PISTOIA

Venerdì, 17 Novembre 2017 17:53

Spaccio, don Biancalani: "il ragazzo ha sbagliato ma la droga non è un problema solo degli immigrati"

PISTOIA – “La strada chiama la strada e qualcuno può cadere in tentazioni, in scorciatoie, che non sono valide per nessuno, né per gli italiani né per i migranti”.

Un ragazzo ospite della parrocchia di Ramini, struttura di accoglienza gestita da don Massimo Biancalani, è stato arrestato giovedì 16 novembre durante un controllo antidroga in piazza della Resistenza. O.D.E è un cittadino della Repubblica del Biafra e residente da un anno nella struttura di accoglienza. E' stato colto in flagranza di reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Nella tasca del suo giubbotto gli investigatori della Mobile hanno trovato 10 grammi di marijuana e 260 euro in contanti.

“Piazza della Resistenza è un punto di ritrovo per tanti ragazzi – continua don Biancalani – e può succedere che qualcuno, più fragile degli altri, possa cadere in tentazioni. I nostri ragazzi arrivano da situazioni di grande disagio, lontano dalla famiglia, soli. E può succedere che incontrino, in strada, qualcuno che gli offra del “lavoro facile”. Il giovane arrestato è fragile e io non lo lascerò in mezzo alla strada”.

Il ragazzo è stato infatti posto in custodia nella struttura di accoglienza a disposizione del Pubblico Ministero Claudio Curreli. Durante la perquisizione alla stanza del 25enne la Polizia ha trovato un bilancino di precisione e una trita di marijuana.

“Non ho assistito all'operazione della Polizia in parrocchia ma so che la droga che hanno trovato in stanza è una dose minima. Aspettiamo il confronto con il giudice” continua Biancalani. “Ho accolto ragazzi che sono stati espulsi dai centri di accoglienza – dice il prete – toglierli dalla strada è l'unico modo per evitare che finiscano nelle mani di chi controlla la rete di spaccio delle droghe leggere tra Prato, Pistoia e Montecatini, la mafia nigeriana”.

E Biancalani sottolinea che le comunità di Ramini e Vicofaro aprono le porte a situazioni umane difficili e di profondo disagio, ogni giorno. “Le difficoltà che possono capitare in questo lavoro non ci devono distogliere dalla costruzione faticosa di percorsi educativi e formati” conclude Bianacalani. (i.l)

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