PISTOIA
Mercoledì, 14 Febbraio 2018 15:09

Sandro Bruschi: qualche precisazione per fare chiarezza sulle vicende della mia azienda, il Vivaio Bruschi

PISTOIA - Sulla vicenda del fallimento dei Vivai Bruschi, interviene lo stesso Sandro Bruschi, che traccia un quadro della storia dal suo punto di vista, dopo che negli ultimi giorni c'era stata una presa di posizione della Coldiretti. Una crisi che sembrava risolta con l'intervento della "Giorgio Tesi Group", ma mai completamente chiusa.

Ora Sandro Bruschi interviene in prima persona con una lunga riflessione.

Questo il testo integrale della sua lettera.

"Dopo alcuni giorni in cui le parti in causa hanno espresso il loro pensiero e le loro legittime interpretazioni, con il presente comunicato intendo fare chiarezza sui possibili sviluppi che possono interessare la mia azienda: il Vivaio Sandro Bruschi.

Come è noto, la mia azienda ha vissuto un momento di difficoltà che non ha trovato una lettura univoca con la conseguenza che le parti interessate non sono riuscite a trovare una soluzione per una composizione collettiva. Per quanto mi riguarda, già precedentemente all’accordo da me sottoscritto, ho effettuato diversi tentativi per individuare soluzioni di collaborazione e/o partnership dando la piena disponibilità ad ingressi esterni nella mia azienda ed alla condivisione di nuove e diverse modalità di gestione.

E’ mia radicata convinzione che, viste le caratteristiche strutturali che caratterizzavano la mia azienda, quel tipo di soluzioni avrebbero creato sinergie positive tra la mia azienda e tutti i creditori. Purtroppo, i comprensibili interessi individuali hanno, di fatto, impedito il raggiungimento di tali accordi.

Per le ragioni sopra esposte l’accordo sottoscritto con la Giorgio Tesi si è rivelato l’unico da poter valutare; il sig. Fabrizio Tesi è stato il solo imprenditore del settore che mi ha concretamente proposto una soluzione “articolata”. Per questo motivo non è affatto superfluo ringraziare la stessa azienda ed il Sig. Fabrizio Tesi. Questi ringraziamenti assumono ulteriore valenza se consideriamo le dichiarazione pubbliche rilasciate negli ultimi giorni dallo stesso Tesi in ordine alla manifestata disponibilità di rivedere l’accordo sottoscritto, per renderlo il più possibile funzionale al soddisfacimento delle ragioni dei creditori coinvolti.

Una volta di più mi preme sottolineare che sin da subito ho pensato che il mio insuccesso dovesse gravare nella misura minore possibile su coloro che, per tanti anni, mi hanno consentito di crescere e di diventare una importante realtà del distretto. Solo per questa ragione ho sacrificato tutto quello che avevo con fatica costruito negli anni, tutto il patrimonio aziendale nonchè i miei beni personali che sono stati messi a disposizione dei creditori.

Non senza alcun rammarico ho potuto riscontrare che i creditori hanno intrapreso le più diverse strade per vedere, seppur legittimamente, tutelate le proprie singole ragioni di credito.

Alcuni hanno pensato di “avvantaggiarsi” iscrivendo ipoteche su beni liberi e, dunque, decretando, di fatto, l’impossibilità per la mia azienda di proseguire la normale collaborazione con gli istituti di credito; altri hanno formalizzato il pignoramento dei crediti relativi agli accordi sottoscritti con il sig. Tesi; altri ancora – contrariamente ad ogni logica di settore – hanno ritenuto che la soluzione migliore fosse quella di vedere decretato il fallimento di una impresa agricola. Per quest’ultimo motivo hanno proposto istanza di fallimento e, una volta che il Tribunale di Pistoia ha sancito la non fallibilità della mia impresa agricola, hanno ritenuto doveroso impugnare quel provvedimento.

Insomma: contrariamente a quanto si cerca di far credere all’opinione pubblica non si è mai formato un “tavolo univoco” che potesse riallineare le varie azioni già in atto in maniera tale da individuare una soluzione percorribile e satisfattiva per tutti i soggetti coinvolti.

A dispetto di quanto più volte letto e sentito dire, nonostante le innumerevoli difficoltà di gestione ed i continui nuovi ostacoli generati dalla pluralità della azioni promosse nei miei confronti, è stata ormai da diversi mesi avviata un’approfondita analisi per individuare la migliore soluzione da proporre ai creditori; ciò nonostante, ancora oggi, devo destinar energie e risorse finanziarie per difendermi nell’ambito di un procedimento teso a far decretare il fallimento di una impresa agricola.

Mi ha fatto piacere, nei giorni scorsi, apprendere che la mia azienda ha avuto una riabilitazione postuma anche da parte del Comitato dei creditori (“la Bruschi era una bella azienda con una bellissima produzione – con una buona logistica – ed un buono staff commerciale” questo si legge sugli articoli apparsi in questi giorni sugli organi di stampa locali).

Questo concetto sembra tutt’oggi confermato, almeno in buona parte, dal fatto che I valori della azienda Bruschi sono stati salvaguardati proprio grazie all’accordo a suo tempo sottoscritto con il sig. Tesi. Adesso l’elemento di novità ulteriore è rappresentato dalla sensibilità e dalla disponibilità di Fabrizio Tesi per favorire la modifica di tale accordo: è stata formalizzata la disponibilità concreta a rilasciare compendi facenti parte del complesso oggetto di contratto. In pratica beni immobili ricompresi nei contratti, in presenza di concrete richieste e/o manifestazioni di interesse da parte di soggetti interessati, potranno essere liberati celermente dal vincolo esistente.

Il valore di tutti i beni - sulla base delle recenti perizie estimative redatte dai periti incaricati – è ancor oggi di consistenza tale da prevedere elevate percentuali di soddisfacimento per i creditori. Naturalmente anche in questo caso, pur non essendo un esperto, credo che le ragioni degli stessi creditori debbano essere ricondotte in un contesto di omogeneità di trattamento e di tutele condivise, onde evitare che alcuni si avvantaggino sulla base degli atti già compiuti a tutela dei loro singoli crediti.

Solo in questo modo la ricerca di una soluzione alla complessità della mia vicenda professionale potrebbe rappresentare un’utile traccia per regolamentare analoghe situazioni di difficoltà di aziende appartenenti ad un settore che ha evidenti caratteristiche agricole ma che purtroppo, nelle modalità di gestione, sempre più deve tenere conto delle difficoltà dei mercati e della competizione".

Sandro Bruschi

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