PISTOIA

Venerdì, 10 Marzo 2017 11:48

ChiantiBanca: si dimette il direttore generale Andrea Bianchi

PISTOIA - ChiantiBanca e il Direttore Generale Andrea Bianchi hanno deciso di comune accordo di concludere il rapporto di collaborazione.

Dopo 32 anni, durante i quali Bianchi ha percorso tutta la propria carriera all’interno della Banca e l’istituto è cresciuto fino a diventare una delle realtà bancarie regionali più importanti, Bianchi intende infatti intraprendere percorsi professionali autonomi.

“A nome di tutta la banca - ha detto il presidente di ChiantiBanca, Lorenzo Bini Smaghi - ringrazio il direttore generale Andrea Bianchi per il contributo che ha dato in tutti questi anni, dalla fusione tra Banca del Chianti Fiorentino e Bcc Monteriggioni fino all’incorporazione di Banca di Pistoia e di Banca dell’Area Pratese. Un percorso che ha consentito a ChiantiBanca di assumere una rilevanza di banca del territorio per l’intera Toscana”.

“Ringrazio il Presidente Bini Smaghi - ha detto Andrea Bianchi - e tutti i Consigli di amministrazione con i quali ho collaborato nei 18 anni durante i quali ho avuto la responsabilità di dirigere la banca. Ringrazio in particolare tutti i dipendenti e i collaboratori per la capacità che hanno dimostrato nell’integrare le cinque Bcc che hanno portato alla costituzione dell’attuale ChiantiBanca. Tutti insieme, l’abbiamo fatta crescere da piccola banca di paese a partner di famiglie, artigiani, imprese e fattore di sviluppo per l’intera Toscana. Dopo tanti anni, è arrivato il momento di cercare nuovi stimoli professionali e accettare nuove sfide”.

ChiantiBanca si è sviluppata dall’unione di cinque banche cooperative, passando dai sette sportelli dell’originaria Banca del Chianti Fiorentino ai 52 attuali. Oggi ha un capitale di quasi 10 volte rispetto a quanto aveva nel febbraio 1999, quando Bianchi divenne Direttore Generale. Il bilancio del 1998 chiudeva con un totale attivo di 217 milioni di euro, rispetto ai circa 3,7 miliardi attuali. La raccolta è oggi circa 3,1 miliardi di euro (era di 201 milioni di euro), mentre gli impieghi toccano i 2,6 miliardi (erano 129 milioni di euro). I dipendenti non superavano le 40 unità contro i 457 di oggi.

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