TOSCANA

Giovedì, 25 Ottobre 2018 14:59

Appalti pulizie Fs, in Toscana si rischiano 50 esuberi

Domani è sciopero generale e la Fit-Cisl scrive al ministro dei Trasporti

FIRENZE - Domani i lavoratori degli appalti ferroviari di tutta Italia saranno in sciopero (è la terza agitazione in pochi mesi), a seguito dell’esaurimento il 24 settembre scorso degli ammortizzatori sociali come previsto dal jobs act.

In questo settore le aziende appaltatrici tutte hanno dichiarato circa il 20% di esuberi su una platea di 10mila lavoratori, e la decisione del governo di prorogare gli ammortizzatori sociali per altri 12 mesi, rappresenta soltanto una soluzione parziale.

"Come Filt Cgil, oggi come nelle volte scorse, siamo a denunciare i motivi che hanno portato ad un ricorso massiccio ai contratti di solidarietà" scrive il sindacato.

La Cgil evidenzia che il gruppo FS ha deciso di frammentare i lotti. "Questa situazione di precarietà colpisce anche la Toscana, in quanto anche noi rischiamo di avere circa 50 lavoratori in esubero (su un totale di circa 700), anche se da circa 4 anni le ferrovie hanno assegnato un servizio di pulizia a bordo treno nel trasporto regionale" continua la Cgil.

Il segretario generale della Fit-Cisl Toscana Stefano Boni ha scritto una lettera aperta alle istituzioni locali, al ministro dei Trasporti e alla cittadinanza.

Dagli anni ’90, ricorda Boni, il Gruppo Ferrovie ha esternalizzato una serie di attività: piccoli lavori di manutenzione, ricarica accumulatori, riparazione parti di carrozze e locomotori, pulizie esterne e interne dei treni, pulizie delle stazioni e lungo linea.

“Attività indispensabili al ciclo del treno che impiegano oggi circa 10mila lavoratori a livello nazionale, 700 dei quali in Toscana" continua Boni.

Nei bandi predisposti dal Gruppo per queste attività però, aggiunge il segretario Fit, “molto spesso, non c'è nessun riferimento alla clausola sociale e alle garanzie occupazionali e quindi si arriva anche al 40% di ribasso sulla base di gara”.

Ribassi che ricadono sul costo del lavoro e così “i fortunati che vengono riassunti, che già hanno uno stipendio basso, molto spesso si trovano con uno stipendio più basso, con meno tutele contrattuali e rischiano, come succede spesso, di non riscuotere o di riscuotere con molti mesi di ritardo, senza contare il ricorso continuo agli ammortizzatori sociali. E il fatto che i bandi sono molto frequenti, pone questi lavoratori continuamente sotto pressione, facendone dei precari legalizzati" continua il sindacalista.

“Neanche la legge sul codice degli appalti – constata Boni - ci aiuta perché prevede, in caso di cambio di appalto, che le aziende vincitrici possono riassumere i lavoratori utilizzati sino a quel momento e quindi senza nessuna garanzia".

La lettera della Fit Toscana punta a sensibilizzare l’opinione pubblica ma in particolare il Governo e il Ministro dei Trasporti perché intervenga sulle ferrovie e ponga fine a questa situazione, rendendo dignità a questi lavoratori, da anni privati di una prospettiva di futuro.

"Per quanto ci riguarda – conclude Boni - crediamo sia giunto il momento di cambiare strada e di riportare dentro al Gruppo FS tutte queste lavorazioni indispensabili e necessarie e quindi assumere tutti i lavoratori attualmente utilizzati ponendo fine a questo sistema degli appalti che non ha prodotto i risultati sperati sia sul piano della qualità che dell’efficienza". 

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