PISTOIA

Giovedì, 29 Gennaio 2015 15:50

L'Istituto Raffaello sperimenta il modello di scuola 2.0 con Google App

di Luisa Lenzi

PISTOIA - Il mondo della scuola e in particolare il modo di studiare, interagire e comunicare sta rapidamente cambiando, grazie alle nuove tecnologie. A Pistoia pioniere di questa innovazione è l'Istituto Raffaello che ha presentato stamani Google Apps for Education, il sistema di comunicazione 2.0 sviluppato e attivo da settembre all'interno dell'istituto.

E' un metodo rivoluzionario se si pensa al classico modo di vedere lo studio, il rapporto comunicativo tra genitori, scuola e studenti, permettendo notevole risparmio di tempo e carta: “Il sistema ci ha permesso di eliminare l'uso della carta, semplificare il lavoro amministrativo e di usare il web per le circolari con i docenti che possono firmare le comunicazioni tramite email – spiega Franca Baglioni, dirigente delle Raffaello – Da settembre sono passate circa 55 mila mail. Ma non solo. Le app sono funzionali per la didattica e per le comunicazioni con i genitori: tre quarti delle famiglie ha già preferito questa modalità, ad esempio per iscrivere i figli, senza usare la classica iscrizione telefonica. Per ora abbiamo attivato il sistema su un gruppo pilota di studenti, ossia per due classi di terza media dell'Istituto Raffaello, una quarta elementare di Roccon Rosso e due quinte elementari di Nespolo e Bonelle. Ovviamente entro un paio di anni vogliamo riuscire ad estenderlo a tutti gli alunni”.

Il mondo Google Apps for Education è un universo che permette di coinvolgere gli studenti semplificando l'approccio allo studio attraverso mezzi che loro stessi usano già nel quotidiano. La dimostrazione è il sito internet #LIBERI e #UGUALI, realizzato con Google Site dal professore Alessio Arnese, dove gli alunni di due classi di terza media hanno a disposizione una raccolta di materiale sugli argomenti trattati a lezione, in questo caso i diritti umani: “Non abbiamo un libro di testo ma una raccolta digitale di romanzi, poesie e articoli creata da noi docenti – illustra Arnese – una sorta di antologia che non si potrebbe raccogliere in un semplice libro, dove i ragazzi trovano anche approfondimenti, esercizi e le ultime lezioni fatte in classe con la LIM (lavagna interattiva multimediale) in modo da poter continuare a casa il lavoro; abbiamo poi un canale Youtube dove vengono pubblicati i lavori degli alunni. Un sito didattico simile, sottoforma di cloud, è stato realizzato anche per la scuola primaria, dove troviamo una banca dati aggiornata, contenente tra l'altro mappe concettuali di grammatica, storia e geografia, consultabili dagli alunni e disponibili sempre, insieme alle esercitazioni svolte in classe. Riteniamo che questi strumenti siano fondamentali per consentire a tutti, nessuno escluso, di apprendere e sviluppare il senso critico, imparando a scegliere con attenzione le informazioni che abbiamo sul web”.

Nato inizialmente dallo scambio di idee tra genitori e docenti, preoccupati di fare arrivare le comunicazioni alle famiglie, ha trovato il contributo e il supporto, sia tecnico che finanziario, della Banca di Pistoia rappresentata da Alessio Fedi, responsabile area organizzazione nonché genitore di un alunno: “Noi lavoriamo da anni con il mondo di Google App che permette di condividere in tempo reale documenti e tutta una serie di attività davvero indispensabili. Abbiamo accettato volentieri di aiutare la scuola a realizzarlo, facendo richiesta durante l'esate a Google che già a settembre aveva fornito le app; abbiamo poi fatto formazione a circa cento tra personale docenti e amministrazione in modo da poter subito usare con facilità il nuovo strumento”. Il costo dell'operazione è davvero minimo considerando che Google fornisce gratis le app e che si parla di 40 euro ad utente l'anno per avere a disposizione un'infinità di utility; a breve, sempre grazie al contributo della Banca di Pistoia, la scuola si doterà di dieci portatili Chromebook per la didattica in classe. L'obiettivo finale è di estendere la dotazione degli account ad ogni alunno, creando una rete blindata all'interno della scuola sotto il dominio Istituto Raffaello, in modo da permettere la sicurezza delle comunicazione tra famiglie e amministrazione nonchè l'utilizzo del web da parte degli alunni.
Educare i ragazzi ad essere cittadini digitali e ad avvicinarsi alle tecnologie in modo intelligente è oggi più che mai una delle finalità formative di questa scuola 2.0.

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