PISTOIA

Sabato, 28 Luglio 2018 12:13

Polveri sottili 4 volte oltre il limite a Bottegone e Quarrata

Allarmanti i dati che emergono dal report di Legambiente Quarrata

di Guendalina Ferri

PISTOIA – Fasce colorate sulle tonalità del giallo che diventano via via più scure, fino a stringersi attorno a una macchiolina marrone. Pistoia è così rappresentata all'interno del report di Legambiente Quarrata che evidenzia le allarmanti concentrazioni di polveri sottili nella piana: più è chiaro il colore, minore è la quantità di polveri. Il giallo tenue del centro di Pistoia cede il passo a quello ocra di Montale, mentre già intorno a Agliana si può osservare un marrone che si scurisce decisamente su Quarrata. Infine, la piccola macchia color marrone scuro: Bottegone.

“I dati che abbiamo raccolto, relativi al periodo tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo 2018, sono in linea con quelli riportati anche dalle centraline dell'Arpat”, spiega Daniele Manetti, presidente di Legambiente Quarrata.

I dati dell'analizzatore sperimentale dell'associazione, che si trova all'altezza del semaforo di Olmi, sono stati infatti confrontati con quelli dello strumento di Arpat situato a Montale. E quel che ne emerge è un quadro allarmante, con concentrazioni di polveri nell'aria che risultano spesso ben al di sopra del limite medio annuale – fissato per legge a 25 microgrammi su metro cubo –, con picchi che toccano i 100 microgrammi su metro cubo. Una situazione così critica, in Toscana, si registra solo nella zona di Capannori.

I dati peggiori riguardano appunto Quarrata e, soprattutto, la frazione di Bottegone.

“Questo è dovuto a una serie di fattori: ad esempio alle condizioni meteo sfavorevoli, come la persistenza di alta pressione e l'assenza di vento. L'aria, schiacciata al suolo, trattiene le polveri sottili in una zona limitata” prosegue Manetti. Condizioni che si concentrano appunto sull'area più scura della mappa.

Non che le polveri sottili vengano rilasciate solo in quella zona, anzi: ma da altre parti della provincia tendono a fluire verso la zona di Bottegone e di Quarrata, e a rimanervi.

“È un bel problema – insiste il presidente di Legambiente – perché le polveri sottili sono potenzialmente cancerogene”.

Le cause dell'inquinamento sarebbero da ricercarsi, in ampia misura, nella combustione di biomasse: caminetti, pellet, ma soprattutto abbruciamenti nei campi. Il report di Legambiente attribuisce a questi circa il 42% della responsabilità. Nell'elenco delle cause segue il traffico (15%), mentre l'inceneritore di Montale sarebbe responsabile solo per il 4.8%.

Le criticità della situazione sono state sottolineate da Legambiente nel corso di una riunione tecnica, lo scorso 29 giugno. E lì l'associazione ha delineato alcune delle strategie che potrebbero essere adottate per ridurre la concentrazione di polveri sottili nella piana.

“Il comune di Quarrata ha accolto la nostra proposta di utilizzare le casse di espansione della Querciola, in località Olmi, e di Pontassio per la realizzazione di parchi fotovoltaici”, spiega Manetti: tant'è che nel nuovo piano operativo del comune appare proprio la possibilità per le casse di espansione di “accogliere strutture ed impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”. Ovviamente resta da capire come realizzare il progetto. E con quali fondi.

“I finanziamenti potrebbero arrivare dalla Regione Toscana, con la quale c'è una collaborazione positiva e che era presente alla riunione tecnica del 29 giugno”, sottolinea Manetti. Finanziamenti che potrebbero servire per dare un colpo anche alla causa principale dell'inquinamento dell'aria: gli abbruciamenti nei campi.

“Anche su questo abbiamo il pieno appoggio della Regione. Nel corso della riunione, il dottor Simone Randelli, tecnico del BioDistretto, ha descritto un'esperienza che va avanti da anni nella zona del Chianti: si tratta di realizzare compost a partire dagli scarti e dai residui di potatura, che vengono triturati e fatti fermentare. Gli agricoltori otterrebbero così un concime naturale, risparmiando sull'acquisto di compost industriali. E la qualità dell'aria ringrazierebbe - conclude Manetti. La chiave, dunque, sarebbero i finanziamenti della Regione Toscana, ancora da assegnare. - Ma se non vengono destinati a una zona così critica, a chi dovrebbero andare?”.

Naturalmente la questione è anche a monte: Legambiente sta cercando il modo di sensibilizzare la popolazione, di far capire quanto possano essere inquinanti certi comportamenti. Gli abbruciamenti, sì, ma anche semplicemente il traffico intenso che si registra in certe aree della piana. “Lo abbiamo sempre fatto, ma adesso proveremo a fare di più, parlando con la gente e spiegando cosa c'è da migliorare – spiega Manetti. - Da un po' di tempo abbiamo iniziato un percorso con le scuole di Quarrata. È da lì che dobbiamo partire”.

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