PIANA

Sabato, 09 Febbraio 2019 19:16

Cantagrillo. Una fontana per ricordare le vittime delle foibe

La fontana intitolata ai martiri delle foibe La fontana intitolata ai martiri delle foibe

Il progetto ha recuperato piazza Biagini a Cantagrillo

di Gina Nesti

CASALGUIDI –  E' stata inaugurata oggi pomeriggio in piazza Brunello Biagini, a Cantagrillo, la fontana intitolata ai Martiri delle foibe. La fitta pioggia non ha fermato le tantissime persone che hanno assistito alla cerimonia che è stata accompagnata dall’inno d’Italia suonato dalla banda comunale, e la benedizione di don Alessio Tamanti.

Il sindaco Lunardi nel suo discorso inaugurale, ha parlato di pacificazione, di pace e della memoria di chi ha perso la vita. Ha parlato della Resistenza e del partigiano Biagini, fucilato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, e delle vittime delle Foibe.

L’amministrazione comunale ha riportato alla sua vocazione originaria la piazza centrale di Cantagrillo, che con il tempo era diventata solo una strada di transito, con questa operazione è stato ricreato un luogo d’incontro nel centro del paese. Nella realizzazione della piazza sono stati immaginati alcuni simboli: a nord sono stati realizzati dei vialetti in pietra che rappresentano le strade di accesso al paese; la fontana simboleggia la porta di ingresso e lo spazio a semicerchio formato dalle panchine indica il centro del paese, appunto la piazza, dove si riuniscono i cittadini.

Ma è anche un luogo della memoria: per ricordare gli italiani vittime della violenza dei partigiani slavi che, al termine della seconda guerra mondiale, sterminarono migliaia di nostri concittadini, gettandoli vivi nelle foibe. I vialetti sono quindi le strade di accesso alle molte foibe presenti nella zona del Carso. La porta rappresenta l'ingresso alla foiba e l'acqua che sparisce tra i sassi rappresenta le migliaia di vittime, uomini, donne e bambini, inghiottite dalle foibe. Lo spicchio di cerchio formato dalle panchine simboleggia invece il mondo, rappresentato dietro una cortina di luce formata dai faretti rivolti verso l'alto, che, all'epoca, osservò seduto, senza fare nulla per impedire la tragedia sofferta dagli italiani istriani.

“Una memoria per tanti anni dimenticata e stata recuperata e all’amministrazione non è sembrato contraddittorio mettere insieme in una piazza dedicata ad un partigiano ammazzato dalla violenza nazista mettere una fontana dedicata ai martiri ammazzati dalla violenza comunista- ha detto il vicesindaco Gorbi -. la violenza è violenza sempre e va combattuta. Sia l’intitolazione della piazza sia della fontana è per tutti insieme lottare e difendere la libertà la democrazia e la pace”.

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