PISTOIA
Giovedì, 14 Giugno 2018 09:54

Perde una falange durante l'alternanza scuola lavoro

Sindacati e organizzazioni studentesche chiedono più sicurezza

MONTEMURLO – Si trovava in un’officina meccanica per l’alternanza scuola lavoro, quando il macchinario a cui stava lavorando gli ha amputato la falange dell’anulare. È accaduto ieri mattina a un 17enne che frequenta l’I.T.T. "Fedi - Fermi" di Pistoia.

“Serve maggiore accortezza – ha commentato Emilio Testa, segretario generale della Fiom Cgil di Prato –. Le regole vanno rispettate scrupolosamente, deve essere sempre presente un tutor che segua i ragazzi, soprattutto in ambienti e lavori potenzialmente pericolosi”. Importante, quindi, sensibilizzare scuole e aziende. Soprattutto considerando che il caso del ragazzo dell’ITIS è già il secondo nell’ultimo mese, in Italia.

“Il progetto di alternanza scuola lavoro dovrebbe essere un percorso didattico alternativo, che dovrebbe educare al valore del lavoro – ha ribadito la Rete degli Studenti Medi, commentando l’accaduto. - Mettere gli studenti in situazioni rischiose o in condizioni di sostituzione di mano d’opera non fa che accentuare una formazione basata sullo sfruttamento e sulla precarietà”.

Intanto lunedì 18 giugno Fiom Cgil, Flc Cgil e la Rete degli Studenti Medi s’incontreranno per iniziare insieme un percorso che possa individuare orientamenti per la realizzazione di validi percorsi di alternanza scuola lavoro.

Dure le parole di Mauro Fuso di  Cgil Toscana. “Inammissibile e inconcepibile, un fatto gravissimo indipendentemente dall'entità dell'infortunio. Nella Toscana così attenta ai temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, le Istituzioni devono ripensare percorsi e formazione dell'alternanza scuola lavoro. Se non si interviene prontamente, e questo vale anche per le imprese e le loro associazioni, ci si arrende all'irresponsabilità e alla teoria degli incidenti. Non si tratta mai del caso e soltanto formazione e prevenzione possono favorire una nuova cultura della sicurezza sul lavoro. L'alternativa è aspettare che ci sia il morto e piangere così l'ennesima vittima di un ‘incidente’. Agire subito è indispensabile e la Regione Toscana attraverso i suoi poteri deve farlo prontamente con un intervento diretto, preciso e inequivocabile”.

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