PISTOIA
Sabato, 24 Giugno 2017 17:38

"L'ultima annata", festa del vino dell'Alta Toscana a Palazzo Azzolini

PISTOIA – Due giorni dedicati al vino nell’anno di Pistoia Capitale della cultura.

Oggi e domani, nella sede della Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia (in via Roma 3), avrà luogo la degustazione libera dei vini della Toscana del Nord.

L’apertura della manifestazione è prevista per le 17 di oggi a Palazzo Azzolini, con una degustazione-aperitivo delle ultime annate.

Partecipano la Fattoria Mabra e le Colline San Biagio di Carmignano, la fattoria Betti del Montalbano, l’azienda agraria Marini di Pistoia, l’azienda agraria Marzalla di Pescia, Gino Fuso Carmignani e la fattoria La Torre di Montecarlo, le Terre del Sillabo delle colline lucchesi, la tenuta Maria della Versilia, Pierpaolo Lorieri di Massa e l’aziemda agraria Francesca Pascale di Fosdinovo.

Domani, domenica 25 giugno, dalle 12 alle 19,30, degustazione delle etichette delle ultime edizioni.

Le “Ultime annate della Rete dei vini dell'alta Toscana che saranno messi in commercio da giugno 2017. La Rete nata in collaborazione con la Cariptl, Mediocredito e Metadv, che insieme hanno curato il libro “L'urlo del vino, viaggio tra vigne e vigneron dell'alta Toscana”, è alla terza edizione del suo evento annuale che ripaga gli sforzi dei vigneron fortemente impegnati in una produzione di vini pregiati da “natura eqilibrata” .

Lo scopo principale della “rete dell'Urlo del Vino”, che ha come presidente il vitivinocultore Gino Fuso Carmignani, è l'aumento della visibilità di questi territori, un miglioramento delle vendite dei prodotti, la partecipazione a finanziamenti comunitari e alla gestione interna delle attività di promozione e commerciali.

Le imprese retiste svolgono le attività nel territorio dell’alta Toscana, delimitato a sud dall’autostrada A11 e a Nord dall’appennino Tosco-Emiliano. Il territorio coinvolto parte dal piccolo comune di Carmignano per arrivare fino a Massa Carrara, passando per le verdi colline pistoiesi e lucchesi. Si tratta di un territorio di grande valore enologico (e non solo), finora sostanzialmente poco conosciuto, che identifica geograficamente la cosiddetta Alta Toscana, ma che a tutti gli effetti rappresenta un’attraente e pregiata “Altra Toscana”, rispetto a quella nobile e giustamente celebrata del Chianti senese e fiorentino. In questo territorio ci sono grandi potenzialità, sapienti ed appassionati produttori, in grado di offrire prodotti di alta qualità e che, tuttavia, manca un nuovo sito di ospitalità italian style di pregio e una strategia complementare di accoglienza e servizi sul territorio rivolti ai visitatori.

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