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Area ex Ceppo, la risposta di Bartoli: "Mai votato il piano Cervellati"

Roberto Bartoli Roberto Bartoli

PISTOIA - Caro Nicola Ruganti, dalle mie parti, con espressione colorita, ma efficace, si direbbe: “cosa c’entra il culo con le quarant’ore?”.

 Inizia così la lettera che Roberto Bartoli ha inviato in risposta al post pubblicato ieri pomeriggio da Nicola Ruganti su Facebook e approfondito dalla nostra redazione nel quale si sottolineava come lo stesso Bartoli avesse votato per ben due volte a favore del piano Cervellati mentre oggi si sta battendo per la sua cancellazione. Il tutto a favore della costruzione di un grande parco cittadino, una specie di Central Park in miniatura, nell’area ex Ceppo.

“Anzitutto – scrive Bartoli rivolgendosi a Ruganti - considerata la Tua acribia storica e burocratica, voglio precisare che io non ho mai votato il piano Cervellati, che venne votato, cioè adottato, nel 2005 e approvato nel 12 febbraio 2007, quando non ero consigliere. Nel 2008, quando ero consigliere, adottai il piano del centro storico, che ricomprendeva all’incirca una decina di piani, quindi un piano dove quello Cervellati era una parte già approvata, e nel 2010 approvai le osservazione al piano del centro storico. Detto questo, certo che nel 2010 nulla dissi contro il piano Cervellati e certo che io adesso nel 2015 sostengo la necessità di un parco, e Ti spiego il perché. Ancora nel 2010 si poteva pensare a quell’operazione che Tu Ti accingi a votare. Ora nel 2015, dove la crisi è piena, la recessione conclamata, il mercato è tutto fermo, fare quell’operazione è un autentico suicidio, perché 18 milioni non saranno mai realizzati. Voglio dire di più: Tu stai pensando che nei prossimi anni tornerà un mercato immobiliare come quello che ci fu nel 2005, ed è un errore madornale, perché è ormai provato che quel mercato era gonfiato e fortunatamente non tornerà mai più a quei livelli. E non è un caso che il Comune di Prato abbia ottenuto dalla Regione la copertura della metà di quanto l’Asl dovrebbe ricavare nell’operazione del recupero dell’ex ospedale di Prato: di 43 milioni (i corrispondenti ai nostri 18), la Regione ne copre 23, come se a Pistoia, dei 18 milioni, la regione ne coprisse 10. Ma purtroppo a Pistoia 18 erano nel 2005, 18 erano nel 2010 e 18 sono nel 2015”.

Sempre nel merito del piano Cervellati, Bartoli sottolinea poi come l’idea di un parco cittadino rientrasse nei progetti iniziali dello stesso architetto autore del tanto vituperato piano.

“Aggiungo che proprio perché ho studiato il lavoro di Cervellati, l’idea di demolire tanto e farci un parco, è idea di Cervellati. Perché Cervellati nel 2000 propose tre progetti: uno minimale, tanta demolizione, compreso la c.d. parte nuova del vecchio ospedale, e parco; uno medio; e uno molto consistente che è quello adottato nel 2005. Quello consistente è anche quello che stai per approvare, io invece sono per tornare a quello minimale, visto che ormai tutto il mondo divide tra prima della crisi e dopo la crisi e descrive questa cesura come un cambio epocale. A questi problemi si aggiungono quelli di aver deciso di assumersi le opere di urbanizzazione, scelta del tutto nuova e inedita, con enormi rischi di copertura, che costituisce un autentico azzardo. I soldi verranno tutti dall’Europa, così dici, ricordando le parole del Sindaco Bertinelli. Io lo spero con tutto il cuore, ma permettimi perplessità, visto che fino ad oggi quanto ottenuto dai finanziamenti europei è pari a zero. E con soddisfazione ricordo che proprio quest’anno è stato istituito un ufficio apposito per reperire questi finanziamenti, come proponevo da anni.

La verità è che il mondo è cambiato e non pare Te ne sia accorto: Tu vuoi 18 milioni con un’operazione immobiliare destinata a privati (anche su questo ci sarebbe molto da dire, ma non voglio sollevare ulteriori polemiche), quando il mercato è fermo e Tu vuoi che il Comune sostenga le opere di urbanizzazione quando le casse comunali sono a pezzi. Anche perché quest’anno tornerai a votare per la seconda volta consecutiva un consuntivo in disavanzo di almeno 2,5 milioni, fatto mai accaduto in precedenza. Ma anche di questo avremo modo di parlarne, e presto. Ma soprattutto, per cosa? Solo per ottenere mediante l’alienazione di immobili altri immobili dove spostarci uffici e musei già allocati. Cosa ci guadagna Pistoia di nuovo e di diverso da quello che ha già? Assolutamente nulla, un rigirare mobili nella stanza, un vendere cose (sarà molto difficile) per ricomprarle subito dopo. Senza considerare che se villa Baldi Papini e i Macelli non saranno venduti, sono curioso di capire cosa ci si fa… Molto meglio un parco, eccome. In questo momento di crisi in tempi brevi si darebbe ai cittadini una ricchezza enorme, sarebbe un ritorno al passato che guarda al futuro: il parco è quanto di meglio si può dare a Pistoia nelle condizioni in cui viviamo, coi piedi in terra e lo sguardo lontano.

Nel 2010 il piano Cervellati aveva ancora un senso. Votarlo oggi è un errore enorme. Se Tu fossi un consigliere responsabile inviteresti il Sindaco a tornare a fare le trattative. Perché, come sai, alla fine carta canta e gli avvenimenti non si possono cancellare. È finito il tempo dei capi chini, mentre è iniziato quello dello stare al merito delle questioni, con coraggio, anche contro tutti, se necessario, perché poi alla fine quel che deve accadere accade e la propaganda o l’ideologia vengono smascherate dai fatti: vendita Breda docet”.

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