PIANA

Martedì, 21 Ottobre 2014 11:16

Dalle campagne toscane ad Halloween: a Casa di Zela si parla di eredità culturale

QUARRATA - Avete la zucca di Halloween? Al museo di Casa di Zela i visitatori fanno anche questa domanda.

Cercano la zucca tra le migliaia di oggetti di lavoro e della vita quotidiana che sono esposti nell’antica casa torre di campagna, interamente restaurata. La zucca è in vario modo presente, ma il museo ha comunque deciso di rispondere. “Compito di un museo – dicono i curatori – è anche quello di dare un’informazione corretta che arricchisca la nostra memoria culturale”.

La festa di Halloween è stata preceduta nell’attuale diffusione in Italia da altre forme di uso della zucca per suscitare paura. In Toscana questa zucca è conosciuta come la morte secca. Generazioni di ragazzi l’hanno svuotata, incisa e lasciata nella notte con una candela accesa al bordo di una strada per spaventare il passante ignaro. In Emilia Romagna, con la stessa funzione, è conosciuta con il nome di Luce Pellegrina. Questa pratica non era legata a una data precisa. La zucca compare nella notte tra il primo e il due novembre, a Bormio e in altre zone quando in cucina si lasciano il fuoco acceso e una zucca piena di vino per i morti che sarebbero ritornati a far visita alle loro case. Nella stessa notte in molte zone della Sicilia i ragazzi giravano per le case a fare una questua simile a quella che viene fatta talvolta oggi con “scherzetto o dolcetto”.

Risorsa alimentare soprattutto nell’Italia settentrionale, dove era chiamata il “suino dei poveri”, la zucca in area pistoiese è stata spesso usata come contenitore. Svuotata ed essiccata ha conservato sale, tabacco, semi e pesci. Il museo ne conserva alcuni esemplari.

Halloween (All Hallow Eve, “vigilia di tutti i santi”) si festeggia nella notte che precede il 1°novembre e ha origine nelle tradizioni pre-cristiane dell’Europa celtica. Importata intorno alla metà del ‘700 dai cattolici irlandesi, la festa si sviluppa in America e in Canada. Negli anni ’60 la pratica del “grande cocomero” (la maschera umana intagliata nella zucca) è resa popolare da Linus ed è, forse, grazie anche a questo personaggio che arriva in Europa e in Italia.

“C’è chi condanna la festa perché ritenuta consumistica e di importazione, ma il destino delle tradizioni è quello di morire, evolversi, cambiare o meticciarsi come in questo caso”, aggiungono al museo. Negli anni ’50 la chiesa cattolica in Francia fece una battaglia contro il pagano albero di Natale e si è visto come è andata a finire.

 

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