LOCANDA ZACCO
Ristorante - Bed & Breakfast 
Basterebbe la posizione di per sé a promuovere a pieni voti la Locanda Zacco. Scendi dall'auto e ai tuoi piedi c'è la bellissima distesa della Valdinievole e la profondità della piana che va verso Fucecchio, Empoli e Firenze. Magnifico. Il resto, dà sostanza alla prima impressione. La locanda si trova nel comune di Marliana, a 800 metri di altitudine e ad una manciata di chilometri da Montecatini, lungo la strada che tagliando boschi e foreste, raggiunge Prunetta per poi inerpicarsi verso Abetone. Un gioiello incastonato in un mare di verde antico, ricco di bellezza e di storia. Come la locanda. Il ristorante, a conduzione familiare, dispone di una sala principale riscaldata in inverno da un caratteristico caminetto e di una graziosa veranda, per una capienza complessiva di circa 60 persone; in estate invece, il giardino esterno permette di gustare le nostre ricette immersi nella naturale tranquillità della montagna, in un ambiente unico e suggestivo. Il menù della locanda varia ogni settimana, seguendo i cambiamenti che la natura offre nelle varie stagioni dell’anno. Menù ricco e variegato. Gli antipasti, oltre ad un’ampia selezione di affettati e formaggi offrono una scelta di terrine calde, con formaggio fuso in forno, abbinati a frutta, verdura e affettati. Le nostre specialità sono le paste fatte in casa: a partire dai tortelli, con ripieni che variano in base alle stagioni (castagne, zucca, funghi porcini etc.), passando per gli spaghetti, maccheroni e tagliolini, senza dimenticare i risotti o le zuppe nei periodi invernali. In Toscana naturalmente non può mancare la carne; filetti di manzo all’Alpina, o con salsa di Chianti, maialino di latte al forno e prosciutto arrosto sono solo alcuni esempi delle proposte che è possibile trovare. Oltre alla ristorazione la Locanda Zacco offre ai suoi ospiti la possibilità di sostare più a lungo, utilizzando una delle camere, così da godere a fondo l’ambiente confortevole e la tranquillità naturale circostante. E le camere sono davvero un tocco di classe.
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LOCANDA ZACCO - Ristorante Bed & Breakfast
Via Mammianese 49 Loc. "Goraiolo" Marliana PT / tel. 0572.698028

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Vacanze a piedi? Come preparare lo zaino in 10 mosse

Adnkronos - Vacanze a piedi? Per chi quest'estate ha scelto di cimentarsi con l'avventura di un cammino, la prima regola è sapere cosa mettere o non mettere nello zaino, la 'valigia del camminatore' che, se ben fatta, può fare la differenza.

Il segreto per uno zaino intelligente? Scegliere l'essenziale, e scoprire così "che abbiamo bisogno di ben pochi oggetti per vivere in cammino, una consapevolezza che cambierà per sempre il nostro modo di vivere", spiega Luca Gianotti, coordinatore della Compagnia dei Cammini, associazione no profit di turismo responsabile che dal 2010 propone proprio viaggi in cammino.

Ed ecco i suggerimenti per fare uno zaino intelligente in 10 semplici mosse. Primo: occhio alla taglia. Lo zaino è come un vestito, deve essere su misura: da uomo o da donna e, a seconda della corporatura, di taglia large, medium o small. Secondo: puntare sulla leggerezza. Si può infatti scegliere uno zaino con uno peso specifico leggero perché, anche per il viaggio più lungo, non bisogna portare mai più di 13-14 chili. Per un cammino di più giorni, senza sacco a pelo né tenda, anche un 40-45 litri può andar bene; in caso di cammino con sacco a pelo e tenda, meglio un 55 litri

Attenti alle spalle: L’imbottitura degli spallacci e della cintura in vita deve essere spessa e il peso sarà suddiviso tra spalle e cintura. Gli spallacci servono soprattutto per tenere lo zaino attaccato alla schiena ed evitare che si muova, perché ogni movimento inutile dello zaino consuma energia e va quindi evitato. Per questo bisogna collegare i due spallacci con l’elastico sopra il petto, di cui ormai quasi tutti gli zaini sono dotati. La cintura, invece, deve essere stretta il più possibile, poco sopra le anche.

Fare una lista è la regola da seguire per non improvvisare e riempire lo zaino inutilmente. Per questo può essere utile, dopo ogni cammino, verificate quello che è stato o non è stato usato e aggiornate la lista, che si perfezionerà così nel tempo, elencando anche ciò di cui si è sentito la mancanza per non dimenticarlo la prossima volta.

Risparmiare sul peso: meglio rischiare che manchi qualcosa, piuttosto che voler prevedere tutti i rischi. Gli imprevisti fanno parte del viaggio. Vale quindi la regola dello stretto necessario: portare piccole confezioni di sapone, dentifricio, medicinali indispensabili e lasciare a casa i cosmetici, tranne la crema solare. Per quanto riguarda l'abbigliamento, il consiglio è di non portate un cambio al giorno: c'è sempre la possibilità di fare bucato, anche in mezzo alla natura più selvaggia.

Un consiglio speciale: come cuscino si può usare una sacca di cotone riempita con i vostri abiti puliti. Quali generi alimentari portare? Solo una piccola riserva di cibi d’emergenza, leggeri, come barrette e qualche snack dolce e salato. Accessori: macchina fotografica, binocolo, libri di botanica, lente d’ingrandimento, acquerelli sono gli strumenti di chi coltiva passioni particolari a cui vuole dedicarsi anche durante il viaggio. Basta decidere se vale la pena sopportare più peso o no. Ma in uno zaino ben fatto, ci stanno anche gli strumenti per dedicarsi alla passione preferita.

Una volta definito cosa portare, è giunto il momento di bilanciare il peso facendo attenzione a riempire correttamente lo zaino in modo da abbassare il più possibile il baricentro: gli oggetti più pesanti devono stare al centro, vicino al corpo, e in basso. Prestate poi attenzione alla simmetria dello zaino, distribuendo il peso in modo equo, evitando di caricare una borraccia con l’acqua in una delle tasche laterali e regolando gli spallacci alla stessa altezza per vedere se tutto è in equilibrio

Al ritorno dai primi viaggi a piedi, svuotare lo zaino dividendo il contenuto in tre gruppi: le cose che si sono rivelate indispensabili; quelle usate, ma che potevano anche restare a casa; le cose mai usate lungo il cammino. Queste ultime, la prossima volta lasciatele a casa. Erano superflue.

 

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