PISTOIA

Lunedì, 11 Febbraio 2019 16:28

Pistoia, “Una corsa per la vita” al Teatro Bolognini

Per “imparare” la prudenza alla guida

di Emiliano Nesti

PISTOIA – Questa mattina, presso l'Istituto Barone Carlo de Franceschi - Antonio Pacinotti è stata presentata la seconda fase dell'evento “Una corsa per la vita”, gara campestre corsa a dicembre, arrivata alla trentacinquesima edizione del trofeo Bianchi – Tempifreschi, in ricordo dei tre studenti dell'istituto, Enrico Bianchi, Rossana Tempifreschi e Luca D’amico, morti in un incidente stradale.

La seconda parte di questo progetto si svolgerà il 13 febbraio alle ore 10, presso il Teatro Bolognini di Pistoia, con la proiezione di cortometraggi sulle disattenzioni e l’uso dei cellulari durante la guida: un' iniziativa di riflessione e di studio sul tema dell’educazione stradale e, in particolare, sull’etica dei comportamenti ed il rispetto delle regole.

L'iniziativa si svolgerà con la collaborazione della Polizia Stradale e della Polizia Municipale di Pistoia. Presenti alla presentazione Paolo Bernardi, preside dell'Istituto, Monica Pisaneschi professoressa di Scienze Motorie, Eugenio Fagnoni presidente della Fondazione Agraria Barone De Franceschi e Lucia Giachini dell'ufficio Sport educazione stradale e corretti stili di vita. “Innanzitutto - commenta il preside - ringrazio la professoressa Monica Pisaneschi, anima di questo progetto e il presidente della Fondazione Agraria Barone de Franceschi, il professore Eugenio Fagnoni, sempre disponibile per supportare e per promuovere queste iniziative. Un grazie alla dottoressa Giachini dell'ufficio scolastico provinciale, per il suo importante ruolo di coordinamento. Il progetto – spiega Bernardi - ha avuto già una sua prima fase, quella della corsa campestre, che ha avuto luogo il 13 dicembre, con un percorso svolto interamente all'interno del nostro istituto. La possibilità di esercitare una manifestazione sportiva così importante nella nostra scuola penso sia una cosa unica.

La seconda parte del progetto invece è più connotata allo spirito che ha portato alla nascita della manifestazione, ovvero la sicurezza stradale. Un'istituzione scolastica deve avere, e in questa situazione lo ha in maniera eccellente, un ruolo fondamentale nell'educazione delle giovani generazioni. Diffondere e condividere la cultura, gli obbiettivi della sicurezza e tutto ciò che è legato alla prevenzione di quelli che possono essere gli incidenti e gli infortuni stradali, è fondamentale partendo proprio dai giovani. I ragazzi, trovandosi in un'età che li porta ad acquisire nuove forme di autonomia, devono essere ben consapevoli che, inserendosi in maniera responsabile in un contesto come quella della circolazione stradale, è necessario che sappiano gestire la propria e l' altrui sicurezza. Sappiamo che il bilancio a livello locale, nazionale e mondiale è terribile, quindi cosa di meglio di una formazione educativa, perchè affrontino in maniera consapevole tutti questi rischi e tutte queste situazioni, facendo vedere come la strada e la circolazione sono un'opportunità e una ricchezza ma con la consapevolezza di assumersi dei conseguenti comportamenti.”

“La fondazione ha sempre supportato e ritenuto opportuno sostenere come sponsor principale questa iniziativa – spiega Eugenio Fagnoni - credendo in uno slogan semplice, 'Imparare per crescere'. Se i nostri ragazzi imparano come comportarsi sulla strada, allora crescono anche come cittadini consapevoli. In primo luogo perchè le vittime per gli incidenti stradali sono in crescita e non in flessione, c'è chi ci lascia la vita o rimane disabile. Inoltre per fare in modo che i ragazzi abbiano questa conoscenza, con la consapevolezza che la strada non è soltanto di uno, ma di tutti, con delle regole da rispettare. L' incontro di mercoledì - conclude il presidente della Fondazione - si arricchisce ancora di più di contenuti, con la presenza di un responsabile di una Onlus e di un giovane che porta su di sè le conseguenze di un incidente stradale”.

“Sport, educazione stradale e corretti stili di vita – spiega la dottoressa Lucia Bachini - credo sia la perfetta sintesi di questo progetto. L'incidente stradale è la prima causa di morte giovanile, con circa il 18%, molto spesso per distrazione e per leggerezze, come l'uso del cellulare, l'abuso di alcool e l' eccessiva velocità. Sono convinta che lo sport può incidere, perchè nell'educazione sportiva scolastica e non agonistica, quello che cerchiamo di dare ai nostri ragazzi, sono principalmente le regole e il rispetto. Grazie al suo supporto la Fondazione aiuta a mantenere vivo e non far mai cadere l' attenzione di questo tema”.

“Sono trentacinque anni che proseguiamo questo progetto - spiega la professoressa Monica Pisaneschi - iniziato proprio da questa scuola, dal volere di Enzini, preside che in quegli anni dirigeva questo istituto quando ci fu l'incidente stradale che portò la morte di questi tre ragazzi che frequentavano questa scuola. Abbiamo iniziato questa attività prima solo con la corsa campestre per poi successivamente, con la collaborazione in un primo momento dell'Aci, inserendo questa attività di prevenzione chiamata “sulle ruote con la testa”. La collaborazione è stata ripresa poi con la Polizia Stradale e Polizia municipale, che mercoledì al Teatro Bolognini interverranno illustrandoci cortometraggi e foto di incidenti, tra cui l'ultimo mortale avvenuto su Pistoia, con la morte di due ragazzi. Ci sarà l'intervento di una associazione 'Tutto possibile Onlus' con la presenza e testimonianza di Gabriele Lattanzi, un ragazzo che in seguito ad un incidente per un colpo di sonno, è rimasto disabile. Quest'anno ci sarà anche una novità: un sondaggio, realizzato in due fasi, su ciò che i ragazzi hanno appreso e memorizzato prima e dopo l'evento di mercoledì”.

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.