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Cinghiali, in Valdinievole è ancora allarme: interrogazione di Niccolai in Regione

MONSUMMANO – “Sono stato contattato da numerose aziende agricole che mi hanno fatto presente l'aumento vertiginoso dei danni alle colture da parte degli ungulati nell'area del Padule di Fucecchio”.

“Senza l'adozione in tempo celere di piani di controllo  degli ungulatI nei territori ricompresi nelle aree protette, la situazione è destinata a peggiorare. Ci sono decine di migliaia di euro di richieste di risarcimento danni da parte delle aziende agricole. Le aree protette, nello svolgere un ruolo fondamentale per quanto riguarda la conservazione dell’habitat naturale e la biodiversità, se non adeguatamente monitorate rischiano di diventare un rifugio per gli ungulati e per il cinghiale in particolare, e quindi di vanificare i risultati attesi dalla legge obiettivo sul restante territorio”.

Questo afferma Marco Niccolai, consigliere regionale del Pd componente della commissione Agricoltura, che ha presentato una interrogazione alla giunta toscana per riportare l’attenzione sul fenomeno della diffusione degli ungulati, in particolare all’interno delle aree protette.

La legge prevede che ci sia un monitoraggio periodico sulla presenza degli ungulati e, nel caso di non raggiungimento degli obiettivi, che debba essere la Regione stessa ad intervenire. Allo stato attuale – continua Niccolai – non ho notizie né di prelievi di controllo all’interno delle aree protette, né dei monitoraggi previsti dalla legge. Per questo ho deciso di presentare un’interrogazione, ponendo alcuni quesiti precisi alla giunta regionale”.

E quindi, in particolare, il consigliere Niccolai chiede: “quale sia, ad oggi, lo stato di avanzamento del monitoraggio sulla consistenza degli ungulati all’interno delle aree protette presenti in Toscana portato avanti dai soggetti gestori di tali aree, secondo quanto previsto dalla normativa sopra richiamata, al fine di conoscere  quali siano le aree protette che necessitano di un piano di controllo degli ungulati; di conseguenza, quando verrà approvato tale piano nelle aree protette che presentano una densità critica di ungulati al proprio interno; quali misure sono state messe in atto, o sono programmate, per il contenimento dei cervidi, ed in particolare del capriolo, nelle zone di ripopolamento e cattura; quali misure sono state messe in atto, o sono programmate, per il contenimento dei cervidi (caprioli, daini e cervi) ai fini della riduzione dei danni nelle aree caratterizzate da vigneti”.

“L’obiettivo – conclude Niccolai – è quello di riportate l’attenzione del Consiglio regionale sull’applicazione di una legge molto importante, che ha tentato di rispondere a un’emergenza e alle sacrosante esigenze di riequilibrio tra agricoltura, caccia e ambiente”.

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