PISTOIA

Mercoledì, 18 Luglio 2018 11:01

In sala consiliare arriva il crocifisso: è polemica

Un lungo dibattito che ha diviso anche consiglieri di uno stesso partito

di Guendalina Ferri

PISTOIA – Alla parete della sala di Grandonio, nella quale si riunisce il consiglio comunale, verrà appeso il crocifisso. L'ha deciso il consiglio stesso, ieri pomeriggio, dopo una lunga discussione partita da una mozione della Lega.

Crocifisso inteso come simbolo culturale, prima ancora che religioso. “Un simbolo universale di libertà, uguaglianza e tolleranza”: da questa definizione è partito il consigliere Gori per presentare la propria mozione. Un modo per ribadire le origini, in primo luogo culturali, del Paese e della città. Ma il consigliere ha parlato anche di contrasto all'islamizzazione.

Il dibattito ha spaccato in due il consiglio. E l'ha fatto al di là della contrapposizione tra minoranza e maggioranza: voci pro e contro alla mozione della Lega si sono fatte sentire anche all'interno di uno stesso schieramento. E anche all'interno di uno stesso partito: Pagliai non ha seguito il resto di Forza Italia e ha votato contro; all'interno di Pistoia Concreta Menichelli ha votato contro, Raso a favore; anche Galligani ha votato per il no e Sgueglia si è astenuto, mentre il resto di Fratelli d'Italia ha votato a favore. Il sindaco stesso non ha partecipato alla votazione. 

Un consiglio comunale lungo: le comunicazioni all'inizio hanno toccato più argomenti, tra i quali la Giostra dell'Orso – l'assessore Sabella ha fatto il punto sul nuovo regolamento –, il Blues e un primo bilancio sull'evento, la situazione dei vigili urbani, “con i quali – ha chiarito il sindaco Tomasi, all'indomani dello sciopero del 14 luglio – c'è una discussione aperta, per cercare di trovare una soluzione”. Ed è stata bocciata la mozione della consigliera Nuti (Pistoia Spirito Libero) che proponeva di tenere aperti con regolarità chiese e palazzi privati: “per un progetto simile serve personale adeguato – ha spiegato l'assessore Sabella. - Chi starà nella chiesa o nel palazzo dovrà essere preparato, dovrà essere in grado di spiegare ai turisti cosa stanno osservando”. Anche per questo i costi della scelta sarebbero elevati. “Possiamo prelevare dal tesoretto dell'imposta di soggiorno, che è partita il primo luglio scorso. Bisognerà però aspettare - ha commentato Sabella -  i tre mesi minimi, quindi indicativamente intorno a metà ottobre”.

Ma l'argomento più dibattuto è stato senz'altro quello del crocifisso in sala consiliare. “Non credo che la croce abbia necessità di battaglie in sua avversione o in suo favore per rimanere simbolo dei simboli – ha scritto stamani il consigliere Sgueglia, che si è astenuto, sul suo profilo Facebook. - Quando siedo al mio posto servo lo stato italiano e i suoi cittadini, che prima di essere cattolici o meno sono prima di tutto italiani”.

“Anche chi professa un’altra religione o si dichiara ateo non può negare o mettere in dubbio di vivere in un contesto culturale fortemente caratterizzato dal cristianesimo e dal messaggio evangelico – è intervenuta la consigliera Bardelli (FdI). - Per coloro che appartengono ad un’altra tradizione culturale e religiosa il crocifisso appeso in luogo pubblico è un invito a conoscere e rispettare la cultura italiana, di cui il cattolicesimo è parte integrante, condizione imprescindibile per l’integrazione nel nostro Paese”.

La mozione è stata approvata con 13 voti favorevoli (Pelagalli FdI, Capecchi FdI, Bardelli FdI, Sicari FdI, Checcucci FdI, Vannelli FdI, Bojola e Manchia FI, Raso Pistoia Concreta, Calzorali Amo Pistoia, Cerdini, Mazzeo e Gori Lega) 6 contrari (Menichelli Pistoia Concreta, Tripi Pd, Cotti Pd, Maglione M5S, Galligani FdI, Pagliai FI), 4 astenuti (Sgueglia FdI, Tuci Pd, Nuci Pistoia Spirito Libero, Gelli Pistoia Concreta) . Così, per ribadire le origini storiche e culturali della città, tra gli affreschi della sala duecentesca troverà presto posto anche il crocifisso.

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