PISTOIA

Venerdì, 11 Gennaio 2019 14:30

Pistoia, freddo nelle scuole: centinaia di studenti in corteo

Nuove caldaie per sette istituti della provincia di Pistoia

PISTOIA - "Noi in Siberia e la Provincia al calduccio": è uno dei tanti cartelloni della manifestazione. 

"Ancora una volta si rientra dalle vacanze di Natale e le aule sono fredde. Non perché non ci sono i soldi ma perché manca l'attenzione per i ragazzi. Basterebbe accendere il riscaldamento il 2 di gennaio, ma non viene fatto. Più ci chiudete le porte in faccia e più ci piazzeremo davanti al portone". 

Dario Baldassarri, presidente della Consulta degli studenti, si rivolge direttamente alla Provincia di Pistoia. "Non c'è attenzione dell'amministrazione provinciale verso la scuola e verso gli studenti", dice poi agli oltre 300 ragazzi che lo ascoltano urlando e battendo le mani in piazza San Leone, davanti alla sede dell'Ente. E prosegue: "Andremo a Roma".

Stamattina gli studenti della provincia di Pistoia sono scesi in piazza per manifestare contro il freddo nelle scuole. "Rompiamo il ghiaccio", il nome della protesta portata avanti dalla Consulta degli studenti e dai rappresentanti degli istituti. E alle 9 del mattino in piazza San Francesco di studenti ce n'erano a centinaia. Striscioni, cori, musica, salti. Una bandiera dell'Europa, una bandiera dell'Italia. 

Scortati dalla Polizia, il corteo è partito e ha fatto tappa davanti alle scuole del centro: liceo Forteguerri, istituto Pacinotti, istituto Pacini. Per poi proseguire in via del Can Bianco e raggiungere piazzetta San Leone. "Non è possibile fare lezione quando in classe ci sono 10 gradi" dice Giulia del liceo artistico.

E le fa eco Alessia, rappresentante d'istituto del Fedi-Fermi: "Più di 40 classi in sede, e i riscaldamenti se vanno, vanno poco e non riscaldano abbastanza. Ci sono aule e laboratori dove la temperatura segna dai 7 agi 9 gradi. Nessuna classe raggiunge i 18 come da legge. E' una cosa impossibile da sopportare, sei ore seduti a un banco con 9 gradi non è possibile". 

Un problema, quello del freddo nelle scuole, che ogni anno si ripresenta. E gli studenti lo dicono chiaramente: sono stufi di fare lezione con il cappotto. Qualcuno ieri ha portato in classe delle coperte. E per protesta, durante il corteo, c'è stato anche chi si è spogliato di cappotto e maglione. "Fa più caldo così che a scuola", ha scritto sul petto. 

La Consulta è stata poi ricevuta dalla consigliera provinciale con delega all'edilizia scolastica Marzia Niccoli che ha sottolineato come le parole di Baldassarri, soprattutto quelle in riferimento alla mancanza di attenzione dell'ente, non corrispondano alla realtà.

"Per noi la scuola rappresenta una priorità e mi dispiace aver sentito delle affermazioni che dicono il contrario - ha detto Niccoli - Non è vero che non c'è attenzione della Provincia sulle problematiche delle scuole, l'abbiamo dimostrato e lo stiamo dimostrando". 

Circa alla mancanza di riscaldamento in alcune scuole il 7 gennaio, il giorno di ritorno dalle vacanze degli studenti, Niccoli evidenzia che "nessuna comunicazione è arrivata alla Provincia del disagio". 

Nel documento unico di programmazione approvato il 7 dicembre 2018, la Provincia ha previsto la sostituzione delle caldaie in diverse scuole e interventi sul conto termico.

"Come ho già detto i tempi sono lunghi, non è che dall'oggi al domani possono essere sostituite le caldaie. Questo è impossibile, ci vuole pazienza. La Provincia non naviga nell'oro, siamo in difficoltà ma abbiamo cercato il possibile". 

Circa il riscaldamento Niccoli sottolinea che "abbia saputo di problematiche nelle scuole solo martedì. E ci siamo attivati subito. Ieri mattina è stato effettuato un sopralluogo sia da parte mia che dei tecnici nelle scuole, siamo stati all'Iti e abbiamo potuto verificare con il termometro che la temperatura variava dai 17 ai 20 gradi. In alcuni laboratori effettivamente c'erano 16 gradi e mezzo. Ma se viene lasciata la porta aperta ovviamente non ci può essere una temperatura alta. Stamattina non ci sono problematiche. E' chiaro che le caldaie sono vecchie e per questo ci siamo organizzati per effettuare le sostituzioni che interessano sette scuole. I ragazzi quando vogliono sanno che siamo a disposizione, hanno i numeri di telefono, non c'è chiusura".

Continua il dirigente Renato Ferretti evidenziando "che le scuole del territorio, proprio perché risalenti agli anni Sessanta-Settanta, non sono costruite secondo i principi del rapporto energetico e che quindi i problemi derivano anche dal fatto che spesso nelle aule i termosifoni non garantiscono l'adeguata resa rispetto ai locali. I caldaisti in servizio alla Provincia sono 3 per 35 plessi scolastici". (i.l)

 

 

 

 

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