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La biblioteca dell’Istituto storico della Resistenza si apre alla comunità

L'inaugurazione della biblioteca L'inaugurazione della biblioteca

di Guendalina Ferri

PISTOIA - “Una biblioteca si apre alla città”, è il nome del progetto dell'Istituto storico della Resistenza, presentato ieri mattina.

Il progetto prende vita dopo circa un anno e mezzo di lavoro, ed ha portato alla catalogazione e all’inserimento nella Redop di più di 5000 volumi di proprietà dell’Istituto. 

“La biblioteca in realtà esiste ed è aperta al pubblico già da anni - spiega Matteo Grasso, direttore dell’Istituto e curatore, insieme a Francesca Perugi, del progetto - ma non era mai stata inaugurata ufficialmente. Abbiamo pensato di farlo adesso, una volta concluso il progetto di catalogazione digitale: inserire la biblioteca nella Redop, la Rete documentaria della provincia di Pistoia, ci sembrava il modo migliore per valorizzarla”.

Da qui il nome del progetto: digitalizzare il catalogo, renderlo più facilmente fruibile a tutti, è per l’appunto un modo per far sì che la biblioteca si apra alla comunità.

Proprio sul concetto di comunità si interroga Roberto Barontini, presidente dell’Istituto, al momento dei saluti e dei ringraziamenti: “La comunità è qualcosa che ha un passato, un presente, un futuro. Il passato è un modo per cercare di capire il presente, che a sua volta è un modo per ipotizzare il futuro. Qui abbiamo il passato: le testimonianze, i documenti, i contributi di chi viene qui per dire qualcosa. Ma non ci dimentichiamo del futuro, ed è per questo che lavoriamo molto nelle scuole”.

La presenza e l’apertura di una biblioteca del genere, quindi, non può che favorire lo scambio d’informazioni, storie e testimonianze che sono alla base dell’identità del territorio: anche su questo si basa l’intervento di Paola Bellandi, presente a nome della Fondazione Caript, il cui appoggio al progetto è stato fondamentale. Non poteva mancare il saluto di Maria Stella Rasetti, coordinatrice della Redop, contenta di accogliere il materiale dell’Istituto all’interno della rete documentaria: le “risorse messe in comune – dice -, sono motivo di orgoglio e speranza”.

Dopo il taglio del nastro, i due curatori del progetto hanno accompagnato i presenti a visitare le stanze della biblioteca.

“I volumi catalogati sono oltre 5000 - spiegano - ma l’inventario, che comprende anche riviste e opuscoli, conta più di 8000 pezzi”.

I libri sono divisi per argomento: vi sono quelli che parlano della storia di Pistoia e della Toscana, quelli che invece approfondiscono le varie storie internazionali, le monografie, le biografie, i volumi che inquadrano determinati periodi o argomenti. La biblioteca è specializzata nella storia del Novecento.

“Qui siamo tutti volontari - dice Grasso, da un anno direttore dell’Istituto -. All’università ho studiato Storia contemporanea: come molti altri mi sono avvicinato all’Istituto per motivi di ricerca universitaria, visionando l’archivio mentre lavoravo alla tesi. Poi siamo rimasti, facendo ricerca e didattica: è qualcosa che ci piace, ci affascina”.

La biblioteca dell’Istituto storico della Resistenza è aperta il lunedì e il giovedì dalle 15,30 alle 18,30 e il martedì e il venerdì dalle 10 alle 12.  

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