledì, 12 Dicembre 2018 19:47

Dietro front del Governo. Conte: "Deficit al 2,04%"

Il Primo Ministro parla di “passi avanti” con Juncker

BRUXELLES (Adnkronos) - "Buoni progressi". L'incontro a Bruxelles sulla manovra economica tra il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, registra dei passi avanti. Juncker, riferisce un portavoce della Commissione, "ha ascoltato attentamente il primo ministro Giuseppe Conte e gli argomenti che ha presentato. Sono stati fatti buoni progressi, la Commissione ora valuterà le proposte ricevute questo pomeriggio. Il lavoro continuerà nei prossimi giorni".

Nella manovra così come presentata alla Commissione Europea oggi, dice il premier Giuseppe Conte, annunciando a Bruxelles un rapporto tra deficit e Pil per il 2019 al "2,04%" e non come originariamente previsto al 2,4%. "Dal 2,4%, il saldo finale, siamo potuti scendere al 2,04%: è questo il saldo di cui alla proposta anticipata. E questo ci consente di condurre questo negoziato con la Commissione, che ha giudicato già in questa prima valutazione, l'ha giudicata significativa e molto importante". "Le relazioni tecniche - afferma - ci hanno consentito un margine di negoziazione, perché abbiamo recuperato alcune risorse finanziarie. Eravamo stati molto prudenti. E queste risorse finanziarie le stiamo usando adesso per questa negoziazione in corso con la Commissione". Il premier garantisce comunque il rispetto degli "impegni presi, con particolare riguardo alle misure di riforma che hanno un maggiore impatto sociale: reddito di cittadinanza e quota 100, perché rispettiamo sia la platea dei destinatari che avevamo preannunciato sia gli importi di cui beneficeranno i destinatari". "Qualche ora fa abbiamo anticipato la nostra proposta a Bruxelles e si è svolto appena adesso ed è terminato l'incontro con il presidente Jean-Claude Juncker, il commissario Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis. Abbiamo illustrato la nostra proposta, che mi consente di dire che non tradiamo affatto la fiducia degli italiani", continua.

Da parte della Commissione Europea, precisa il ministro dell'Economia Giovanni Tria, "non ci sono" due pesi e due misure nel trattamento riservato all'Italia e alla Francia.

Intanto, il governo ha posto la fiducia alla Camera sul decreto fiscale. L'annuncio è stato dato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta Riccardo Fraccaro. La votazione per appello nominale del ddl di conversione del decreto fiscale (già approvato dal Senato e in scadenza il prossimo 22 dicembre), avrà inizio domani alle 11.30, con dichiarazioni di voto dei rappresentanti dei gruppi a partire dalle 10. Seguiranno l'esame degli ordini del giorno e il voto finale sul provvedimento entro la serata.

 

 

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.