TOSCANA

Venerdì, 16 Novembre 2018 08:29

A Lastra a Signa arriva l’infermiere di famiglia e di comunità

Per pazienti in carico al Servizio domiciliare

FIRENZE - E’ partito a Lastra a Signa con gli operatori del presidio sanitario Alfa Columbus (via Livornese), il nuovo servizio dell’infermiere di famiglia e di comunità che si rivolge alla popolazione di Lastra a Signa e Signa.

Il modello assistenziale deciso dalla giunta regionale (delibera 597 del 4 giugno) e per l’attuazione del quale la Ausl Toscana centro ha già individuato le aree geografiche di sperimentazione, è partito pochi giorni fa nella sua fase pilota di avvio nei due Comuni della zona distretto fiorentina nord ovest. La nuova figura nasce per intercettare e quando possibile, prevenire, nel paziente ricoveri inutili, favorire la deospedalizzazione e supportare la famiglia, presidiando l’efficacia dei piani terapeutico-assistenziali.

A Lastra a Signa gli infermieri di famiglia operano con pazienti già in carico al Servizio infermieristico con accesso domiciliare, estendendo ora l’osservazione dei bisogni di salute anche alla famiglia: l’infermiere di comunità indaga infatti non solo sul paziente in carico ma anche sui bisogni manifesti e latenti degli altri appartenenti al nucleo familiare, così da migliorare nel complesso la qualità di vita dell’intera famiglia dagli stili di vita alle cure. Ma l’infermiere di famiglia dovrà anche orientare il cittadino all’accesso più appropriato dei servizi sanitari e anche sociosanitari territoriali per ottenere più tempestivamente le risposte di cui ha bisogno.

Il nuovo approccio è centrato sulla persona e sulla globalità dei suoi bisogni ed è condotto in collaborazione con il medico di medicina generale. Prossimità con la persona, la famiglia e il suo contesto di riferimento sociale, sono i concetti portanti del nuovo modello di assistenza dell’infermiere di famiglia.

Rispetto alla presa in carico della persona, l’anello di attivazione è rappresentato sempre dal medico di famiglia. L’infermiere, tuttavia, può segnalare al medico di famiglia eventuali problematiche riscontrate in un altro membro della famiglia, per esempio, nel corso di una visita domiciliare. Toccherà al medico però attivare la presa in carico del caso da parte dell’infermiere di famiglia.

Le due figure quindi - infermiere di famiglia e di comunità e medico di medicina generale - operano in stretta integrazione fra loro, seguendo il paziente al suo domicilio, in famiglia e mantenendo alta la collaborazione con tutti gli altri professionisti impegnati nel percorso assistenziale. Questo perché ogni infermiere di famiglia e di comunità opera nel territorio e nella popolazione di riferimento che è identificabile di norma nell'ambito delle AFT (Aggregazioni funzionali territoriali) della medicina generale e interagisce dunque con i medici e i pediatri di famiglia e tutte le altre figure professionali che possono essere coinvolte nella presa incarico.

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