PIANA

Sabato, 18 Giugno 2016 10:01

Agliana. Il Sindaco vieta la piazza al Comitato per il No al referendum

AGLIANA – Ad Agliana non ci saranno banchetti del comitato aglianese per la raccolta delle firme per il no al referendum costituzionale.

Il sindaco di Agliana Giacomo Mangoni, ha negato l'uso del suolo pubblico richiesto dal Comitato per il no. Motivazioni? Politiche.

Mangoni, infatti, ha spiegato che è “inopportuna la concessione di suolo pubblico per una iniziativa politica di parte tendenzialmente divisiva”, in una piazza dove si svolgono le manifestazioni del Giugno aglianese.

Un atto politico, perché il rilascio di questo tipo di autorizzazioni è – di norma - di competenza del comandante di Polizia municipale. La quale, aveva invece rilasciato l'autorizzazione per piazza Bellucci.

Il Comitato, ovviamente, non l'ha presa affatto bene. “Il sindaco – spiegano in un comunicato - è rappresentante di tutta la cittadinanza e garante, nei limiti delle sue competenze, dei diritti fondamentali di tutti, sia del significato di una raccolta firme per il referendum costituzionale”.

La richiesta era stata presentata per poter utilizzare un piccolo spazio in piazza Gramsci nel mese di giugno

“L'attività dei Comitati per il No nel referendum costituzionale – ricordano i promotori - è anzitutto pienamente legittima e per opporvisi con dinieghi di tale ampiezza temporale (un mese), il Sindaco dovrebbe addurre ostacoli di urgenza e gravità tali (di ordine pubblico) da giustificare la compressione di un diritto politico. La raccolta delle firme, è attività funzionale all'esercizio di un diritto politico di alto rilievo costituzionale: esprime non solo la libera opinione di chi desidera che il procedimento di revisione costituzionale venga sottoposto al vaglio della volontà popolare, dopo l'approvazione parlamentare, come consente l'art. 138 Cost., ma suggella il procedimento stesso come garanzia di rigidità della Costituzione e superiorità rispetto alla produzione legislativa ordinaria, per cui rappresenta un vincolo di forma e di contenuto che non si può rimuovere se non raccogliendo ampio consenso nel Parlamento e nella popolazione, attraverso il referendum, quando si realizzano le condizioni per indirlo”.

Secondo il Comitato, il provvedimento del sindaco contiene “delle stupefacenti, indebite e inaccettabili valutazioni dell'iniziativa che si vuol vietare: si mostra di contrapporre le finalità del Giugno Aglianese - incentivare le relazioni personali e rinsaldare l'identità territoriale dei cittadini - a una 'iniziativa politica di parte tendenzialmente divisiva'. Ma l'esercizio di un diritto politico costituzionale non è un'iniziativa politica di parte, ovvero: il fatto che sia di parte (ma che i Comitati siano per il No è un dettaglio, tanto che il Sindaco mostra di voler vietare anche i comitati per il Sì), non può far degradare il diritto al di sotto delle intenzioni folkloristiche dell'amministrazione comunale. Qualificare come divisiva un'iniziativa politica equivale poi a scegliere, come farebbe un Podestà del ventennio, quali espressioni del pensiero culturale e politico hanno cittadinanza ad Agliana”.

Il Comitato di Agliana per il referendum costituzionale ritiene che sia divisivo, illegittimo e inaccettabile escludere per un mese, cruciale per la raccolta firme, dei tre mesi concessi per la campagna di raccolta iniziata i primi di aprile.

“Purtroppo il Sindaco ha dimostrato, con questa triste pagina, degna dei peggiori momenti della politica italiana, una totale insensibilità ai valori dell'ordinamento democratico costituzionale”.

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